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Elezioni, Pascale “scalda” i motori: «Tornerò sindaco di Lacco Ameno»

Alla vigilia dell’insolita campagna elettorale estiva, il Barone rivendica il lavoro svolto durante lo scorso mandato si dice convinto che gli elettori sceglieranno la continuità

Si voterà quasi certamente a settembre. L’inedita campagna elettorale in piena estate quanto potrà incidere?

«La visibilità, la considerazione e il rispetto istituzionale che Lacco Ameno si è guadagnato durante la mia sindacatura non si ricordava dai tempi del professor Vincenzo Mennella»

«Incideranno parecchio, questo periodo elettorale è sicuramente un’anomalia: ci troviamo nel mezzo di un anno in cui tante cose andranno ripensate. Intanto la situazione è questa e dobbiamo farcene una ragione, con la campagna elettorale che sarà condotta sotto gli ombrelloni. Non credo tuttavia che tale inedita situazione possa favorire uno schieramento piuttosto che l’altro: ho sempre pensato che le persone hanno già un quadro chiaro e di conseguenza sanno già chi votare.

Credo che il voto sia un sentimento, e nelle persone il sentimento c’è o non c’è, senza mezze misure. È un’illusione quella secondo cui noi riusciamo a far cambiare idea durante la campagna elettorale. Nel mio caso sono sereno perché io non rappresento soltanto una speranza, ma anzi sono una certezza: ho ricoperto la carica di primo cittadino, sono sindaco uscente, non sono andato a casa per mano dei cittadini, ma per mano di quattro consiglieri comunali. Quello che ho fatto è suffragato dagli atti, il momento in cui ho operato ormai è nella Storia, con tutti i pregi, i difetti e i limiti, ma mi presento ai cittadini, come ho detto in passato, in virtù delle tre “esse”, tre parole che iniziano con questa lettera e che indicano tre condizioni che secondo me spingeranno gli elettori a votare per noi».

Ce le può ricordare?

«Mi presento con una squadra rinnovata, negli stimoli, nelle idee, nelle donne e nei giovani che hanno aderito al mio progetto. Essi sono la classe dirigente del domani»

«Innanzitutto immagino che la gente voglia riconfermarmi, scegliendo il nostro gruppo a causa dello sdegno (ecco la prima “esse”) per quanto è successo. Da qualunque angolazione la si guardi, il commissariamento dello scorso autunno non trova spiegazioni, né dal punto di vista, né amministrativo, né politico. In secondo luogo, ed ecco la seconda “esse”, credo che la gente mi voterà per stima, per quanto sono riuscito a dimostrare nel momento più difficile, dal dissesto all’alluvione, dal terremoto alla mareggiata,dal personale amministrativo al bilancio, dalle partecipate alle manifestazioni culturali, al completamento del progetto di Villa Arbusto e a tutto quello che avevamo messo già in cantiere, compreso il piano urbanistico comunale al progetto sui tre siti di interesse culturale-archeologico. Infine, i cittadini ci daranno il loro consenso per speranza (ecco la terza “esse”), perché con un buon governo, con un sindaco del popolo, quale sono io e come ho ampiamente dimostrato, possiamo ancora costruire un futuro. Un futuro possibile, perché anche a causa dell’emegenza-covid19 dobbiamo comprendere che nulla sarà come prima e dovremo rivedere alcune nostre convinzioni. La politica è la capacità di interpretare i mutamenti della società».

Si dice che la sua lista sia quasi pronta. Può anticipare qualcosa?

«Sono convinto che vinceremo le elezioni: sento che il paese è dalla nostra parte e che è stato apprezzato il lavoro sin qui svolto»

«Mi presento con una squadra rinnovata, negli stimoli, nelle idee, nelle donne e nei giovani che hanno aderito al mio progetto, a partire dal risanamento della zona colpita dal sisma, e che comprende un piano di parcheggi al quale stavo già lavorando per liberare il centro del paese dalle auto: tra i nostri progetti vi è tra l’altro un parcheggio multipiano a Villa Arbusto. Soprattutto puntiamo a un diverso modello di gestione dei beni pubblici che devono liberare le giuste risorse a favore dell’ente, all’aspetto sociale: non dobbiamo dimenticare che siamo già in mezzo a una grave crisi economico-sociale di dimensioni difficilmente connotabili. Altra priorità è la scuola, alla quale mi sono già dedicato con impegno, abnegazione e passione. Dunque ripartiremo dalle cose che stavamo facendo, rinnovando la squadra e il progetto, e soprattutto rivedendo alcune nostre concezioni, comprendendo che non si può più sacrificare tutto in nome della parola “turismo”, ma vanno dati spazi e possibilità per quanto riguarda il sociale, dunque per la nostra comunità, per i nostri cittadini, perché la pandemia da covid-19 ha scavato nelle disuguaglianze, che sono emerse fragorosamente. Naturalmente penso che questa possa essere l’occasione per ripensare l’isola e ripensare noi stessi, e, alla luce di quanto è successo, lanciare davvero una sorta di “Stati Generali” dell’isola, con la partecipazione del pubblico e del privato, che possa prevedere e guidare lo sviluppo locale modificando e realizzando cose che finora non siamo stati capaci di fare e che oggi la Storia ci invita a concretizzare: penso a progetti che puntano alla qualità e alla valorizzazione dell’isola. Nelle persone che ho scelto e con le quali mi presenterò ai cittadini di Lacco Ameno sono convinto che c’è la classe dirigente del domani, mi onoro della loro adesione e della loro lealtà: adesso mi appresto ad accompagnarli in questo percorso. Sono convinto che vinceremo le elezioni: sento che il paese è dalla nostra parte e che è stato apprezzato il lavoro sin qui fatto».

Il suo sfidante sarà, salvo sorprese, il senatore Domenico De Siano. C’è ancora il rischio terzo incomodo o sarà corsa a due?

«Non credo all’ipotesi della terza lista. Oggi a Lacco c’è spazio per due visioni alternative, sia sotto l’aspetto culturale sia sotto l’aspetto politico»

«Non vedo la possibilità per una terza lista, per un semplice motivo: a Lacco Ameno una terza lista non riuscirebbe nemmeno a eleggere un consigliere comunale. E allestire una lista soltanto “contro” qualcuno sarebbe altrettanto inutile: oggi a Lacco c’è spazio per due visioni alternative, sia sotto l’aspetto culturale sia sotto l’aspetto politico. Quindi, si può tranquillamente scegliere con chi stare. Detto questo, mi piace citare Berlinguer il quale diceva alle persone, ai giovani: «Venite e cambiateci», cioè unirsi per cambiare le cose dall’interno. Io punto al lavoro di squadra, non sono mai stato un padre-padrone, ma al contrario sono aperto al dialogo. Soprattutto, sono per la più ampia partecipazione, per premiare il merito e per mantenere la pace sociale nel paese, come ho già dimostrato di saper fare».

Un mese fa Lei parlò in termini positivi del presidente De Luca e non escluse un possibile avvicinamento politico. Ci sono stati progressi o evoluzioni in tal senso?

«Il nostro gruppo, come le dissi, sta facendo una serie di valutazioni. Per quanto mi riguarda, come uomo delle istituzioni, non posso non constatare che da sindaco mi sono sempre trovato il presidente De Luca accanto, nei momenti più difficili, e ci ha sempre dato risposte immediate. Mai come in questo momento storico l’Italia non ha bisogno di “politica politicante”, ma di concretezza, di persone che decidono e che si assumono le responsabilità, che hanno visione e coraggio. E dove c’è visione e coraggio, c’è la politica. De Luca ha dimostrato tutto questo, quindi personalmente ritengo sia una persona da premiare, dunque da riconfermare alla guida della regione Campania».

..quindi non mi dice se Lei ha già fatto una scelta di campo.

«Per il momento ribadisco che qualunque scelta sarà fatta collegialmente con tutto il mio gruppo. E sarà chiaramente una scelta che andrà nell’interesse di Lacco Ameno. Noi siamo sereni, consapevoli di poter vincere le elezioni e di poter già contare sulla giusta interlocuzione politica con la Città Metropolitana e con la Regione, perché credo che De Luca si riconfermerà Presidente, e con il Governo come abbiamo già dimostrato. Una delle note di merito che Lacco Ameno ha potuto vantare con la mia gestione è quello di essere stato riaccreditato presso i vari enti sovra comunali: la visibilità, la considerazione e il rispetto istituzionale che Lacco Ameno si è guadagnato durante la sindacatura-Pascale non si ricordava dai tempi del professor Vincenzo Mennella».

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