Le Grandi Manovre
Lacco Ameno ha acceso i motori in vista del voto di maggio con una serie di intrecci e operazioni che (per adesso) si svolgono sotto traccia: la costruzione delle liste tra equilibri fragili, interessi strategici e anche partite che si giocano lontano dai riflettori. E tra le candidature non ci saranno soltanto novità rilevanti, ma anche possibili esclusioni eccellenti

Lacco Ameno si avvicina alle elezioni amministrative di maggio con un quadro politico ancora fluido e attraversato da tensioni sotterranee. Indistintamente, da una parte e dall’altra. Perché, nel frattempo, l’ipotesi terzo incomodo pare essere definitivamente tramontata. Ufficialmente, le liste sono in fase di definizione. Dietro le quinte, però, secondo indiscrezioni raccolte negli ambienti politici e imprenditoriali locali, si starebbe consumando una partita ben più complessa, in cui alleanze, diffidenze e interessi economici sembrano intrecciarsi ben oltre i confini del confronto programmatico. E se Sparta piange con il sindaco Giacomo Pascale alle prese con la conta dei candidati (dopo aver perso lungo il cammino Giacinto Calise e Piero Monti il rischio è quello di doversi trovare last minute a fare la conta con qualche altra assenza), anche Atene non ride con Domenico De Siano intento a cucire una lista fidelizzata sul suo modello societario che possa dargli garanzie di fedeltà scevra da tentaivi di fuga e potere discrezionale. E, soprattutto, intento a capire se qualche testa magari non proprio gradita ai suoi debba “saltare” o meno. Insomma, al centro non ci sono soltanto gli uomini ma al solito anche interessi e snodi strategici del territorio. E se Pascale deve cercare di serrare i ranghi e ringiovanire ancor di più la rosa, placando le tensioni e le liti interne e familiari, anche De Siano deve preservare una serie di equilibri tra liti interne e veti sui candidati, amici e non che vorrebbero essere della sfida e che certo non fanno dormire sonni tranquilli all’ex senatore che presto dovrà fare delle scelte. Oltre i veti e i pregiudizi su chi e come candidare (che insistono in entrambe gli schieramenti e non sempre per politica quanto piuttosto per beghe ed affari personali di paese, la strategia più marcata è quella che riguarda gli obiettivi da finalizzare con le urne e l’elezione. Il consolidamento e l’ascesa al potere hanno sempre un fine da qualsiasi angolazione la si guardi.
Un ruolo importante, inutile girarci intorno, lo recita il porto turistico che l’attuale amministrazione si è ripreso. Pascale ne farà un motivo di vanto ed il biglietto da visita della campagna elettorale, dall’altra parte però non si esclude che si potrebbe anche pensare in caso di vittoria di procedere nuovamente ad un’operazione privatizzazione. In fondo, se vogliamo, sarebbe una questione di punti di vista. E così se la voci su assetti già in fase di costituzione societaria si sprecano ma siccome parliamo di indiscrezioni è giusto che allo stato dell’arte restino tali. Ma è chiaro che all’approdo diportistico guardino con interesse sia gli uni che gli altri: come la metti metti è comunque uno strumento per fare politica, e pure alla grande. È su questo sfondo che, secondo indiscrezioni, si collocherebbero alcuni progetti riservati, mai ufficializzati ma discussi nei circuiti ristretti della politica locale. Si tratterebbe di ipotesi di riorganizzazione complessiva dell’area portuale, con interventi destinati a incidere sulla distribuzione delle concessioni, sulla durata degli affidamenti e sull’accesso agli spazi a mare.
E passiamo ai rumors sulle candidature. In casa De Siano le voci più ricorrenti sono quelle che riguardano l’ex sindaco Carmine Monti, la cui candidatura non dispiacerebbe a Domenico ma che però sarebbe osteggiata da alcuni calibri della sua lista. Negli ultimi giorni però proprio l’ex senatore sembrerebbe voler far pendere l’ago della bilancia verso l’esclusione ed è chiaro che se questa decisione dovesse essere confermata una serie di scenari finirebbero col mutare sensibilmente. Per il resto altre voci di corridoio vedrebbero Aurelio De Luise intenzionato a fare un passo indietro e rinunciare alla candidatura per sostenere quella dell’ingegnere Giovanni Monti che dovrebbe essere una delle novità in casa De Siano. Per la verità si era ipotizzato fino ad alcuni giorni che potesse fare lo stesso percorso anche William Vespoli (per portare ossigeno e consensi a Pierone Monti), ma pare che allo stato dell’arte questo proposito sia rientrato, fermo restando che la politica è in continua e costante evoluzione. E che cosa succede invece dall’altra parte della barricata, ossia in casa del “Barone”? Il sindaco uscente deve rimpiazzare le due pedine che ha perso lungo il cammino, ossia Giacinto Calise e Piero Monti. Per adesso Pascale lavora sotto traccia, sembra che per rimpiazzare i fuoriusciti abbia individuato un insegnante e un professionista. Poi ci sono una serie di nodi, a un certo punto aveva fatto capolino pure l’ipotesi che l’attuale presidente del consiglio comunale Dante De Luise potesse cedere il passo dopo un quinquennio in amministrazione. I segnali, però, non sembrerebbero affatto andare in questa direzione. De Luise è sostenuto da un gruppo di giovani che addirittura potrebbe esprimere pure un altro candidato all’interno della lista pascaliana: nome più gettonato, per la cronaca e con tutte le cautele del caso, quello di Michele Alvi. Insomma, la macchina elettorale ha acceso i motori: i programmi parleranno di sviluppo, rilancio del territorio e interesse pubblico. Ma sotto la superficie, a Lacco Ameno, covano trame, progetti riservati e un intreccio mai risolto tra politica, demanio e affari. Buon divertimento, allora, anche se crediamo che da divertirsi ci sarà ben poco.





