CRONACA

Eav: saluta De Gregorio, ecco Diamantini

Fico affida il trasporto campano a un profilo tecnico: «Servizio pubblico diritto costituzionale, vogliamo top player e non tessere di partito». Casillo annuncia 600 milioni per EAV e oltre 100 nuovi treni

Pietro Diamantini entra alla guida di EAV e il cambio al vertice della principale partecipata del trasporto pubblico campano diventa subito molto più di una nomina. È il primo vero banco di prova della nuova stagione regionale guidata da Roberto Fico: una partita che riguarda milioni di passeggeri, la tenuta quotidiana delle linee ferroviarie e automobilistiche, la credibilità delle istituzioni e il diritto concreto dei cittadini a muoversi in modo sicuro, puntuale e dignitoso.

La nomina dell’ingegnere napoletano ad amministratore unico dell’Ente Autonomo Volturno, formalizzata dall’assemblea dei soci e presentata ieri mattina a Palazzo Santa Lucia nella sala De Santis, arriva dopo la modifica dello statuto societario e il superamento del precedente consiglio di amministrazione. Una scelta che concentra la responsabilità in una sola figura e segna una cesura netta con il passato: dopo undici anni si chiude infatti l’era di Umberto De Gregorio, nominato nel 2015 durante la presidenza di Vincenzo De Luca, protagonista di una lunga stagione fatta di riorganizzazioni, investimenti, assunzioni e polemiche mai sopite.

Nel suo congedo ai dipendenti, De Gregorio ha rivendicato il lavoro svolto, ricordando circa 1.300 assunzioni e definendo EAV un progetto non ancora completato. Ma il nuovo corso non potrà essere misurato soltanto sulla memoria di ciò che è stato. Diamantini eredita un’azienda economicamente in equilibrio, con il bilancio 2025 chiuso con un utile di 5,5 milioni di euro, ma ancora attraversata da criticità operative che pesano sulla vita quotidiana di pendolari, studenti, lavoratori e turisti.

DAL MODELLO ALTA VELOCITÀ ALLA SFIDA DEL TRASPORTO LOCALE

Il curriculum del nuovo amministratore unico è il punto su cui la Regione ha costruito il messaggio politico della svolta. Ex dirigente delle Ferrovie dello Stato, indicato tra i protagonisti dello sviluppo dell’Alta Velocità sulla direttrice Milano-Napoli, Diamantini viene chiamato a trasferire metodo, competenza e capacità gestionale in un sistema assai diverso da quello dell’AV: non grandi corridoi nazionali, ma reti locali, manutenzioni ordinarie, stazioni da riqualificare, materiale rotabile da rinnovare e una domanda di affidabilità che non può più attendere.

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FICO RIVENDICA IL MERITO: «TOP PLAYER, NON TESSERE DI PARTITO»

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Roberto Fico ha voluto attribuire alla scelta un significato esplicito. «Come amministrazione riteniamo che il trasporto pubblico sia un diritto delle persone ed è un diritto costituzionale che deve assolutamente essere garantito», ha detto il presidente della Regione Campania. Non una formula di circostanza, ma la cornice entro cui leggere l’intera operazione: il trasporto non come servizio residuale, bensì come infrastruttura sociale, condizione di uguaglianza, accesso al lavoro, allo studio, alla sanità e ai territori.

Fico ha rivendicato anche il criterio della nomina: «Noi vogliamo che qui in Regione arrivino sempre più persone che sono top player: non ci interessano le appartenenze, le tessere di partito e lo stiamo dimostrando ogni giorno». Parole che spostano il confronto sul terreno del merito e della responsabilità. La promessa è chiara: scegliere competenze e pretendere risultati. La verifica, però, sarà durissima e passerà dai binari, dagli orari, dalle corse cancellate o garantite, dai cantieri conclusi e dalla percezione degli utenti.

LA CIRCUMVESUVIANA RESTA IL VERO ESAME

La vera prova si chiama Circumvesuviana. Da anni è il simbolo più esposto delle difficoltà del trasporto pubblico regionale: guasti, soppressioni, ritardi, infrastrutture datate, treni insufficienti e una fiducia progressivamente logorata. È lì che la nuova governance dovrà dimostrare di non essere soltanto un cambio di targhetta. La Circumvesuviana collega territori densissimi, aree turistiche strategiche, comuni vesuviani e zone interne: quando non funziona, non si blocca solo una linea, si restringe il diritto alla mobilità di intere comunità.

IL PIANO CASILLO: FONDI, TRENI E STAZIONI DA RILANCIARE

Il vicepresidente e assessore ai Trasporti Mario Casillo ha fissato il perimetro economico e operativo della sfida. «Negli ultimi anni EAV ha registrato una perdita del 40% dei passeggeri: il nostro obiettivo prioritario è recuperare questa utenza e incrementarla», ha spiegato. Poi i numeri: 26 milioni di euro per il trasporto pubblico locale, 600 milioni destinati specificamente a EAV, 56 treni già previsti e ulteriori 50 convogli finanziati, per un piano che supera quota 100 nuovi treni.

Accanto al rinnovo del materiale rotabile, Casillo ha annunciato un piano di riqualificazione delle stazioni centrato su accessibilità, restyling strutturale e potenziamento dei servizi di accoglienza. È un passaggio decisivo, perché il rilancio non può esaurirsi nell’acquisto di nuovi treni: servono stazioni sicure, percorsi accessibili, informazioni chiare, manutenzione costante e una gestione capace di ridurre l’impatto dei cantieri aperti sul territorio.

I DOSSIER SUL TAVOLO: SERVIZIO, CANTIERI E CAPITALE UMANO

Sul tavolo di Diamantini, infatti, non c’è un solo dossier. Ci sono la stabilizzazione del servizio, il completamento degli interventi infrastrutturali, la riorganizzazione interna dopo il passaggio all’amministratore unico, il divieto di cumulo tra amministrazione e direzione generale, l’eventuale nomina di un direttore generale, la tutela del capitale umano e la necessità di coniugare equilibrio finanziario e qualità reale del servizio. La società arriva al cambio di vertice con numerosi cantieri aperti e con l’esigenza di trasformare gli investimenti in risultati visibili.

Lo stesso Diamantini ha indicato la rotta con parole misurate ma impegnative: «Il nostro lavoro sul campo inizia immediatamente. La priorità assoluta è stabilizzare il servizio e portarlo a standard di assoluta regolarità; una volta raggiunto il consolidamento, potremo sviluppare e implementare ulteriori servizi per l’utenza». Il nuovo amministratore ha poi richiamato il principio dell’ottimizzazione delle risorse, a partire dal capitale umano dell’azienda, da tutelare e valorizzare.

DAGLI ANNUNCI ALLA PROVA DEI PENDOLARI

È qui che la narrazione della competenza incontra la prova della realtà. Non basteranno annunci, conferenze stampa o formule efficaci. I pendolari misureranno il nuovo corso in minuti risparmiati, treni puntuali, corse non soppresse, stazioni più vivibili e informazioni affidabili. La politica lo misurerà sulla capacità di dimostrare che le partecipate regionali possono essere governate con criteri di efficienza e non di appartenenza. L’azienda lo misurerà sulla capacità di tenere insieme conti, personale, manutenzione e innovazione.

Per la Campania, la nomina di Diamantini diventa dunque un test politico e amministrativo insieme. Se l’ex manager dell’Alta Velocità riuscirà a riportare regolarità su una rete locale fragile, la Regione potrà rivendicare una svolta concreta. Se invece i disagi resteranno immutati, il cambio di governance rischierà di apparire come l’ennesima promessa sospesa. La sfida è già cominciata, e il conto alla rovescia non lo dettano i palazzi: lo scandiscono ogni mattina i passeggeri in attesa sulle banchine della Circumvesuviana.

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