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Eav, raffica di trasferimenti da Ischia a Napoli e provincia

È un dicembre nero per 26 dipendenti dell’Eav di Ischia che da lunedì saranno trasferiti negli impianti di Agnano, Torre Annunziata, Sorrento e Comiziano (Nola). Dovranno maturare 25 giorni di presenze effettive, nel migliore dei casi, mentre per i soliti sedici, Sorrento, sarà di nuovo la nuova destinazione fino in primavera. È l’atto di forza della direzione aziendale che risponde energicamente e con una buona dose di cinismo al rifiuto dei dipendenti di prolungare il nastro lavorativo attorno alle otto ore nel periodo estivo. Tutto ruota attorno al sottile equilibrio dell’esubero del personale di guida. Una strategia che creerà già da lunedì enormi disagi per i trasferiti (senza alcuna indennità) e più di qualche difficoltà nel servizio automobilistico di Ischia. La vicenda, però, è piuttosto complessa ed il “divide et impera” ha cominciato a dare i suoi frutti, creando fratture all’interno del deposito di Via Michele Mazzella. L’esubero della categoria degli addetti all’esercizio e della categoria del personale della verifica dei titoli di viaggio è sotto trattativa ed in questo caso i trasferimenti potranno essere evitati con l’accordo sul prolungamento dell’orario di lavoro delle famigerate otto ore. Discorso più semplice da affrontare, rispetto ai conducenti di linea, già sotto stress per le proibitive condizioni lavorative lungo le strade isolane. Autisti già sul piede di guerra anche per la subdola modalità di diffusione dell’ordine di servizio a poche ore dalla festività dell’Immacolata, a ridosso del fine settimana, e quindi con tutti gli uffici amministrativi chiusi. Non si conoscono le reazioni delle strutture sindacali che, in questa vicenda, sono apparse piuttosto latitanti e distratte. Secondo i beni informati, addirittura ci sarebbero anche anomalie sulla scelta del personale trasferito, disciplinato dal Regio Decreto 148 dell’8 gennaio del 1931, oltre a dipendenti colpiti direttamente dal sisma del 21 agosto scorso. La questione rischia seriamente di finire nelle aule del Tribunale.

Luigi Balestriere

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