LE OPINIONI

Effetto Forer, ecco perché crediamo a oroscopi e tarocchi

“Prendi questa mano, Zingara. Dimmi pure che destino avrò”. Così cantava Iva Zanicchi nel 1969. Altri tempi, penserà qualcuno. In realtà, il fenomeno del ricorso a zingare, cartomanti, astrologi, maghi e altri “esperti dell’occulto” è più che mai attuale. Un’indagine della Doxa (1998) ha evidenziato come il 30% degli italiani creda nell’astrologia e nell’influenza che il proprio segno zodiacale ha sul carattere, nonostante gli studi che ne hanno evidenziato la mancanza di validità scientifica. Le persone continuano quindi a credere nell’influenza degli astri o nella possibilità di leggere in futuro nelle carte. Secondo i dati Eurispes del 2010 gli esperti dell’occulto in Italia sono più di 150mila, con un giro di affari stimato di circa 5 milioni di euro all’anno. Sono più di 10 milioni gli italiani che si rivolgono a maghi e cartomanti, arrivando spesso a rovinarsi economicamente.

Cosa spinge una persona a chiedere ad un cartomante di leggerle il futuro? Ma soprattutto, perché accade che, nonostante lo scetticismo, ci riconosciamo nella descrizione del nostro segno zodiacale o nella lettura dei tarocchi?

Il primo a cercare di dare una risposta a questo quesito fu lo psicologo americano B. Forer, docente presso l’Università della California, che nel 1948 chiese ai suoi allievi di compilare un questionario. In base alle risposte date, avrebbe poi stilato un profilo su misura che avrebbe descritto la personalità di ognuno. Gli allievi compilarono e consegnarono il questionario. Trascorso il tempo necessario per l’elaborazione dei dati, il professore consegnò ad ogni partecipante una busta al cui interno avrebbero trovato un foglio contenente la descrizione personalizzata del proprio carattere. Forer chiede poi ad ogni allievo di dare un punteggio da 0 a 5 per indicare quanto si riconoscessero in tale descrizione. Ebbene, i risultati furono sorprendenti! Gli allievi, entusiasti, assegnarono punteggi altissimi (la media fu di 4,2): le descrizioni personalizzate di Forer li rappresentavano molto bene. Peccato però si trattasse di un gigantesco inganno (a fin di bene, ovvio) per dimostrare quanto le persone tendano a riconoscersi in profili vaghi e generici quando pensano che siano stati tracciati per loro e non per altri: questo è quello che oggi definiamo effetto Forer o effetto di convalida soggettiva. Ed è proprio l’effetto Forer che trae in inganno milioni di persone che si rivolgono a maghi, zingare, astrologi e cartomanti per farsi leggere il futuro.

Ma che caratteristiche hanno queste affermazioni, per trarre in inganno le persone? Secondo Forer, sono principalmente tre. Prima di tutto, le affermazioni sono spesso contraddittorie. Ad esempio, “A volte sei socievole, ma altre volte ti senti insicuro e diffidente”. Le frasi ambigue come queste sono sicuramente vere al 50%, quindi per metà chiunque deve necessariamente riconoscersi. Inoltre, capita spesso che le persone si riconoscano in entrambe le descrizioni, visto che capita alla maggior parte di noi di essere a volte socievoli e volte diffidenti. La seconda caratteristica è la presenza di descrizioni scontate per chiunque, al punto da essere riconosciute come vere da tutti: ad esempio “a volte dubiti di aver fatto la scelta giusta” vale per tutti. Infine, le descrizioni devono essere leggermente sbilanciate in senso positivo, offrendo una visione lusinghiera (ma non troppo!) della persona: ad esempio “pur avendo le tue fragilità, hai dimostrato di sapertela cavare nelle situazioni difficili”. Queste frasi lusinghiere gratificano la persone, che tendono ad approvarle maggiormente.

Ci sono poi altri elementi da tenere in considerazione: chi si rivolge, ad esempio, ad un cartomante, sta in genere attraversando un periodo di incertezze o difficoltà e desidera sentirsi dire che andrà tutto bene. I professionisti del settore lo sanno, per cui il responso sarà sempre positivo (ma non troppo). “C’è una rivale, ma lui tornerà da te (ma non si sa quando)”. Oppure “ci vorrà del tempo, ma farai carriera” (anche in questo caso, i tempi e i modi sono poco definiti). La bella notizia ci rende felici e funge da rinforzo, e, come accade sempre quando un comportamento è seguito da rinforzo, tenderemo a ripeterlo, chiedendo nuovi consulti. Inoltre, chi si rivolge ad un cartomante in genere si fida di lui, e tenderà a trovare conferme anche in eventi molto probabili, invece di attribuirli al caso (“è vero, ho fatto un incontro interessante in questi giorni! Lo aveva previsto!”). Tutto questo, unito al dolore che possiamo provare in un periodo della nostra vita e al desiderio di essere rassicurati, spiega il motivo per cui molte persone continuano a rivolgersi a tali esperti, arrivando anche ad indebitarsi. Avere una “lettura” del futuro ci offre l’illusione di un futuro migliore. In una situazione di incertezza o sofferenza, una bugia ottimistica è meglio di una prospettiva realistica negativa.

Articolo della dottoressa Tiziana Di Scala (tel. 3208531292)

Liberamente” è curata da Ilaria Castagna, psicologa, laureata presso l’Università degli Studi de L’Aquila, specializzanda presso la Scuola di Psicoterapia Cognitiva Comportamentale di Caserta A.T. Beck

Tel: 3456260689

Email: castagna.ilaria@yahoo.com

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