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Ecco perché l’Ibsen va ricostruito

La sintesi dei risultati degli studi di vulnerabilità e le ipotesi di intervento che hanno portato alla decisione di demolire l’edificio scolastico casamicciolese per procedere a una completa ricostruzione

L’edificio Ibsen sarà dunque ricostruito completamente. Come anticipato nell’edizione di ieri, la decisione di procedere alla demolizione e ricostruzione del plesso è stata presa in seguito agli esiti degli studi di vulnerabilità sismica. Nella relazione finale di sintesi i tecnici avevano dapprima preso in esame l’ipotesi che esclude la demolizione, prefigurando gli interventi necessari per il raggiungimento dell’adeguamento sismico, riassumendoli in due tipologie. La prima di queste è rappresentata da interventi locali che mirano all’aumento della resistenza e duttilità dei singoli elementi, quali l’incremento della resistenza a taglio del pannello di nodo, il confinamento delle estremità dei pilastri, l’incremento della resistenza a taglio delle estremità delle travi. La seconda tipologia è data da interventi globali finalizzati a migliorare la rigidezza complessiva della struttura, come un intervento di ringrosso e incremento della capacità dei pilastri, oppure l’inserimento di pareti in cemento armato gettato. Si tratterebbe in ogni caso di interventi laboriosi, che per raggiungere un soddisfacente grado di sicurezza comporterebbero un costo complessivo dell’intervento di adeguamento e rifunzionalizzazione compreso tra un importo minimo di euro 4.067.330,00 e un massimo di euro 4.974.000,00. Invece, la completa demolizione e ricostruzione comporteranno un totale di euro 6.700.000,00.

Ed è evidente come questa seconda soluzione sia preferibile, anche considerando che il fabbricato originario risente delle conoscenze tecniche e sismiche dell’epoca, in cui non esisteva una normativa cosi puntuale come quella attuale ma le poche indicazioni seguite erano tratte da schemi e manuali più di natura pratica che scientifica. Fra l’altro, come si legge nella relazione, un buon calcestruzzo ha una vita media di 50 anni e quindi il calcestruzzo dell’edificio Ibsen ha già raggiunto e superato questo valore. Tutte considerazioni che, unite al fatto che il complesso si compone di blocchi costruiti in varie epoche differenti, e a una attenta valutazione dei costi per raggiungere un adeguamento col coefficiente di sicurezza pari ad 1 con la rifunzionalizzazione dell’intero complesso, portano a una spesa che sostanzialmente consiglia la demolizione e ricostruzione. Naturalmente la differenza di costo tra demolizione e ricostruzione ed adeguamento sismico è giustificata ampiamente dalla costruzione di un edificio di ultima generazione con un comportamento sismo resistente che tiene conto degli ultimi sviluppi della ricerca in materia sismica.

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