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Edicola in fiamme, il racconto: Abbiamo visto i lampeggianti e capito

di Isabella Puca|

ISCHIA – «Erano le 05.30 di stamattina (ieri per chi legge n.d.r.), mio marito si  era alzato per andare a lavoro e, aperte persiane e finestre, abbiamo visto i lampeggianti dei Carabinieri e i Vigili del fuoco che spegnevano le fiamme. Fortuna che avevamo le finestre della cucina chiuse altrimenti c’intossicavamo». È Maddalena Broccoli, la dirimpettaia dell’edicola “Gran Bazar” a commentare l’incendio che, nella prima mattinata di ieri, ha completamente distrutto l’edicola situata alle spalle del convento dei Frati minori di Sant’Antonio, nei pressi del bar La Violetta, all’interno del parcheggio di Via Mirabella. «Dicono sia stato un cortocircuito – ci dice ancora – ieri è piovuto molto e Denis ha passato la serata a spazzare l’acqua che si era raccolta appena sotto l’edicola. I vigli del fuoco hanno dovuto tagliare le lamiere per spegnere l’incendio che è divampato dal di dentro». È domenica mattina e la pioggia del giorno prima sembra aver dato una tregua al giovane Denis, proprietario dell’edicola,  che è lì sul posto a fare la conta dei danni. La mano sulla fronte e lo sguardo perso in quell’edicola ormai nera, la stessa alla quale stava lavorando con passione, alla ricerca dell’ultima novità da vendere ai collezionisti o del biglietto dell’autobus da dare ai turisti. È un via vai di passanti almeno fino a mezzogiorno, quando sul posto sono ritornati i Vigili del fuoco per gettare altra acqua su qualche piccolo focolaio ancora acceso e per tentare di capire la dinamica della vicenda. Anche per loro a far divampare le fiamme è stato un fatale corto circuito. Ognuno che passa e che conosce Denis Vuoso, gli chiede come sia stato possibile ma la risposta è sempre la stessa accompagnata da uno sguardo all’edicola fortemente interrogativo. «Per fortuna – questa la testimonianza di un altro residente della zona – le auto parcheggiate lì accanto non hanno subito danni. Quando stamattina (ieri per chi legge n.d.r.) abbiamo visto tutto quel fumo ci siamo spaventati davvero tanto. Di solito parcheggio proprio dietro l’edicola. Fortuna che non ci sono stati altri danni ma ci siamo spaventati davvero tanto». Denis Vuoso, classe 1989, è da appena due anni che ha preso in gestione l’edicola “Gran Bazar”, nonostante la crisi che ha colpito l’editoria, ha voluto intraprendere quest’attività con l’entusiasmo che caratterizza la sua giovane età. Di quella zona era l’edicola di riferimento, ma non una copia è stata tratta in salvo dalle fiamme. Del resto, se c’è una caratteristica della carta, è che questa è estremamente infiammabile. Ieri mattina, verso le 05.30  si è precipitato giù dal letto ed è corso sul posto da Testaccio dove è residente; la scena che si è palesata ai suoi occhi è stata davvero inaspettata. L’incendio pare essere divampato intorno alle 05:00 del mattino. La zona, in tarda mattinata,  è stata poi delimitata dai Vigili Fuoco che continuano a lavorare sull’ipotesi del corto circuito anche se non  sono state escluse altre piste. Come se non bastasse l’inchiesta che ha coinvolto, negli ultimi giorni, il comune di  Barano a far mormorare il paese, la vicenda dell’incendio all’edicola ha fatto parlare l’intera isola che non sembra essere convinta dell’ipotesi del corto circuito. Qualcuno vocifera, infatti, che l’incendio potrebbe essere stato frutto di una vendetta. Tuttavia, sono queste soltanto voci di paese; bocche cucite, infatti, da parte degli inquirenti che non si sbilanciano sulla questione.

 

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