CRONACA

Elisoccorso, dall’Asl arrivano i primi 150mila euro

La cifra costituisce un acconto del mezzo milione di canoni arretrati dovuti all’ente del Capricho per garantire il servizio e la gestione dell’elisuperficie

Arriva finalmente una svolta nel braccio di ferro, neanche tanto silenzioso, in corso tra il Comune di Casamicciola e l’Asl Napoli 2 Nord. L’ente guidato dal direttore generale Antonio D’Amore ha infatti varato la determina che stanzia 150mila euro a favore del Comune termale come acconto dei vari canoni arretrati dovuti per il finanziamento della gestione dell’elisuperficie “Giovanni Paolo II” sulla Litoranea, con l’annesso servizio di elisoccorso diretto a garantire l’indispensabile trasporto d’urgenza dei pazienti dal vicino ospedale Rizzoli alla terraferma. Come si ricorderà, finora l’ente del Capricho fin qui aveva anticipato la bellezza di quasi mezzo milione di euro per un servizio che interessa tutti i Comuni dell’isola. Nonostante diversi solleciti, dall’Asl non erano ancora arrivati i fondi per coprire i canoni semestrali del 2016, 2017 e 2018, cosa che aveva indispettito non poco il sindaco Castagna, il quale aveva poi lanciato una sorta di ultimatum all’Asl: o si pagano i canoni arretrati oppure il Comune sarà costretto a sospendere il servizio di elisoccorso. Un servizio che ha salvato la vita a tantissime persone, specialmente nella fascia oraria notturna quando non si potrebbe raggiungere in altro modo i nosocomi della terraferma.

I lettori più attenti ricorderanno la nota, firmata dal sindaco Giovan Battista Castagna e dal responsabile dell’area tecnica Mimmo Baldino (e avente ad oggetto “sollecito pagamento mancati introiti relativi alle annualità 2016-2017-2018 giusta convenzione adottata con delibera n. 258 del 14 marzo 2016”), nella quale si chiedeva in maniera perentoria «di corrispondere ad horas le somme relative alle passate annualità così come stabilito dall’art. 3 della convenzione n. 258/2016, evidenziando che – decorso inutilmente il termine di quindici giorni dalla ricezione della presente – si adotteranno gli atti consequenziali per il recupero del credito. Ci si riserva altresì, alla luce della grave situazione di bilancio in cui versa questo Ente, che garantisce con estrema difficoltà i servizi alla popolazione, di valutare come estrema ratio la possibilità di sospendere il servizio qualora non sia dato fattivo riscontro alla presente».

Fra l’altro, durante le concitate telefonate tra Comune e Asl, era emersa la richiesta da parte di quest’ultima del piano di manutenzione e funzionamento dell’elisuperficie, come pregiudiziale al versamento degli arretrati. Il sindaco, pur sorpreso da questa richiesta che giungeva dopo oltre due anni di “mora” e dopo varie rassicurazioni in merito a un pagamento annunciato come imminente ma che non si concretizzava, aveva poi provveduto a inviare una dettagliata missiva all’Asl, nelle persone del direttore generale dottor Antonio D’Amore, e dell’ingegner Galdiero, in cui, nonostante il cortese tono istituzionale, il primo cittadino illustrava con parole precise e puntute l’intero piano di funzionamento dell’elisuperficie posta sul litorale della Fundera: dalla posizione e caratteristiche del sito, all’organigramma degli addetti che svolgono attività di assistenza alle operazioni di atterraggio e decollo, servizio di guardiania, e servizio antincendio, senza omettere gli impianti elettrici, d’illuminazione e gli impianti speciali, mantenuti “sempre in perfetta efficienza e conformi alle leggi e alle disposizioni vigenti, a partire dalla legge 37/2008”. Insomma una dettagliata elencazione del piano così come richiesto dall’Asl, ma è servito comunque un altro mese prima che venisse adottata la determina che, sui 480mila euro complessivi dovuti, stabilisce il versamento dell’acconto pari a 150mila euro.

Non manca comunque una piccola nota polemica nella determina dell’Asl, dove si legge che l’anticipazione di cassa in questione è stata decisa nonostante il fatto che il “Comune non ha ancora trasmesso in modo esaustivo gli atti e i documenti per l’analisi e l’approvazione del piano di funzionamento dell’eliporto”. In pratica, per l’Asl la relazione inviata dal sindaco sul piano non è ancora reputata sufficiente.

Come si ricorderà, la convenzione tra l’Asl e il Comune di Casamicciola per l’utilizzo dell’elisuperficie “Giovanni Paolo II” venne rinnovata ad aprile. La struttura è parte integrante del servizio di elisoccorso (Hems), e l’accordo ha validità triennale, dal gennaio di quest’anno fino al 31 dicembre 2021. È prevista come da prassi l’eventuale proroga per un ulteriore triennio, come fra l’altro è contemplato dalla stessa convenzione. L’Asl, per il servizio di atterraggio e decollo garantito dal Comune, è tenuta ad erogare annualmente la somma di 160mila euro, in due tranches, al 30 giugno e al 31 dicembre di ciascun anno. Tutto il resto è a carico del Comune, in quanto l’Asl non si fa carico di eventuali differenze economiche per l’espletamento e completamento del servizio, o per la custodia della struttura. Nonostante la cifra destinata al servizio non sia molto elevata (e che in gran parte viene assicurata dall’Asl), il Comune tramite la sua società partecipata, Marina di Casamicciola, è finora riuscita a garantire con puntualità il servizio. Per il triennio scorso, oltre ai 160mila euro annui “coperti” dalla stessa Asl, altri 64mila euro avrebbero dovuto essere ripartiti tra i sei comuni dell’isola. Somme molto lontane dai duecentomila euro annui, quando invece alcuni anni fa la cifra totale arrivava addirittura a sfiorare i trecentomila. Va ricordato che, in caso di ritardo nei pagamenti, il Comune di Casamicciola “garantisce” di fatto anche gli altri enti.

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