CRONACAPRIMO PIANO

E’ ancora l’isola dei lavoratori in nero, la finanza ne stana sedici

I militari delle Fiamme Gialle hanno controllato un ristorante e uno stabilimento balneare trovando un numero considerevole di soggetti sconosciuti al fisco. E’ il terzo caso in pochi mesi

Un nuovo blitz operato ancora una volta dalle forze dell’ordine su scala provinciale ma che ha evidenziato il radicamento di un fenomeno duro, se non impossibile, da debellare quale quello del lavoro nero sulla nostra isola. Che non accenna a diminuire nonostante ci troviamo in alta stagione e dunque qualche controllo in più gli imprenditori dovrebbero pure aspettarselo, soprattutto alla luce di qualche recente e poco incoraggiante precedenti. Il Comando Provinciale di Napoli della guardia di finanza, nell’ambito dell’intensificazione dell’azione di contrasto all’economia illegale e sommersa, ha sottoposto a controllo numerosi esercizi commerciali: su tutti, evidentemente, quelli maggiormente frequentati nel periodo estivo e cioè ristoranti, paninoteche e american bar e naturalmente gli stabilimenti balneari che con l’afa agostana vengono letteralmente presi dì’assalto. A muoversi dietro allo stesso obiettivo – verificare il rispetto delle regole – sono stati i militari del Gruppo Napoli e dei reparti di Portici, Capri e di Ischia, che hanno condotto mirati accertamenti, finalizzati a constatare l’eventuale corretto assolvimento degli obblighi in materia di lavoro.

I risultati purtroppo sono stati ancora una volta imbarazzanti per quanto riguarda la nostra realtà territoriale, come evidenzia il bilancio di una nota diffusa alla stampa proprio dal Comando Provinciale delle Fiamme Gialle. Sull’isola d’Ischia infatti sono stati sottoposti a controllo un ristorante ed uno stabilimento balneare: due sole strutture, eppure capaci di impiegare addirittura sedici che lavoratori che non risultavano regolarmente assunti. E’ la terza volta che succede una cosa del genere, con il caso più eclatante e clamoroso – che purtroppo destò scalpore (e non poteva essere altrimenti) – che si verificò nello scorso mese di aprile, quando i militari guidati dal tenente Gerardo Totaro scoprirono che ben quindici lavoratori su diciannove in servizio presso un albergo di Barano erano irregolari. Neanche il tempo di “leccarsi le ferite”, che all’inizio del mese successivo a Forio, in una piccola struttura ricettiva, i finanzieri scoprirono che nessuno dei tre lavoratori al servizio di un imprenditore erano in regola: nessuna busta paga, nessuna garanzia, nemmeno a parlarne di tutele di ogni genere. Così come in un altro albergo andò appena meglio, con appena due lavoratori su nove che risultavano dichiarati al fisco. Insomma, come si nota una spirale interminabile, probabilmente figlia anche della crisi che sta vivendo il tessuto economico di casa nostra, certo non più florido come un tempo.

Per la cronaca, l’operazione condotta sull’intero territorio provinciale ha consentito di identificare complessivi trentuno lavoratori totalmente ignoti agli enti previdenziali e assistenziali, le cui prestazioni non sarebbero state riconosciute ai fini assicurativi e pensionistici. Cinque esercizi commerciali saranno segnalati all’ispettorato territoriale del lavoro per l’adozione del provvedimento di sospensione, in quanto la manodopera irregolare è risultata superiore al 20 per cento del totale dei dipendenti. Inoltre, per ciascun lavoratore non regolarmente assunto, sarà irrogata la cosiddetta “maxisanzione” prevista dall’art. 22 del decreto legislativo 151/2015.

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