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ECCELLENZA Real Forio, Sollo: «Spero di poter far parte della nuova squadra»

L’estremo difensore biancoverde analizza l’intera stagione e «aspetta pazientemente una riconferma. Confido in quanto dichiarato dal vice presidente Esposito e che si possa provare a raggiungere obiettivi superiori»

E’ finita, la lunga stagione anche un po’ tormentata della squadra biancoverde è giunta al termine, possiamo dire nel migliore dei modi, portando a casa quella salvezza che le era stata chiesta a inizio stagione. Una salvezza meritata sul campo per ben due volte.

Un’annata fatta di alti e bassi dove però i ragazzi si sono sempre ben difesi cercando nonostante le mille difficoltà di non crollare.  

Di questo e altro ne abbiamo parlato con il portiere Francesco Sollo, classe ’94, napoletano ma legatissimo all’isola e alla sua Forio.

Un’annata lunga e travagliata dove si può dire, avete disputato due campionati separati: all’andata, un girone ottimale; al ritorno un po’ meno, ma riuscendo comunque ala fine a portare la salvezza a casa… 

«Per analizzare questa stagione, a mio parere bisognerebbe partire da agosto scorso. Abbiamo iniziato la preparazione con una squadra non ancora completa al cento per cento. Poi strada facendo sono arrivati nuovi innesti e quando l’organico è stato finalmente al completo, sono arrivati anche i risultati. Nessuno si aspettava quella parte iniziale di campionato, quei numeri erano inaspettati anche per noi. Poi da dicembre in poi il calo, tante, troppe sconfitte consecutive. Credo che forse quello che abbiamo fatto all’inizio era qualcosa di più grande di noi, siamo stati bravi indubbiamente ma poi la differenza si è vista. Due opposti campionati, uno molto bene, l’altro abbastanza male. Un qualcosa di evidente e sotto gli occhi di tutti. Ma se facciamo una media e un resoconto oggettivo, possiamo comunque dire di essere riusciti a raggiungere il nostro obiettivo che era la salvezza. Quindi in tal senso una stagione dal tratto positivo».

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Ma questo calo da dicembre in poi, secondo te a cosa è dovuto? I tanti addii potrebbero essere una delle cause?  

«Sicuramente durante il calcio mercato ci sono state più cessioni che acquisti e per un periodo di tempo, alquanto importante, ci siamo trovati davvero in difficoltà, perché concretamente ci mancavano alcuni giocatori in determinati ruoli, mentre prima avevamo raggiunto comunque un certo equilibrio. Quindi indubbiamente ha pesato. Non è detto però che pur rimanendo gli stessi dell’inizio avremmo fatto un girone di ritorno differente, le variabili sono tante e con i ma e con i se, sappiamo bene, non si va da nessuna parte. Fatto sta che sono incominciate una serie di sconfitte che poi sono diventate per noi quasi abituali, siamo stati inghiottiti da quel vortice e non siamo più riusciti a uscirne cadendo in quella che a volte si definisce depressione calcistica».

Una depressione che sembrerebbe essersi dissolta nel momento in cui è arrivato mister Citarelli. Un cambio in panchina, se vogliamo anomalo, considerando che si era a tre, quattro giornate dalla fine, ma che forse ha sortito l’effetto che si sperava, ovvero dare una scossa alla squadra, perché in termini tattici si poteva fare ben poco visto il tempo a disposizione. Un calo generale del quale ne ha fatto le spese l’ex tecnico come solitamente accade, perché come da copione è molto più semplice cambiare un uomo in panchina che 22 giocatori…  

«Per quanto concerne il cambio in panchina, mister Di Meglio aveva dato le dimissioni già dopo la sconfitta con l’Ottaviano. Poi noi giocatori, società abbiamo provato a ricompattare l’ambiente, cercando di far fare un passo in dietro all’allenatore. Ma quella depressione tecnica e calcistica di cui accennavo prima non è svanita. Quando si perde di seguito, non è mai facile poi riuscire a uscirne. Io non credo che quella della società sia sta una vera e propria bocciatura al mister, ma che serviva solo a dare una scossa come giustamente hai sottolineato tu,  perché a quattro partite dalla fine del campionato non si può che cercare di fare questo.  Non perché un tecnico sia migliore dell’altro, ma mister Citarella rappresentava una nuova figura, una nuova persona non depressa come noi e poteva, come poi tra l’altro ha fatto darci una mano a livello mentale. Alcuni di noi tra cui anch’io, già conoscevamo Citarelli, quindi è stato semplice accettare un nuovo allenatore. Lui aveva l’arduo compito di risollevarci da quel periodo buio, avevamo bisogno di un cambio a livello mentale e ci è riuscito. Ha saputo miscelare l’aspetto puramente mentale con il suo modo di leggere e interpretare una partita con delle giocate semplici che ci hanno permesso di fare bene anche se il tempo a disposizione era poco».  

Domenica scorsa la partita della vita, una partita che avete vinto conquistando per la ben seconda volta la salvezza…

«Quelle sono partite che si caricano da sole, non c’è bisogno né del compagno di squadra né dell’allenatore, non era però facile considerando appunto il ritorno in campo dopo almeno un mese di inattività. Merito a mister Citarelli che ha saputo dare tranquillità alla squadra sia in quei giorni preparativi durante gli allenamenti, in modo da poter arrivare alla partita al cento per cento, sia in campo il giorno stesso della partita della vita. Un grazie credo sia doveroso a mister Citarelli per averci preparato al meglio».

Concordi con quanto decretato dal campionato a fine stagione, con la vincitrice?

«Giugliano per quello che ha fatto, ha meritato di vincere il campionato. Merito, a loro, di avere accorciato, domenica dopo domenica, le distanze dalla Frattese. Dispiace un po’ per

quest’ultima che ha perso il campionato alla fine, ma quando una squadra va in depressione è difficile riprendersi».

E della retrocessione del Barano che ne pensi?

«Mi dispiace. Non posso certo permettermi di dire se sia giusto o ingiusto perché mancherei di rispetto alle altre squadre che si sono salvati. Posso sicuramente dire però che è un peccato che i cugini siano retrocessi. Hanno fatto un campionato diverso dal nostro, molto male all’andata e credo che l’hanno pagato perché poi da dicembre è molto difficile riprendere una marcia positiva»

Futuro di Francesco Sollo e del Real Forio. Stando alle dichiarazioni del vice presidente Esposito c’è tutta l’intenzione di ripartire, anzi dopo il vociferare di un eventuale titolo che poteva far gola all’Ischia, tutto è rientrato con una sua smentita… 

«Io mi auguro che una piazza come Forio possa avere la squadra l’anno prossimo. Non so cosa si sia detto tra le due dirigenze e non sta a me. Una cosa è certa, i campionati dilettantistici sono molto difficili da affrontare sia economicamente che in termini di organizzazione.  

Il vice presidente dopo le vittoria con la Puteolana ha confermato al 100 per cento che la squadra si farà, spero che si possano raggiungere degli obiettivi anche superiori. Per quanto riguarda me, credo che sia presto, comunque non c’è stato alcun contatto neanche con il Forio. Mi auguro che ci sia e aspetto pazientemente».

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