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UNA EDILIZIA SCOLASTICA DELITTUOSA

Gridare allo scandalo è semplicemente riduttivo. Scava, scava e gli scheletri scolastici escono fuori dagli armadi dopo anni di “occultamento dei cadaveri”. Non si tratta di un giallo alla Agatha Cristie, ma della dura realtà che sta sotto gli occhi di tutti “grazie” alla scossa di terremoto che ha messo fuori combattimento l’intero patrimonio immobiliare scolastico di Casamicciola.

La pietra dello scandalo è senza dubbio l’edificio scolastico “Alessandro Manzoni”, privo della intestazione,  perché sull’apposito frontone fu dipinta in nero (il colore preferito dal fascismo) la parola DUX dal corpo docente fascistissimo. La scuola elementare, appollaiata sull’altura del Paradisiello, ha resistito impavida per ottant’anni, ma già per il recente passato ha accusato il logorio non tanto del tempo, quanto  quello di una  costruzione non proprio adeguata a una significativa mitigazione sismica imposta dalla legge, che vigeva a Casamicciola fin dal dopoterremoto dell’83!

Ben tre interventi di restauro conservativo, a partire dagli anni Novanta, hanno interessato le strutture portanti, le mura perimetrali e i solai  del Manzoni per una spesa complessiva di circa sei miliardi di vecchie lire; somma sufficiente per demolire l’edificio e costruirne uno nuovo di zecca, adeguato ai tempi e …in cemento armato! La storia del Manzoni è tutta da scrivere, perché intorno a questa Scuola si sono consumate vere e proprie battaglie politiche  originate dalla pochezza di certi personaggi (passati intanto a miglior vita) intestarditi da una comune volontà di snaturarne la destinazione attraverso l’occupazione illegittima di alcune aule per ospitarvi gli uffici municipali.

Questa convivenza odiosa e raccapricciante ( i bagni venivano usati promiscuamente dal personale del Comune e dagli alunni delle elementari) durò alcuni anni, fin quando l’opinione pubblica non mise con  le spalle al muro sindaci e assessori riuscendo a sloggiarli e spedirli in una palazzina privata presa in affitto. Caso più unico che raro, nella nostra isola, assistere al continuo ramingare della sede municipale, da una struttura privata ad un’altra, per il solo fatto che Casamicciola, dopo il terremoto del 1883, non aveva mai progettato il Municipio, ritenendolo forse…superfluo!

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Ma veniamo al Manzoni. Le varie amministrazioni Iacono, De Siano. Ferrandino e D’Ambrosio si cimentarono a colpi di milioni per riassestare periodicamente questo parallelepipedo all’apparenza forte e massiccio, ma con i piedi di…argilla! Ditte e Imprese ci hanno fatto i loro affaracci, visto che dopo qualche anno dalla consegna dei lavori si tornava al punto di partenza. Lesioni nelle pareti, acqua dai tetti, caduta di cornicioni, scale pericolanti , infissi marciti e quella spada di Damocle sempre sulla testa, impersonata dal terrapieno sul quale poggia parte dell’edificio, costituito da materiale incoerente e altamente friabile. Perché questo andazzo? Qualcuno parla di tangenti pagate dalle Imprese per tacitare i…controllori e risparmiare sui materiali e sulle opere a farsi. Ma si parla anche di gare d’appalto pilotate, di subappalti mascherati e di mazzette distribuite per il famoso “do ut des” che nella nostra sfortunata nazione è semplicemente istituzionalizzato!

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Dopo tanti lavori di messa in sicurezza e soldi spesi a profusione, arriva la spallata del sisma e il Manzoni va KO! Il sindaco si lascia sfuggire una frase sibillina:”…se ci sarà la necessità di procedere alla demolizione e ricostruzione, si procederà in tale direzione…” Intanto, secondo quanto riporta la stampa locale, è previsto il consolidamento del terrapieno antistante il lato nord del Manzoni per un importo di 247.000 euro! “Alla faccia del bicarbonato”, avrebbe esclamato Totò, oltre mezzo miliardo di vecchie lire da “buttare” alla cieca, senza un piano definitivo di ricostruzione? Così la va a Casamicciola.  Con questi chiari di luna, riapriranno le nostre scuole?

L’ex sindaco Parisio Iacono aveva proposto a GB Castagna di cedere la Scuola in affitto alla Città Metropolitana con l’obiettivo di ricavarne 400.000 euro annui sufficienti per poter pagare le rate dei mutui accesi dal Comune per i lavori di restauro, le migliorie apportate nel corso degli anni e le manutenzioni molto onerose che si rendevano necessarie ad ogni inizio di anno scolastico. Parole buttate al vento. L’amministrazione comunale non solo non ne volle sapere di togliersi dalle balle un simile ingombro, quanto proseguì nell’insana e antica tattica di tenere le zampacce dell’ente locale nella scuola elementare assicurandosi, dopo l’ultimo restauro, alcuni ambienti per “fini istituzionali”. Qualche personaggio politico assurto agli onori della cronaca “nera” in questi ultimi tempi,  parlò di aver commissionato all’impresa costruttrice un bel pavimento con lo stemma della matrona eritrese “Nisula” in un salone da destinare a “sala di rappresentanza del Comune”! Tutto questo in prossimità delle aule delle elementari e della Scuola Materna. E poi ci offendiamo se nell’isola godiamo fama di essere “fanatici e fessi”!

Inutile dire che al posto degli uomini, è’ la Natura che si è ribellata a tante sconcezze e sopraffazione, mandando a carte quarantotto il salone, lo stemma e pure i soldi spesi per “rinforzare” l’intero edificio. Naturalmente la storia del Manzoni continua, con i suoi alunni trasferiti in strutture provvisorie e raffazzonate alla men peggio e molti avvoltoi speranzosi di mettere le mani sui sei milioni di euro stanziati dal Miur da…”dissipare” negli scatoloni rifilatici da Antonio Castagna e Nicolino Barbieri,  pace alle loro anime!

DUE EDIFICI DI PASTAFROLLA

Apriamo le danze con la Scuola Media “Enrico Ibsen” e l’ex Scuola Elementare al rione Sanseverino, oggi Istituto Superiore “Cristofaro Mennella”: due strutture malcostruite, esteticamente schifose, prive di alberature e con le aree esterne cementificate e coperte di brutte sterpaglie. Quella che tiene banco per prima è la scuola media, edificata negli anni Settanta su di una superficie di circa ottomila metri quadrati. L’occupazione del terreno di proprietà De Luise-Viscogliosi avvenne come da copione con la procedura poco ortodossa della “occupazione temporanea” in attesa degli atti espropriativi. Il Comune non versò nemmeno una lira, ma fu bravo ad ottenere diversi finanziamenti suddivisi in vari lotti di lavori che si protrassero fino al 1985. Lo scatolone non differiva molto dal “gemello” della Sentinella e del rione Sanseverino, ma appuntò il suo punto di forza sul salone-vestibolo di proporzioni notevoli e tali da accogliere in una fase successiva una sala-teatro sia per la scuola che per la Compagnia di Dilettanti locali guidati da Sany Iacono, Enzo Barbieri, Gabriele Silvestri e Nino Castaldi.

In questo edificio ci lavorarono almeno tre Ditte, passandosi la mano e contribuendo a realizzare un’opera con la solita criticità della statica non perfettamente antisismica, dell’aspetto estetico squallido e anonimo e della sistemazione esterna da…brividi, con una enorme piazzola cementizia priva di alberi, di aiuole e di siepi verdeggianti. Per l’aspetto legale, ci pensò il solito…Parisio Iacono, che fece rimuovere la causa civile in corso fra il Comune e i proprietari del terreno dietro pagamento del dovuto! L’intervento dell’ex sindaco servì a ripulire la faccia del Comune, che in quanto a figuracce, ne rimediò ad abundantiam in quel periodo fosco di dittatura democristiana. Un’ultima notazione per questa scuola è necessaria perché trattasi di una vicenda fra il tragicomico e il grottesco che la dice lunga sulla “pericolosità sociale” di certi sindaci!

Nel 1990 la regione Campania, non sapendo come dilapidare i soldi dei cittadini a lei incautamente affidati sotto forma di tasse e balzelli, dispose finanziamenti a pioggia per la costruzione di “impianti sportivi” da realizzarsi a cura dei Comuni. L’onnipresente Parisio Iacono, che veniva dalla scuola del “Commendatore” in fatto di decisionismo,  riuscì ad ottenere 700 milioni di lire affidandosi alle cure dell’assessore regionale Sommese. Aveva presentato due progetti “sportivi” da localizzare a Perrone e alla Sentinella, ma non fece in tempo ad aprire la gara di appalto per la “caduta” della sua amministrazione. Il cambio della guardia avvenne con l’arrivo di Luigi Mennella, che fra le tante progettazioni successive delle “Isole Minori”, attenzionava anche il progetto delle opere sportive di Parisio Iacono. Per “sportivo” si intese costruire un locale aggiuntivo alla Scuola Media destinato a contenere una “Vasca di Canottaggio” che spiegarla pulitamente equivarrebbe a mandare a quel paese il suo “fantasmagorico” ideatore! La storiella riserva sorprese a josa. Scopato via Mennella, arriva a spron battuto il nuovo sindaco Arnaldo Ferrandino che viene messo al corrente del progetto con un aut, aut: o si realizza la “vasca” a tempo di record o si perde il finanziamento.

La bruttura incompiuta è, oggi, sotto gli occhi di tutti. Settecento milioni in fumo, la scatola di cemento inutilizzata, la vasca senz’acqua, senza remi, ma soprattutto senza “deficienti” da utilizzare per la voga. Ah Luigì, cca nisciuno è fesso”!

Seconda scuola: ex elementare Sanseverino, costruita all’incirca nel periodo di sindacato Castagna-Barbieri, doveva servire i due rioni adiacenti e risparmiare le “scalinatelle” ai ragazzini delle baracche di Umberto I° ancora in piedi, malgrado due alluvioni e un terremoto. Anche qui il sindaco Castagna andò per le spicce e “occupò” un terreno della famiglia Iacono attraverso il collaudato sistema dell’arraffotuttosenza pagare! Il commendatore aveva l’abilità di far uscire i quattrini anche dalle…catacombe di san Gennaro. Per lui il Provveditorato alle Opere Pubbliche, il Genio Civile, la Cassa Depositi e Prestiti e… l’ingegnere Tiscione (progettista di tutto!) erano un bancomat con la Cassa Continua!  I due cubi sovrapposti di cemento furono messi in piedi in pochi mesi e aperti al pubblico godimento con la proverbiale disinvoltura di quei tempi e con il collaudo amichevole del Genio Civile. Per la verità la Scuola ha resistito bene in tuti questi anni di onesta attività “abitativa”, ma sono bastati 6-8 secondi di scossa sussultoria per mandare le fondamenta a farsi friggere insieme ai perimetrali e alle travi di collegamento. Lesioni, più che altro. Non è crollata per tre motivi: terremoto non catastrofico, durata del sisma molto breve, epicentro lontano dalla Marina.

In tempi recenti questa Scuola è passata alla Città Metropolitana. Un altro fardello per De Magistris, che paga in contanti, esegue le riparazioni e toglie le castagne dal fuoco dei sindaci incapaci e inconcludenti. E’ stato anche cambiato la destinazione scolastica. Non più Scuola Elementare, ma Istituto Superiore “Cristofaro Mennella” in ossequio al guazzabuglio di sigle, di Comprensivi, di Indirizzi incomprensibili, inventati da una Riforma Scolastica senza strutture, senza fondi ma con tanti insegnanti disoccupati!

Alla prossima, con le Scuole De Gasperi, Zagare, Mattei, ex Termico, Materne e case private in disarmo da destinare a…Scuole! Si salvi chi può!

2 – CONTINUA

GIno Barbieri

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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