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“E continuavano ad aspettare Godot”, il fumetto della Ugualos prende vita in Biblioteca

di Isabella Puca

Ischia – Raccontare il dietro le quinte di uno spettacolo teatrale attraverso disegni e vignette e presentare il prodotto finale in Biblioteca. È quello che ha fatto la “Ugualos produzioni” che mercoledì scorso, in Biblioteca Antoniana, ha presentato il primo fumetto basato sullo spettacolo, vincitore della prima rassegna del teatro isolano, “E continuavano ad aspettare Godot”. Tanti gli appassionati del genere che hanno preso parte all’evento che ha visto una commistione di letteratura e teatro davvero interessante. Il progetto grafico è partito, appunto, dallo spettacolo teatrale con la regia di Eduardo Cocciardo che ha portato gli attori isolani a calpestare diversi palcoscenici in terraferma. «Siamo contenti di essere qui a portare un prodotto nato dallo spettacolo teatrale – ha detto il giovane patron della Ugualos, l’attore Salvio DI Massa – nel fumetto c’è una traccia del crowdfunding un sistema con cui, facendo rete, abbiamo provato a cercare un aiuto per portare lo spettacolo in scena. Abbiamo raccolto dei fondi; volevamo fare una tournee con una base per partire e ce l’abbiamo fatta». La graphic novel arriva in Biblioteca dopo che quest’ultima si è aperta ai giovani e meno giovani con un workshop sul fumetto rivolto, in modo particolare, agli studenti dell’indirizzo di grafica dell’istituto Telese. «Sentivamo la necessità di un pubblico giovane da avvicinare alla Biblioteca. Il ruolo principale di quest’ultima è quello di rappresentare una cassa di risonanza di ciò che accade sul territorio con prodotti che durino nel tempo, proprio come questo fumetto. Ringrazio Marco Ferrandino che mi ha avvicinato a questo mondo; abbiamo monitorato l’impatto sul territorio ed è stato positivo. Questa sera c’è l’opportunità di lasciare un’impronta, quella di un momento in cui un gruppo di giovani ha vissuto non solo un sogno, ma un’esperienza e una grande occasione. La Biblioteca è un luogo di tutti». È così che ha parlato la direttrice dell’Antoniana, la dott.ssa Lucia Annicelli entusiasta del progetto consultabile da oggi anche in Biblioteca e in alcuni punti sparsi sull’isola come ad esempio il Super market del lettore. È la prima volta che viene realizzato un fumetto che racconta il dietro le quinte di uno spettacolo teatrale, c’è il regista che si arrabbia per la leggerezza di alcuni attori e uno di questi che viene rimproverato perché fa sempre tardi oppure perché è sempre al telefono con la fidanzata. «Mi sono intrufolato nelle prove per raccontare ciò che accade in  12 pagine – ha preso a raccontare Marco Ferrandino che ha sceneggiato la storia – non capisco nulla di teatro e non avevo mai capito di cosa parlasse “Aspettando Godot” però mi sono divertito a mettere in scena il fumetto». Il progetto ha visto così un connubio di diverse generazioni per produrre una graphic novel d’impatto; il disegnatore Leonardo Avagnano, non ha mai conosciuto gli attori, ma li ha visti in foto e li ha disegnati cercando di rispettarne il tratto. «Nel fumetto gli attori sono chiamati come i personaggi che interpretano in scena. Li ho scoperti con il crowdfunding e pensai di contattarli, dopo due anni ecco il prodotto: unico caso di fumetto che racconta un backstage.  Spero che abbia una sua vita e un suo percorso». Uno degli obiettivi della nascita di “Ugualos produzioni” era proprio quello di diventare un volano per altre attività creative, «sarebbe bello se fungesse come contenitore di una combinazione di più linguaggi. Abbiamo resistito alla tentazione di inserire cartoline ischitane all’interno, ci siamo sentiti liberi di mettere in scena solo gli attori ed è stato bello. A teatro si ha davanti solo il lavoro ultimato, nel fumetto, invece troviamo curiosità e aneddoti reali. Esce fuori quello che avviene dietro, quello che il pubblico non vede mai». Soddisfatto anche il regista Eduardo Cocciardo che ha spiegato come questo capolavoro di Beckett sia stato profetico perché sembra aver anticipato l’odierna difficoltà di comunicazione tra la gente, «per chi ama il mestiere è affascinante vedere ciò che accade dietro le quinte. Mi auguro che venga presentato alle scuole perché può essere un incentivo ad amare il teatro. Ed è meglio amare il teatro prima di farlo; qui a Ischia è più facile trovare un attore che un elettricista»

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