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CRONACA

Due mesi di angoscia aspettando una svolta che non arriva

Da fine giugno la nave della Grimaldi Lines si trova nel porto di Dakar a seguito dell’ingente sequestri di cocaina effettuato dalle autorità locali

A bordo della nave “Grande Nigeria”, sequestrata presso il porto di Dakar dopo che le autorità senegalesi hanno trovato un carico di droga di 750 chili, c’è anche Paolo Amalfitano, primo ufficiale di coperta che si trova da ormai due mesi bloccato presso il porto africano in attesa che la delicata e ingarbugliata situazione giuridica si sciolga. Nella partita a scacchi che mette in palio la liberazione della nave della Grimaldi Lines non sono poche le pedine che aspettano di muovere la propria mossa.

C’è il governo senegalese, che trattiene una nave che solitamente trasporta automobili trovata piena zeppa di cocaina, destinata a imprecisati mercati internazionali del traffico di stupefacenti. La Farnesina e il ministro Enzo Moavero Milanesi che in sinergia con l’ambasciata stanno facendo tutto quanto possibile per fare quanto possibile nell’interesse dell’equipaggio italiano costretto agli arresti dopo il notevole sequestro, e naturalmente la Grimaldi Lines che si trova ancora una volta, suo malgrado, a ospitare a bordo di una delle sue navi, in una delle tratte utilizzate per il commercio di automobili, quintali di polvere bianca.

Una situazione intricata e impantanata ormai da almeno due mesi. Tanto il tempo passato da quando alla fine di giugno, gli ufficiali della Dogana senegalese hanno arrestato il capitano assieme ad altre persone dell’equipaggio tra cui anche l’ischitano Paolo Amalfitano. Sulla nave pende la grave accusa di traffico internazionale di stupefacenti, un reato che oltre a una salatissima multa può anche comportare anni di carcere, lontano dalle patrie galere. Una situazione davvero delicata che solo la sinergia di armatori, esponenti diplomatici e autorità senegalesi sarà in grado di sbrogliare.

La nave proveniva dal Brasile era diretta verso il porto di Amburgo, in Germania. Non è la prima volta che la nave della Grimaldi si è trovata a essere veicolo per il traffico internazionale di stupefacenti. Già in passato sono stati trovati carichi di droga all’interno del cargo, ma gli arresti, in passato, avevano coinvolto marittimi e operatori portuali, mai l’equipaggio come successo invece qualche mese fa a Dakar.

Esattamente l’anno scorso, come riportano le cronache, un motoscafo aveva affiancato l’imbarcazione, nel mese di agosto. A bordo del motoscafo pirata, armati di machete, alcuni criminali hanno tentato di raggiungere i membri dell’equipaggio per tentare il sequestro della nave

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