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Ego Eco, ore decisive per la società cassinate

di Francesco Castaldi

FORIO – Giornate di autentica passione per il comune di Forio, che oltre a dover gestire la crisi interna scaturita dalle inaspettate e repentine dimissioni del consigliere di maggioranza Tina Iacono, deve anche far fronte alla spinosa questione relativa alla società Ego Eco, l’azienda cassinate affidataria del servizio di raccolta dei rifiuti nel comune all’ombra del Torrione. L’amministratore unico della Ego Eco Vittorio Ciummo – che come ricorderanno i nostri lettori è coinvolto, insieme al senatore Domenico De Siano, ad Oscar Rumolo e a Enzo Rando, nell’inchiesta sullo scandalo rifiuti avviata qualche mese fa dalla Procura di Napoli – esattamente tre mesi fa (ovvero l’11 febbraio) aveva ricevuto, da parte del tribunale di Cassino, l’autorizzazione al deposito del piano concordatario e, inoltre, della proposta definitiva di concordato preventivo.

Come è possibile desumere chiaramente dalla nota scritta e inviata dalla società Ego Eco ai propri dipendenti, quest’ultima richiede ai lavoratori di confermare la propria situazione debitoria e/o creditoria. “Con la presente – si legge nel documento sottoscritto dall’amministratore unico, il dottor Vittorio Ciummo – la scrivente società, essendo stata autorizzata al deposito del piano concordatario e della proposta definitiva di concordato preventivo dal Tribunale di Cassino, giusta decreto dell’11 febbraio 2016 n° 01/2016, invita i destinatari della presente a confermare, mediante invio di pec mail […] l’estratto dei rapporti in essere con Voi alla data del 13/01/2016 con l’evidenziazione del saldo contabile quale risulta dalla Vostra contabilità alla stessa data”.

La nota della società Ego Eco prosegue specificando che “relativamente ai sigg.ri lavoratori si invitano gli stessi a voler specificare l’ammontare del TFR spettante alla data del 13.01.2016 oltre che di ogni altra somma dovuta in funzione del rapporto di lavoro”. “Il completamento della verifica da parte dei nostri revisori e professionisti incaricati – evidenzia l’azienda cassinate – richiede che la Vostra risposta pervenga al nostro indirizzo, anche a mezzo posta, all’indirizzo della sede legale della Ego Eco S.r.l. […] entro il 15/05/2016.”

E mentre qualche giorno fa i giudici della prima sezione del Tar della Campania hanno rigettato il ricorso avanzato dalla società amministrata da Vittorio Ciummo (circostanza, quest’ultima, che di fatto estromette la Ego Eco da Torre del Greco), il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali ha varato, negli scorsi giorni, un decreto che permetterà anche ai dipendenti dell’azienda cassinate di usufruire di una quota dell’ammortizzatore sociale (quantificato il 280 mila euro), oltre a quella cui Vittorio Ciummo, in sede di accordo con i sindacati, ha volutamente rinunciato, asserendo di volerla destinare ai lavoratori. Un piccolo sospiro di sollievo per i dipendenti del cantiere foriano della Ego Eco, che fino a qualche tempo fa temevano che il Governo avrebbe alla fine deciso di non stanziare questi fondi di solidarietà, quanto mai indispensabili in una congiuntura così critica.

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In questo modo sarà possibile tutelare tutto l’organico foriano (attualmente costituito da ben 68 dipendenti e già sfiancato da un anno di cassa integrazione), almeno fino alla fatidica data del 31 gennaio 2017, quando l’amministrazione guidata dal sindaco Francesco Del Deo dovrà decidere del futuro dei lavoratori e dei rispettivi nuclei familiari a carico. I lettori più attenti ricorderanno che mediante una delibera approvata dal civico consesso, era stato aumentato di mezzo milione di euro il capitolato d’appalto, e ciò per tentare invano di far fronte all’esubero di personale generatosi dopo 22 reimmissioni in servizio su disposizione della Magistratura. Il sopraccitato escamotage, che purtroppo non servì a garantire la copertura di tutto il personale, costò una denuncia al ragionier Enzo Rando da parte della Corte dei Conti.

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La partita per la sopravvivenza della Ego Eco è davvero ardua, e soltanto tra qualche giorno saremo in grado di capire se la società di Vittorio Ciummo potrà proseguire nelle sue attività oppure dovrà mestamente arrendersi al fallimento, con tutte le conseguenze che una siffatta e drammatica circostanza inevitabilmente determinerà, soprattutto per i lavoratori del cantiere di Forio. Intanto – e ciò non può che preoccupare le persone coinvolte, loro malgrado, in questa triste vicenda – la Ego Eco è stata costretta a richiedere l’aiuto del comune turrito, dal momento che il documento di regolarità contributiva, nel momento in cui licenziamo questo articolo, non è stato ancora emesso.

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