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E’ il Pascarella Day, Ischia accoglie il nuovo Vescovo

L’isola unita in ‘persona episcopi’ da Papa Francesco sotto la guida di mons. Gennaro Pascarella, oggi l’arrivo a Ischia Ponte. Francesco Del Deo: «Non vedo l’ora di conoscere il nuovo pastore isolano. Il vescovo deve essere una figura presente ma non invadente»

Si insedia oggi il nuovo vescovo della Diocesi di Ischia monsignor Gennaro Pascarella. Pietro Lagnese, vescovo uscente e amministratore apostolico di Ischia, accoglierà il nuovo pastore alle ore 17.45 al Pontile Aragonese a Ischia Ponte. Previsti, poi, alle ore 17.50, il saluto delle autorità civili e militari ed a seguire, alle ore 18.30 il rito della presa di possesso canonica della diocesi nella chiesa cattedrale di Ischia. La giornata si concluderà con la celebrazione della Messa alle ore 19 la messa al piazzale delle Alghe. «Sarà un momento di grazia e di gioia per la Chiesa di Ischia e per l’intera comunità isolana», hanno fatto sapere dalla diocesi.

Dallo scorso 22 maggio monsignor Gennaro Pascarella, vescovo di Pozzuoli è anche vescovo della Diocesi di Ischia. È stato Papa Francesco ad unire “in persona Episcopi” le due diocesi campane. E non senza malumori sull’isola. Lo scorso 9 giugno in un’intervista a Il Golfo il neo vescovo ha allontanato i malumori: «Vorrei subito riaffermare quello che ho detto nel Messaggio al Popolo di Dio che è in Ischia: è lontano da me qualsiasi idea di “annessione”. Il programma di fondo è: conoscere, valorizzare e rispettare tutto ciò che lo Spirito Santo ha operato nella Chiesa di Ischia e camminare insieme con la Chiesa di Pozzuoli. Comprendo l’amarezza, ma non possiamo fermarci lì, dobbiamo rimettere insieme le nostre energie, i nostri talenti, i carismi e i ministeri a servizio del Regno di Dio, a servizio di Gesù Cristo e del suo Vangelo. La Chiesa c’è per continuare la presenza del Crocifisso/Risorto nella storia e annunciare e testimoniare Lui e il Dio che ha svelato, che è Unità-Trinità, Amore. Tutte le strutture della Chiesa, i suoi organismi pastorali, i suoi programmi, le sue attività, i carismi e ministeri … tutto ha senso se è a servizio del Vangelo», ha detto.

Papa Francesco l’ha definita un’«esigenza pastorale attuale» davanti ai vescovi italiani riuniti in assemblea a maggio 2018. Si tratta della riduzione delle 226 diocesi italiane che negli ultimi anni non è solo un argomento di studio o di discussione. E la rivoluzione all’interno della Chiesa ha toccato anche l’isola di Ischia. Nel 2019 ci sono stati una serie di provvedimenti per le “piccole” diocesi che segnano una svolta. Palestrina è stata unita a Tivoli in ‘persona episcopi’ (come avviene da anni con Cuneo e Fossano). Poi Fabriano-Matelica ed avvicinandoci a noi, ad Alife-Caiazzo, in provincia di Caserta, sono state accettate le dimissioni per raggiunti limiti di età dell’ordinario con la nomina del vicino (ma non confinante) vescovo di Sessa Aurunca come amministratore apostolico. La via privilegiata che è stata imboccata appare quella dell’accorpamento, come del resto aveva suggerito anche papa Bergoglio. Le oltre duecento Chiese particolari presenti dalle Alpi alla Sicilia sono «tante». E così la Diocesi di Ischia, che conta poco più di 60mila abitanti e con soli 7 Comuni, è stata unita ‘in personae episcopi’ con quella di Pozzuoli.

«Siamo felici che domani (oggi per chi legge nda) arrivi sulla nostra isola il vescovo Pascarella». Così esordisce il sindaco di Forio Francesco del Deo nel dare il benvenuto al presule. «Non parliamo di accorpamento di diocesi perché così non è. C’è un solo vescovo per due diocesi ovvero quella di Ischia e quella di Pozzuoli». «L’Importante – continua Del Deo – è che la diocesi di Ischia non sia stata soppressa. La nostra è una diocesi storica ed antica che è stata mantenuta», incalza il sindaco di Forio augurandosi che «presto possa essere nominato anche un solo vescovo solo per la diocesi isolana». Ma anche un altro auspicio: «Spero che noi sindaci dell’isola di Ischia possiamo trovare presto un’intesa con il nuovo Vescovo. Dobbiamo collaborare insieme nel pieno rispetto ognuno dei propri compiti e delle proprie prerogative». E chiosa Del Deo: «Mi auguro che Pascarella, che non vedo l’ora di conoscere, sia presente ma non invadente per il ruolo stesso che riveste».

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