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Elezioni lacchesi, tocca di nuovo alla Prefettura: ma i tempi si allungano

Il Consiglio di Stato ha rettificato l’errore materiale nell’ordinanza: a breve nuovo accesso negli uffici territoriali del Governo per esaminare i plichi della Terza Sezione

È finalmente arrivata l’attesa rettifica del Consiglio di Stato. Parliamo della correzione dell’errore materiale sulla precedente ordinanza dello stesso organismo giurisdizionale, che aveva stabilito le attività di verificazione sulle schede elettorali contestate da entrambi gli schieramenti nelle ultime elezioni di Lacco Ameno, il cui scrutinio al primo turno si era chiuso con un incredibile pareggio.

Dopo la seduta del 18 maggio, è stata pubblicata la nuova ordinanza con cui la Seconda Sezione ha disposto la correzione dell’ordinanza n. 2061/2021, sostituendo al paragrafo 2.1 alle parole “alla Sez. 3 (un voto) e 4 (11 voti)”, le parole “alla Sez. 3 (11 voti) e 4 (un voto)”. Oltre che alle due parti, il provvedimento è stato già notificato anche al Prefetto della Provincia di Napoli. L’errore appena corretto aveva infatti determinato un significativo rallentamento nelle attività di verificazione da parte degli addetti della Prefettura: sono già tre gli accessi effettuati nella sede dell’ufficio territoriale del governo per eseguire le operazioni di individuazione delle schede contestate così come indicate nei ricorsi preparati dai legali di fiducia dei due candidati, il senatore Domenico De Siano e il sindaco Giacomo Pascale (vincitore al ballottaggio).

Per rispettare i tempi previsti per consentire alle parti di valutare la documentazione, l’udienza dell’8 giugno non potrà essere risolutiva: in quella data il Consiglio verosimilmente deciderà un nuovo rinvio

Come si ricorderà, con istanza del 28 aprile scorso, l’avvocato Gino Di Meglio, che rappresenta De Siano, aveva evidenziato che, per mero errore materiale, al paragrafo in questione i 12 voti dei quali viene contestata l’attribuzione alla Lista di Pascale sono in realtà riferiti, rispettivamente, alla Sez. 3 (un voto) e 4 (11 voti), anziché, all’inverso, alla Sez. 3 (11 voti) e 4 (un voto). Ciò aveva comportato, nello svolgimento delle operazioni di verificazione, il mancato rinvenimento delle 11 schede oggetto di censura, in quanto erroneamente riferite alla Sez. 4, come documentato nel verbale in data 27 aprile 2021. Dalla lettura del verbale si evinceva che solo una delle 11 schede censurate è stata individuata nella sez. 3, attingendone peraltro la descrizione dall’elenco delle stesse, non ritenendosi tuttavia opportuno ricercare anche le altre, esplicitamente vietato dalla precedente ordinanza.

La difesa di Domenico Siano aveva pertanto avanzato formale riserva di formulazione di istanza di correzione di errore materiale. La difesa della controparte si era opposta alla istanza di correzione di errore materiale evidenziando come nell’atto di appello controparte si sia limitata ad una generica indicazione di presunta illegittimità di 12 schede, senza precisazione alcuna delle Sezioni elettorali in cui le stesse avrebbero dovuto essere rinvenute, con conseguente inammissibilità delle relative censure per carenza di specificità dei motivi. Tuttavia, come già precisato nel decreto collegiale n. 2755/2021, con il quale la Sezione aveva accolto l’istanza di rettifica di errore materiale avanzata da Pascale, il Consiglio di Stato ha ritenuto che “ragioni di delicatezza della vicenda e nel contempo di economia procedimentale inducono a valutare favorevolmente l’istanza, sebbene il contenuto del provvedimento si palesasse comunque chiaro alla luce del suo intero (e complesso, in relazione ai fatti di causa) sviluppo narrativo”.

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In ogni caso il Consiglio ha prevedibilmente riconosciuto che l’istanza di correzione deve essere accolta, “al fine di agevolare l’attività del verificatore, prudenzialmente attestato sul dato letterale riveniente dalla formulazione dell’ordinanza istruttoria, che inverte il riferimento alle sezioni 4 e 3, allocando una sola scheda presuntivamente invalida nella prima (Sez. 3) e 11 schede nella seconda (Sez. 4), anziché all’inverso”.

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In sostanza adesso i delegati della Prefettura hanno il via libera per mettere mano ai plichi della Sezione Terza, e individuare le undici schede indicate da De Siano nel suo ricorso. Dunque a breve dovrà essere effettuato un nuovo accesso negli uffici territoriali del governo, ma questo rallentamento giocoforza avrà conseguenze sui tempi della procedura: come è noto, è già fissata all’8 giugno l’udienza in cui il Consiglio di Stato avrebbe dovuto valutare la relazione riassuntiva dei delegati della Prefettura e tutta la documentazione originata dalle attività di verificazione e di individuazione delle schede contestate. Tuttavia il fatto che la conclusione di tali attività arriverà soltanto nei prossimi giorni, considerati i tempi previsti dalla legge per consentire ai legali delle parti di valutare la documentazione e proporre memorie di replica, imporrà al collegio giudicante un ormai certo nuovo rinvio ad altra data. Di conseguenza gli errori materiali fin qui rilevati e rettificati hanno comportato un imprevisto allungamento di una vicenda che si trascina ormai da otto mesi e che rischia di assommarne altri, con prevedibili conseguenze sulle dinamiche politico-amministrative del paese del Fungo.

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