E l’Antitrust bacchetta la Regione: Nel Golfo nessuna concorrenza

La notizia trova spazio su qualche media regionale e probabilmente sorprende al di là del mare ma non certo dalle nostre parti dove a certe nefandezze abbiamo evidentemente fatto il callo. L’Antitrust, infatti, ha bocciato la Regione Campania in materia di servizi legati ai trasporti marittimi. In pratica le normative introdotte nel 2016 hanno di fatto “disconosciuto la concorrenza” e non garantito quelle che sono le esigenze della popolazione residente. Poche ma stringate parole che almeno per noi isolani saranno stata musica soave per le orecchie. La relazione che dice quanto sopra porta la firma del presidente dell’Authority, Gabriella Muscolo, ed è stata indirizzata una decina di giorni fa al governatore della Campania, Vincenzo De Luca. La prassi, adesso, prevede che da Palazzo Santa Lucia vada effettuata una revisione del regolamento entro e non oltre il termine perentorio di sessanta giorni. Personalmente abbiamo perso la speranza che possa venir fuori qualcosa di buono, ma tante volte non si può mai sapere…
La mazzata non risparmia nessuno e colpisce tutti indistintamente: nel mirino il trasporto crocieristico e quello che più da vicino ci interessa, ossia i collegamenti da e per le isole del Golfo. A far scattare i controlli dell’Antitrust una serie di esposti presentati anche ad Anac e Ministero dei Trasporti dall’Assoutenti che aveva lamentato disservizi, costi elevati e scarsa qualità si delle condizioni di viaggio che dei mezzi che venivano utilizzati per l’espletamento del servizio.
Nel 2015 l’Antritrust aveva chiesta una sanzione di 14 milioni a carico delle compagnie di navigazione, accusate di “fare cartello” per massimizzare i ricavi. Una multa che fu poi cancellata dal tribunale amministrativo cui gli armatori si rivolsero per evitare quella che sarebbe stata una mazzata senza precedenti. Ma evidentemente quel campanello d’allarme non è bastato. Nel mirino finisce in particolare un episodio. L’Authority ricorda che nel 2014 è stata privatizzata dalla Regione la Caremar che, si legge, “ è stata acquisita dal principale operatore attivo nel golfo, Snav”, che fa capo al gruppo Aponte. “ Snav – scrive la presidente Muscolo – dispone cosi degli incentivi e della possibilità di adottare comportamenti opportunistici, quali la riduzione delle corse effettuate per conto di Caremar, per cui percepisce comunque una contribuzione pubblica, e l’aumento di quelle che svolge per proprio conto”. La privatizzazione avrebbe “ favorito”, come segnalato da Assoutenti, “le società del gruppo Aponte”. Nel mirino dell’Antitrust finiscono anche gli aggiornamenti tariffari decisi dalla Regione nel 2017: “ Appaiono tali – scrive Muscolo da compromettere la possibilità di competere efficacemente sui prezzi dei servizi prestati a condizioni di mercato, senza che ciò si traduca nell’erogazione di servizi di trasporto adeguati a soddisfare pienamente le esigenze delle comunità isolane”. Così l’Antitrust non ha dubbi e conclude sostenendo che “Da un’analisi attenta emerge che il quadro regolatorio adottato dalla Regione nel 2016 si limita a un’applicazione formale, più che sostanziale, dei principi e dei criteri che ispirano la normativa europea sulla liberalizzazione del cabotaggio, con il rischio di determinare significative alterazioni del quadro concorrenziale, senza peraltro corrispondere in modo soddisfacente alle esigenze dell’utenza isolana”. Insomma, bisognerebbe affidarsi al mercato. Alla concorrenza. Per favore, se è così chiamate “Chi l’ha visto”.




