ARCHIVIOARCHIVIO 5

Emergenza “C. Mennella”, preside Di Guida: «Basta passerelle, dateci una scuola»

Gianluca Castagna | Ischia – Resilienza. E’ questa la parola chiave che caratterizza, da tempo, la vita di una comunità scolastica come quella dell’Istituto d’Istruzione Superiore ‘Cristofaro Mennella”. Una capacità di non lasciarsi abbattere dalle difficoltà, di reagire e di rialzarsi più forti di prima, che accomuna dirigenza, corpo docenti e studenti. Un surplus di volontà a dispetto delle avversità. Un amore per la conoscenza e per l’insegnamento che vincono sulla cronica mancanza di spazi, su una certa incomprensione dell’importanza di questa realtà nel tessuto sociale ed economico dell’isola, e perfino sul terremoto. Che dal 21 agosto scorso ha reso inagibili 3 dei quattro plessi che ospitavano l’istituto. Compreso il San Severino a Casamicciola, sede del biennio del Nautico, e ottenuto dopo una battaglia lunga, faticosa e complessa.
Per aspera ad astra? Le stelle, in verità, sono ancora molto lontane, anche se è di questi giorni l’ultima dichiarazione positiva della Città Metropolitana. «Il Sindaco de Magistris – ha affermato il Consigliere Marrazzo – è vicino alle popolazioni colpite dal terremoto e sta mettendo in campo quotidianamente, dal giorno dopo il sisma, ogni sforzo affinché le situazioni di disagio che i cittadini sono costretti a vivere, negli ambiti di propria competenza, possano essere al più presto superate. Il tutto in un’ottica di proficua sinergia istituzionale con i Comuni, con il Commissariato del MIUR, il Commissariato per l’emergenza sisma e tutti gli altri soggetti coinvolti».
Tradotto: ripresa dei lavori all’IT “Enrico Mattei” di Casamicciola, avvio degli interventi all’interno della sede del Nautico in via Matteo Verde, disponibilità a stipulare un Protocollo di Intesa con il comune di Ischia per il recupero del Polifunzionale e la realizzazione di un’unica cittadella scolastica che comprenda anche l’immobile oggi sede (provvisoria) del Tribunale, finanziata con 4 milioni di euro.
Dichiarazione d’intenti a cui seguiranno davvero i fatti? Con quale tempistica?
Sono questi i dubbi che agitano le giornate dei nostri dirigenti scolastici. Il Golfo ha incontrato la DS prof.ssa Giuseppina di Guida, preside del “Cristofaro Mennella”.

Cominciamo dalla situazione in cui si trovano oggi i plessi che ospitano l’IIS “Cristofaro Mennella”.
Preciso che, prima del sisma, potevamo contare su quattro plessi, due a Casamicciola e due a Forio. Dopo il 21 agosto, abbiamo perso completamente le due sedi di Casamicciola: sia il Sanseverino, acquisito da gennaio 2017, sia il plesso storico di Via Garibaldi. Entrambi sono inagibili, classificati con la lettera E, gravati da un’ordinanza di sgombero ricevuta nei giorni scorsi. Questo significa che dobbiamo liberare gli edifici da suppellettili e da tutte le strumentazioni dei laboratori. I due plessi andranno ricostruiti o saranno necessari interventi significativi che vedo molto lontani, anche perché non appartengono alla Città Metropolitana. Uno è del Comune, l’altro appartiene a un privato.
Per quanto riguarda i due plessi di Forio?
La situazione è migliore solo perché l’edificio di via Lavitrano, sede dell’Indirizzo Turistico, è agibile. Ospita attualmente 12 classi al mattino e 12 il pomeriggio. Di più non può, essendo una struttura antica e con spazi particolari. Il plesso di Via Matteo Verde, sede del Nautico, sembra non aver riportato danni importanti. Il grado di inagibilità è B, però varie ispezioni hanno confermato che c’è una situazione di vicinato abbastanza pericolosa. Quindi non si potrà rientrare in quella struttura fino a quando non sarà messo in sicurezza l’edificio confinante.
Il sindaco di Forio Del Deo aveva dichiarato, a proposito di quest’ultimo plesso, che sarebbe stata questione di giorni.
Anche la Città Metropolitana era di questo avviso, ma il suo intervento – ad oggi – è stato minimale. Si è limitata a rimuovere dei cornicioni pericolanti sulla strada. All’interno non hanno ancora messo piede. La questione dell’edificio confinante si è complicata, perché ho saputo dal sindaco in Consiglio di Istituto che esistono problemi con i proprietari dell’edificio. Non possiamo perciò prevedere tempi certi di rientro. Una parte delle classi è ospitata al Telese di Ischia, a cui vanno i nostri ringraziamenti, ma c’è un problema anche lì, poiché le esigenze del Telese sono tali che non ci consentono di far ruotare i ragazzi mattina e pomeriggio. Abbiamo a nostra disposizione solo il turno pomeridiano. Una situazione insostenibile a lungo termine. Infine c’è un’altra questione, ancora più seria.
Quale?
I laboratori. Essenziali per l’istruzione tecnica e professionale. L’ho ribadito a ogni riunione a cui ho partecipato: siamo una scuola senza aule e senza laboratori. Per noi perdere un laboratorio è più grave che perdere due aule. I laboratori non ce li possiamo inventare outdoor.
Cos’altro è emerso dall’incontro con il sindaco di Forio?
Del Deo ci ha proposto delle soluzioni alternative, ma che non risolverebbero una doppia turnazione per tutte le classi. Ha parlato di poche aule in strutture che non sono scuole. Una questione che va verificata con maggiore attenzione anche sotto l’aspetto organizzativo. Non accettiamo una scuola ospitata il locali sparsi e frammentati sul territorio. Si è poi parlato di un’ipotesi a cui invece guardiamo con più interesse: moduli di edilizia scolastica prefabbricata.
Negli incontri al COM di Casamicciola Del Deo si era detto contrario all’ipotesi container.
Non sono container, bensì moduli scolastici all’avanguardia, affatto provvisori. Completamente antisismici e dotati di tutti i comfort. Le scuole che hanno ricevuto questi moduli, in altre regioni, sono tutte soddisfatte. Nei paesi del Nord Europa, del resto, molte scuole sono costruite con questa nuova concezione. E’ anche una questione culturale, bisogna entrare in un nuovo ordine di idee. Detto ciò, si tratta ancora di un’ipotesi. Ottimabile, per il Miur. Questi moduli, in un’isola carente di realtà utili per l’attività didattica, potrebbero rappresentare una risorsa importante. L’amministrazione sta valutando due o tre aree, ma ripeto, è un’ipotesi in fieri.

I tempi si allungano, le difficoltà oggettive persistono. Quali misure o iniziative intendete adottare per arginare la sofferenza di un’intera comunità scolastica?
Distinguiamo i piani. Una cosa è la didattica, l’offerta formativa, altro è quello della mobilitazione. Da un punto di vista didattico, siamo stati in grado di fare scuola senza scuola, anche grazie alla disponibilità del corpo docente. Tutte le classi del triennio sono impegnate in Alternanza scuola lavoro, concentrando in pochi mesi quello che avremmo spalmato lungo tutto l’anno scolastico. In campo un progetto della Regione Campania di qualità che prevede la presenza di stagisti all’interno di alberghi importanti sull’isola. Abbiamo mandato all’estero un gruppo di studenti per una certificazione linguistica e siamo pronti a fare partire la seconda annualità di Scuola Viva. Insomma, l’IIS “C.Mennella” continua a progettare con i suoi mezzi quello che può. Sempre nell’interesse dei ragazzi. Il curricolo sarà garantito anche se abbiamo ridotto l’unità oraria da 60 a 50 minuti. Ovviamente la nostra creatività si arresta di fronte alla difficoltà oggettiva che d’inverno i ragazzi dovremo tenerli in aula. E le aule non ci sono. Se chi dovrebbe occuparsene si dedica ad altre problematiche, per quanto urgenti, le aule non ci saranno nemmeno domani.
Commissario, Miur, Città Metropolitana, amministratori locali. Più risposte o incognite?
La macchina è partita con difficoltà ma è partita. Poi è calato un velo di silenzio, forse per definire il problema complessivo della scuola isolana. Le dichiarazioni della Città Metropolitana di qualche giorno fa rappresentano un’apertura. A cui però devono seguire fatti concreti. I problemi ci sono e sono tanti. Da un censimento interno, emerge che abbiamo 50 studenti sfollati, il disagio personale si avverte anche tra docenti e personale ATA. Sono passate 10 settimane dal sisma e di fatti ne ho visti pochi, mentre abbiamo assistito a una grande passerella politica, a tutti i livelli. Posso anche immaginare tutte le difficoltà, burocratiche e non, che favoriscono questo immobilismo, ma la scuola isolana non può aspettare. So che si sono riuniti amministratori, delegati Miur e Città metropolitana: i tavoli tecnici per definire il tipo di azione da intraprendere vanno bene. Eppure nessuno di noi dirigenti scolastici è stato informato su quello che hanno deciso di fare o cosa possiamo legittimamente attenderci anche nel lungo periodo. Decidono su di noi, ma senza di noi.
Qual è la percezione dei ragazzi?
A un terremoto non si può che rispondere con l’attesa. I sacrifici sono comprensibili, si accettano, anche per lungo tempo, quando c’è una prospettiva. Quello che manca è un livello di comunicazione sugli sviluppi di questa condizione.
L’ex Liceo Scotti a Ischia rientra in questa prospettiva? Il sindaco di Ischia, Enzo Ferrandino, ha dichiarato che i lavori al vecchio tribunale termineranno entro la fine dell’anno.
C’è una delibera del 2014 della Città Metropolitana che assegna, senza ombra di dubbio, all’Istituto ‘C. Mennella’ quei locali, così come ci assegna anche altri spazi all’interno del Polifunzionale. Sulla carta dunque, noi avremmo dovuto avere non uno, ma due plessi in più sin dal 2014. Da allora la delibera non è stata cambiata, quindi consideriamo la ex sede del liceo Scotti come la destinazione naturale della nostra scuola. La vogliamo, ne abbiamo diritto. La questione di entrarci o meno, come dei lavori da effettuare, riguarda la Città Metropolitana. La nostra preoccupazione riguarda i tempi di messa in sicurezza, malgrado siano stati richiesti, e probabilmente ottenuti, i fondi per l’avvio dei lavori.
L’esperienza del ‘Mattei’, in verità, non depone a favore. Ora pare riprenderanno, ma i lavori sono rimasti a lungo sospesi.
Allora pongo una questione. La sede attuale del tribunale è aperta, attiva, agibile. Ci lavorano. Il Mennella ha diritto a quella sede. Se il 1 gennaio la Città Metropolitana non dovesse intervenire, per le scuole superiori dell’isola d’Ischia si apre uno scenario che non voglio nemmeno immaginare. Dovremmo rivendicare, insieme al Liceo, l’altra parte del Polifunzionale. O farci ospitare nel plesso a Lacco Ameno, quando le classi del Mattei torneranno a Casamicciola. E’ una situazione davvero complicata che mi preoccupa nel medio e lungo termine.

Passiamo ad altro. Com’è la situazione docenti? L’organico è al completo?
La prospettiva di insegnare in una scuola con i doppi turni non è invitante, soprattutto per docenti che viaggiano e provengono dalla terraferma. Nonostante questa difficolta, abbiamo coperto quasi tutte le cattedre disponibili, è rimasto un 10% da assegnare, quasi tutte di sostegno. Faremo altre convocazioni. L’orario è completo, questo vuol dire che ci sono quasi tutti i docenti.
Abbandono e dispersione scolastica. Quali numeri e misure mettete in campo?
Da noi si registra soprattutto nelle classi del biennio, il segmento più delicato e difficile da gestire. Riguardo ai numeri, siamo nella media campana: circa il 10%. L’anno scorso abbiamo attivato sportelli didattici di sostegno allo studio assistito pomeridiano, esperienza di buon successo che non possiamo ripetere perché non abbiamo spazi. Insieme al collegio, stiamo optando per l’aumento delle compresenze in classe, in modo tale da fornire risposte più specifiche ai bisogni dei ragazzi. A breve partirà il PON ‘Cambiamenti’, dedicato agli alunni del biennio e abbiamo previsto un percorso di pieno apprendimento della lingua italiana per gli studenti stranieri, sempre più numerosi.
A proposito di stranieri e multiculturalismo, è soddisfatta della capacità di integrazione nella scuola che dirige?
Negli ultimi tempi ho notato una contaminazione molto positiva tra i modelli di comportamento di studenti stranieri e isolani. Da noi arrivano ragazzi molto motivati a proseguire gli studi o che hanno un progetto di vita nel loro paese di origine. Ragazzi dall’Argentina, dal Senegal, parlano lo spagnolo, il francese, in classe portano un’iniezione di attivismo, progettualità, interesse. A proposito delle lingue straniere, il ‘C. Mennella’ è l’unica scuola in Campania che forma studenti del Nautico alla certificazione dell’inglese marittimo già durante il percorso scolastico. Per i diplomati e persone già imbarcate, partirà un corso pomeridiano per ottenere quello che ormai è un attestato fondamentale per lavorare a bordo.
Cosa altro c’è, malgrado e dopo il sisma?
Partiamo da lì, con un corso di formazione sul rischio sismico. E tante novità, iniziative, progetti che i miei docenti hanno in mente di realizzare. Li guardo con infinita ammirazione. Abbiamo 660 studenti, per ognuno di loro vogliamo il meglio.

Articoli Correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close