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«È una riforma scritta sotto dettatura delle banche»

«È a mio avviso una riforma Costituzionale scritta sotto dettatura delle  grandi banche, contro i diritti dei lavoratori, e portata avanti da un Parlamento, un Presidente della Repubblica e un Governo illegittimi, perché figli di una legge elettorale dichiarata incostituzionale nel 2014 dalla Corte Costituzionale! per questo il mio è un no alla modifica. Mi soffermo sulle modifiche all’art. 57 e all’art. 117. Per quello che riguarda l’art. 57, i senatori sarebbero scelti dalle segreterie dei partiti, che indicherebbero i consiglieri regionali e i sindaci da “promuovere”, i quali poi beneficerebbero della immunità parlamentare, che li coprirebbe dai “crimini” commessi. Per quanto riguarda l’art. 117, basta leggere il testo modificato: “La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall’ordinamento dell’Unione  Europea e dagli obblighi internazionali”. Tradotto, si prenderanno ordini dall’europarlamento! Questo rappresenta la parola fine alla nostra nazione! Votare no al referendum è il minimo, bisognerebbe impiccare in piazza chi si è permesso di scrivere nero su bianco questa robaccia!».

 

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