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Elezioni a Lacco, ecco lo snodo cruciale in Prefettura

Domani in Prefettura cominciano le operazioni per individuare le schede contestate su cui il Consiglio di Stato dovrà pronunciarsi per fare chiarezza in maniera definitiva sull’esito del primo turno

Ci siamo. Domani mattina in prefettura a Napoli partirà il riconteggio delle schede contestate durante le ultime elezioni comunali a Lacco Ameno. Il Consiglio di Stato ha delegato all’ufficio territoriale del Governo le operazioni che comporteranno la riapertura dei plichi e l’individuazione di quelle schede caratterizzate da ambiguità, errori e incertezze che a settembre hanno provocato la clamorosa perfetta parità tra le due liste in campo, capeggiate rispettivamente dal senatore Domenico De Siano e da Giacomo Pascale. Difficile dire se le operazioni di individuazione delle schede della discordia potranno concludersi già in giornata. Va comunque precisato che non si procederà a un riconteggio integrale, non è questo lo scopo. Si andrà invece alla ricerca delle sole schede oggetto di esplicita contestazione, secondo la descrizione contenuta nei due rispettivi ricorsi, quello principale e quello incidentale.


Domenico De Siano: «Attendiamo il lavoro che sarà eseguito dalla Prefettura, con la massima serenità. Non facciamo pronostici, ma confidiamo nelle ragioni che ci hanno indotto a chiedere l’istruttoria, e rispetteremo quello che sarà l’esito»

Dunque, appena esse saranno tutte individuate, le operazioni si fermeranno. La valutazione sulla validità di tali schede non spetta alla Prefettura, ma al Consiglio di Stato. L’ufficio territoriale del governo eseguirà un’accurata documentazione, anche fotografica, delle schede, redigendo un apposito verbale di tutte le operazioni compiute, nel quale dovranno essere riportate anche le osservazioni formulate dagli avvocati delle due parti, con la descrizione analitica delle schede acquisite. Dovrà anche essere verificata l’esatta corrispondenza tra numero di votanti e numero di voti espressi relativamente alle sezioni terza e quarta, e poi le famigerate tabelle di scrutinio, indicando con riferimento ai voti attribuiti alla lista di Pascale le discrasie rispetto al riconteggio effettuato, oltre che rispetto alle verbalizzazioni e alle comunicazioni formali all’Ufficio elettorale. Il tutto sarà inviato al Consiglio di Stato che l’8 giugno si esprimerà ufficialmente.

Naturalmente l’attesa nel paese del Fungo è molto alta, visto che a oltre sette mesi dalle elezioni la guida del Comune è ancora appesa a un pugno di voti. Inevitabilmente questa incertezza ha finito per riverberarsi nei mesi trascorsi fino ad oggi, tra un ricorso amministrativo e l’altro. Una conferma definitiva della vittoria di Pascale, che era stata corroborata dall’esito del ballottaggio, significherebbe la vera partenza della sua nuova amministrazione. Un ribaltamento a favore di De Siano sarebbe certamente clamoroso, sconfessando anche il secondo turno, e riporterebbe il senatore alla guida diretta del paese dopo i due mandati, dal 1997 al 2007.

Giacomo Pascale: «La serenità ci viene dal responso elettorale voluto dal popolo e dal fatto che l’istruttoria sarà eseguita da Sua Eccellenza il Prefetto, massima garanzia per vedere riconosciuta la legalità, la democrazia e la giustizia»

Se gli addetti ai lavori provano ad azzardare le tante ipotesi possibili che possono scaturire dalla rivalutazione delle schede, i due protagonisti sono più cauti. Poco loquace il senatore De Siano: «Non ci sono commenti da fare. Attendiamo il lavoro che sarà eseguito dalla Prefettura, con la massima serenità. Non faccio pronostici, ma confidiamo nelle ragioni che ci hanno indotto a chiedere l’istruttoria, e rispetteremo quello che sarà l’esito».

Il sindaco Pascale mostra analoga tranquillità: «Eravamo sereni ieri, siamo sereni oggi. Lo ribadiamo: crediamo di aver vinto le elezioni democraticamente già al cosiddetto primo turno, e poi di aver stravinto al ballottaggio. Successivamente c’è stata una sentenza davanti al Tar, che ha argomentato con dovizia di particolari il fatto che la nostra vittoria era già maturata al primo turno. C’è stato il legittimo ricorso al Consiglio di Stato, il quale ha ordinato l’istruttoria, della quale abbiamo preso tranquillamente atto. Siamo fiduciosi e ottimisti perché il popolo si è espresso. Purtroppo, forse a causa del mio modo di pensare e del mio carattere, non riesco a collegare la politica con la carta bollata, perché sono un appassionato di politica. Come ho già detto, io sono qui grazie al popolo entusiasta che ha espresso il suo voto. Qualcuno prova a cancellare questa realtà attraverso vie giudiziarie, ma in politica io conosco un solo giudice, i cittadini, e un solo tribunale, l’urna elettorale. Sarebbe una mazzata dal punto di vista culturale un sovvertimento dell’esito, soprattutto per i giovani che potrebbero perdere fiducia nelle istituzioni democratiche, nella legalità e nella democrazia. La mia serenità si fonda anche sul fatto che l’istruttoria è stata demandata a Sua Eccellenza il Prefetto, che essendo l’emanazione territoriale del Ministero degli Interni resta il massimo organo di garanzia: anche per questo continuo a credere nella legalità e nella giustizia».

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