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Elezioni, rush finale per Potere al Popolo

Gianluca Castagna | Ischia «La soglia del 3%? Per noi è raggiungibile, siamo in continua crescita anche in provincia. In tutti i territori portiamo temi con cui le persone si confrontano ogni giorno, problematiche reali come il lavoro, la tassazione, l’ambiente, la cooperazione, la solidarietà».
E’ Michele d’Ambra, di Rifondazione Comunista, a introdurre il secondo incontro isolano (quello finale prima delle votazioni) con il candidato di Potere al Popolo nel collegio uninominale Aniello Nasti. Mancano pochi giorni al verdetto delle urne ma per Potere al Popolo, quale sia il responso delle urne, la scommessa può già dirsi vinta.
D’altro canto, è una formazione politica che non nasce come strumento elettorale, ma per portare avanti nei territori le istanze di solidarietà e di giustizia sociale, di cui i grossi partiti, soprattutto in campagna elettorale, non affrontano più.

Certo, in questa prospettiva, correre per entrare nelle istituzioni è un’opportunità formidabile di parlare a 60 milioni di italiani su temi che altrimenti verrebbero cassati da chi preferisce a estorcere il voto con gli intramontabili “pacchi di pasta” (vi tolgo l’Imu, vi tolgo il canone, vi tolgo il bollo auto, vi tolgo l’Iva, vi tolgo le tasse universitarie, vi tolgo Irap).
«Il 4 dicembre abbiamo condotto una grande battaglia contro la violazione della Costituzione» dichiara Daniele Maffione, segreteria provinciale Prc. «Il 60% degli italiani che ha detto no rappresenta il terreno da cui è nato Potere al Popolo. Quello che ci interessa è rendere pienamente attuativo l’art. 3 della Costituzione nella parte in cui afferma che è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.»
«Fino a quando non vengono eliminate le basi della disuguaglianza sociale – ricorda Maffione – la Costituzione rimane carta morta. Noi vogliamo farla vivere, chiediamo quindi non solo il voto ma il protagonismo popolare, non una delega ma partecipazione. Aiutateci a costruire un movimento che sia capace, negli anni a venire, di costruire un’alternativa per la democrazia nel nostro Paese.»

Difesa e rilancio della Costituzione nata dalla Resistenza e dall’antifascismo («se la Carta prevede che non sia possibile la ricostituzione del partito fascista perchè mi ritrovo in campagna elettorale liste di candidati che inneggiano apertamente al ventennio, allo squadrismo, all’odio razziale?»); cancellazione del Jobs Act, della legge Fornero e ripristino delle piene tutele contrattuali; lotta alla grande evasione fiscale e redistribuzione della ricchezza con una tassazione fortemente progressiva («sì, ci battiamo per una patrimoniale, chi più ha più deve dare, solo così si possono creare lavoro, occupazione, migliorare la sanità, pubblica e gratuita, le strade, i trasporti, i beni e i servizi comuni»); istruzione pubblica, gratuita e di qualità («cancelliamo la Buona Scuola, togliamo i finanziamenti alle scuole privata, eliminiamo l’alternanza scuola-lavoro»); difesa dell’ambiente e del territorio (« lo Sblocca Italia del Pd renziano sta distruggendo il Paese»); lotta per una reale parità di genere; più giustizia e meno giustizialismo.
E sui migranti, specchietto per le allodole sui cui si gioca molto la campagna elettorale? «La nostra insicurezza – afferma Nasti – si ricollega al tema del lavoro, non alla presenza dei migranti. Senza un nuovo progetto industriale-economico del lavoro non se ne esce, continueremo in questo assurda guerra tra poveri. Gli immigrati vengono usati dagli imprenditori come armi di ricatto verso i lavoratori italiani. Noi ci proponiamo anzitutto di abolire la legge Bossi/Fini. Il tema dell’emigrazione deve diventare una risorsa per l’emancipazione dalle politiche neoliberiste che affamano e dividono. Più che mettere il cerotto sulle ferite, vorremmo sanare le ferite».

L’appello finale. «Date fiducia a giovani di Potere al Popolo, una forza politica che si è organizzata dal basso per creare un’alternativa. Voi siete i protagonisti di questo cambiamento, un sogno collettivo di trasformazione sociale per tornare a credere che si può cambiare. Dalle piccole cose possono nascere le grandi azioni Ecco perché anche queste elezioni sono come un sasso nello stagno: le onde che si propagheranno saranno sempre più ampie e forti».

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