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Elezioni a Lacco: Monti, Mennella e le due facce del ricorso al Tar

Primi commenti sulla “coda” giudiziaria dopo la conclusione della contrastata tornata elettorale all’ombra del Fungo

Che questo sarebbe stato un autunno “caldo” lo si era capito sin dal primo giorno della nuova stagione, quando lo scrutinio delle schede elettorali alla Fundera aveva consegnato una clamorosa parità. Puntualmente, la partita tra Giacomo Pascale e Domenico De Siano si è prolungata alle aule di tribunale, con il ricorso che il secondo ha presentato nei giorni scorsi al Tar per contestare la proclamazione del primo a sindaco di Lacco Ameno dopo l’inedito ballottaggio di inizio ottobre. Un ricorso che punta a vedere riconosciuta la validità di alcune schede rimaste in assegnate, sulle quali il voto sarebbe stato favorevole alla lista numero uno, e dall’altro lato a contestare la validità dell’assegnazione di dodici schede a favore della lista numero due, con l’obiettivo di veder capovolto l’esito del secondo turno, al termine del quale Giacomo Pascale ha prevalso con 156 voti di vantaggio nel confronto “uno contro uno”.

Carmine Monti: «Ricorso dovuto, dopo le irregolarità del primo turno. Consiglierei il silenzio a chi si autoproclama come il “nuovo che avanza”, e che invece di nuovo non ha proprio nulla, fino a ricorrere alla distorsione delle regole democratiche pur di ottenere consenso»

Interpellato sulla questione, uno degli esponenti della lista “Sempre per Lacco Ameno”, Carmine Monti, commenta così la nuova fase “giudiziaria” del confronto che ha infiammato non solo il paese del Fungo ma l’intera isola: «Era nell’ordine naturale delle cose che venisse proposto il ricorso, perché sin dai momenti immediatamente successivi al primo turno erano evidenti delle irregolarità, oltre che una distorsione delle regole democratiche, pur di ottenere consenso. È quindi normale che si cerchi la verità, anche perché noi siamo convinti che i cittadini di Lacco Ameno avevano scelto Domenico De Siano, al di là delle chiacchiere, delle sterili polemiche e dell’inutile tam tam mediatico, che non mi appassionano e in cui non voglio entrare. Tra l’altro, anche se non l’avevano poi notificato perché il ballottaggio gli è stato favorevole, dall’altra parte era già pronto un ricorso. Dunque, certe persone finora hanno perso occasioni d’oro per stare zitte, come ad esempio nel citare Cicerone e Catilina, perché Cicerone di fatto era un difensore dello status quo, del grande latifondo. E quindi chi si richiama a Cicerone autoproclamandosi come il nuovo che avanza, farebbe meglio a osservare il silenzio, visto che di nuovo non ha nulla», conclude Carmine Monti.

Leonardo Mennella: «Solida fiducia nella giustizia amministrativa. L’esame della documentazione, che avevamo già chiesto sin dall’inizio, confermerà che avevamo già vinto al primo turno. La verità storica resta: il ballottaggio ha confermato che il popolo di Lacco Ameno ha chiaramente scelto uno dei candidati»

Sull’altro “fronte”, l’avvocato Leonardo Mennella commenta pacatamente l’attesa mossa dei legali del senatore De Siano: «I tribunali esistono proprio perché chi si ritiene leso possa ricorrervi, e non sarò certo io a dire che è ingiusto scegliere tale strada. Da parte nostra, restiamo convinti che l’esame dell’intera documentazione, cosa che fra l’altro avevamo già chiesto sin dall’inizio, confermerà che probabilmente avevamo già vinto al primo turno, e che quindi il ballottaggio non aveva ragion d’essere. Confido nel fatto che la magistratura acclarerà tutto ciò, ed evito di commentare il contenuto del ricorso proprio perché ripongo solida fiducia nella giustizia amministrativa». Per quanto riguarda invece il dato politico, l’avvocato ha riflettuto: «Resto comunque perplesso, perché se il primo turno era finito con un sostanziale pareggio, i “tempi supplementari” hanno poi dimostrato che il popolo ha chiaramente scelto uno dei due candidati. Il dato politico avrebbe quindi potuto consigliare strade diverse, visto il netto risultato del ballottaggio. Io stesso avevo consigliato a Giacomo Pascale che in caso di un risultato netto a favore di uno dei candidati, sarebbe stato il caso di non andare a contestare la volontà popolare. Esiste una verità storica e una verità processuale: a prescindere da quale sarà la seconda, la verità storica è che il popolo ha fatto una scelta chiara».

Toccherà al Tar dirimere la questione, analizzando le ragioni che gli avvocati Gino Di Meglio e Paolo Scarano hanno illustrato nel ricorso inoltrato in rappresentanza del senatore De Siano, i cui punti salienti abbiamo riportato su queste colonne nell’edizione di ieri. L’udienza è stata fissata al 15 dicembre, e verosimilmente c’è da attendersi nei prossimi giorni la proposizione di un ricorso incidentale da parte di Giacomo Pascale, a sua volta diretto non solo a smentire le tesi dell’avversario ma anche a rivendicare le supposte opacità che nel corso del primo turno avrebbero impedito l’immediata proclamazione del “barone” a primo cittadino, nonostante l’iniziale conteggio a suo favore.

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