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È primavera, occhio a prevenzione e cura del bambino allergico

È iniziata la primavera e questo articolo lo dedichiamo alla prevenzione e alla cura del bambino allergico. Negli ultimi 30 anni, la percentuale dei piccoli pazienti allergici, è passata dal 4% al 16% ed è in aumento! Ciò ha fatto si, che da qualche tempo, organizzazioni Sanitarie e Società scientifiche nazionali ed internazionali, stanno investendo risorse per affidare ai medici delle cure primarie, un ruolo sempre più attivo nella gestione dei soggetti con patologie allergiche. La  realizzazione di tali programmi educazionali e la formazione sono destinati ai medici e pediatri di base allo scopo di migliorarne le competenze nella diagnosi e terapie di tali patologie. Il corposo programma della World Allergy Organization (WAU), le linee guida dell’Euripean Accademy off Allergy and Clinical Immunology (EACI) sulla valutazione allergologica nel bambino rappresentano altrettanti esempi degli sforzi profusi dagli esperti nel formare Pediatri e Allergologi pediatri ad un approccio ragionato sulle patologie allergiche in età pediatrica. In questi progetti vengono affrontati i  problemi diagnostici, inserendo sempre il Prick-test nella valutazione anamnestico-clinica. Tale esame è valutato di primo livello rispetto anche al dosaggio ematico delle IgE specifiche, per la minore inasività e l’immediatezza del risultato.

Il Prick-test è un esame allergometrico cutaneo che consente di identificare la presenza di una sensibilizzazione di IgE mediata verso determinati allergeni. Il Prck-test, perchè sia attendibile, può essere eseguito dai tre anni di vita in poi, sella parte interna dell’avambraccio. I piccoli possono presentare reazioni cutanee meno evidenti (ponfi) dopo avere eseguito scarificazione con lancette sterili rispetto ai bambini un pò più grandi. Tale metodica può essere praticata sia per gli allergeni respiratori (graminacee, parietaria, olivo, acari etc.) che per gli alimenti. Inoltre va menzionata un’altra metodica: il Prick by prick, che consiste nello scarificare la cute con l’alimento fresco di cui di cui si sospetta l’allergia. Ma dei problemi delle allergie alimentari ne parleremo al prossimo appuntamento. Non sempre gli starnuti e la tosse persistente possono essere forme catarrali banali, ma in presenza di familiarità accertata, possono essere indice di rinite allergica e anche di asma allergica se non curati con tempestività. Nei primi anni di vita, gli imputati principali sono gli acari della polvere con manifestazioni sintomatologiche tutto l’anno, quindi è fondamentale una bonifica ambientale accurata.

La terapia farmacologia di supporto, va stabilita dai Pediatri di famiglia che possono trattare in maniera completa tale patologia (rinite e asma allergica) con i vari farmaci specifici. Il ruolo dell’Allergologo pediatra è di supporto al Pediatra nel consigliare la risoluzione e la guarigione di tali patologie con l’integrazione ai farmaci di vaccini (gocce sub-linguali) specifici desensibilizzanti contenenti gli allergeni di cui è sensibile il bambino. Ciò permette di far diminuire del 70-80 % la sintomatologia e prevenire al 100 % la croncizzazione dell’asma.

Dottor Rosario Barra, allergologo pediatra 

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