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Ecco tutte le “magagne” di Palazzetto e Piscina comunale

ISCHIA – In municipio continuano a fare spallucce, e c’è anche chi prova a minimizzare l’accaduto. In realtà c’è poco da minimizzare perché il caso legato al mancato collaudo di piscina comunale e palazzetto dello sport – con le dimissioni di Arnaldo Surolli che evidentemente non ci ha visto chiaro, per usare un eufemismo – rischia davvero di creare non poche ambasce all’amministrazione comunale guidata da Giosi Ferrandino. Ed attenzione, perché stavolta potrebbe non bastare mettere la cosiddetta pezza a colori, nel senso che c’è chi vorrà che venga fatta chiarezza e possibilmente da enti ed organismi super partes ed al di sopra di ogni sospetto. Una prima iniziativa da registrare riguarda l’imminente costituzione di un comitato di cittadini, in particolare di genitori i cui figli utilizzavano e vorrebbero continuare ad utilizzare la piscina comunale. Gli interessati, secondo quanto si apprende, chiederebbero non soltanto l’immediata riapertura della struttura ma anche di far compiere le verifiche del caso alla Asl per la sua utilizzabilità e soprattutto per quanto riguarda un potenziale problema di inquinamento acustico. Che, detto per inciso, sarebbe causato dalla presenza di una macchina di deumidificazione posizionata peraltro in difformità con quanto previsto con le norme antisismiche: una “voce”, questa, alla quale non vogliamo assolutamente credere, soprattutto se si considera quello che sta succedendo negli ultimi tempi.

Ma quali sono le magagne che avrebbe riscontrato il collaudatore delle opere che poi si è dimesso? Difficile dare una risposta anche se qualche elemento trapela. Per quanto riguarda il Palazzetto dello Sport, il progetto di gara e quello esecutivo prevedevano l’installazione di un nuovo impianto di climatizzazione caldo-freddo per un costo di circa 350.000 euro. In realtà detto impianto non sarebbe stato realizzato, ma si sarebbe soltanto portato a compimento un “restyling” di quello esistente. Ci sono poi una serie di problemi e soprattutto di misteri per quanto riguarda il telo il cui peso sarebbe superiore a quello precedente (e soprattutto diverso rispetto a quanto previsto nel progetto originario) e che peraltro non risolverebbe neppure i problemi di condensa. Ironia della sorte, pare che addirittura il terreno di gioco si ritroverebbe a vedere ridotte come per incanto le sue dimensioni originarie, roba quasi da film comico o dell’orrore, dipende dai punti di vista dai quali la si guarda.

E adesso passiamo alle dolenti note legate alla piscina tornando proprio all’impianto di trattamento dell’area e della deumidificazione, che peraltro secondo quanto si vocifera non sarebbe nemmeno previsto nel progetto di gara. Al di là delle già note ed oggettive carenze, bisognerebbe aggiungere che non è stata portata a compimento nessuna valutazione dell’impatto acustico sia per chi frequenta l’impianto che addirittura per la presenza delle abitazioni che insistono in zona. Per non parlare di quelle inquietanti voci secondo cui i canali per i condotti di immissione dell’aria sarebbero stati recuperati in un altro cantiere e fossero usati, cosa di fronte alla quale ci sarebbe davvero da far accapponar la pelle. E c’è poi l’impianto di filtraggio dell’acqua che secondo l’ex collaudatore non sarebbe stato a norma per una piscina pubblica di categoria “C”. In buona sostanza il tempo di riciclo delle acque sarebbe stato di sei ore e non di quattro, quello previsto dalle normative vigenti per abbattere le sostanze inquinanti che si ritroverebbero a finire nella vasca. Una “leggenda popolare” racconta che Surolli propose anche di filtro che avrebbe consentito di avvicinarsi al rispetto dei predetti requisiti, ma naturalmente chi di competenza fece orecchio da mercante e si limitò a rimontare il vecchio impianto. Che, peraltro, era danneggiato e fu dunque oggetto del più classico rattoppo. Non è ancora finita, prima che il collaudatore gettasse la spugna pare non esistessero nemmeno progettazioni e certificazioni sugli impianti elettrici.  Insomma, non è certo roba da poco, ma se sono tranquilli nel palazzo municipale di via Iasolino allora va tutto bene. Stiamo scherzando, ovviamente…

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