CRONACAPRIMO PIANO

Emergenza rifiuti, si blocca il trasporto in terraferma

La Guardia Costiera di Ischia comunica ai sindaci isolani che la motonave della Traspemar sarà costretta a un “pit stop” per dei lavori di manutenzione ormai indifferibili: ma il vero problema è costituito dal fatto che il traghetto non potrà essere sostituito con il “Don Angelo”

L’isola costretta a correre ai ripari a causa di un’emergenza legata al trasporto dei rifiuti in terraferma. A dare la brutta notizia alle amministrazioni comunali isolane è stata una nota trasmessa ai sindaci dal comandante della Guardia Costiera di Ischia, Antonio Magi, nella quale si legge: “Si partecipa la nota con cui la società TRA.SPE.MAR. S.R.L., esercente il servizio di trasporto marittimo delle merci pericolose, ha comunicato che, a far data dal 27 febbraio 2026, il servizio di trasporto marittimo delle merci pericolose/rifiuti sarà temporaneamente sospeso fino a nuova comunicazione, in quanto la motonave in argomento sarà interessata da lavori di manutenzione. La medesima società ha altresì rappresentato che è in corso di predisposizione, per la prossima settimana, la sostituzione della suddetta unità con altra nave sociale denominata Don Angelo, in relazione alla quale, con precedente nota del 26.01.2026, aveva già evidenziato talune criticità connesse al relativo impiego sulla tratta Ischia–Procida–Pozzuoli. Nell’assicurare la massima collaborazione istituzionale, questo Comando rimane a disposizione per ogni chiarimento relativo alla presente”.

I problemi legati al bradisismo a Pozzuoli impediscono al mezzo di poter operare in sicurezza: senza il pontone, la nave resterà ai box. E adesso i sindaci corrono ai ripari, probabilmente sarà la Medmar a… venire in soccorso

Letta così, sembra che il disagio debba durare soltanto pochi giorni ma in realtà le cose non stanno così come si evidenzia proprio dalla missiva che i legali rappresentanti della Traspemar hanno trasmesso all’ufficio circondariale marittimo ed alle autorità interessate. Nel testo si legge tra l’altro che “Nel contesto attuale, il fenomeno del bradisismo continua a manifestarsi con intensità nell’area flegrea, come ampiamente confermato dai recenti e rilevanti movimenti tellurici che hanno interessato la zona. Tale situazione, unita alle problematiche già note relative alle infrastrutture portuali, impone una particolare attenzione nella gestione delle operazioni di ormeggio e disormeggio. A tal riguardo, si fa riferimento alle ordinanze n. 106/2025 e 126/2025 dell’Ufficio Circondariale marittimo di Pozzuoli, che hanno avuto un impatto significativo sulla pianificazione delle attività marittime nell’area. Per quanto riguarda le nostre imbarcazioni, la motonave Giuseppina Prima dovrà essere sottoposta a lavori di carenaggio a partire dalla prima decade di febbraio 2026, pertanto sarà necessaria una sostituzione temporanea con la motonave Don Angelo, la quale dovrà subentrare durante il periodo di sosta per i lavori di manutenzione”. Poi però la nota della Traspemar prosegue così: “Tuttavia, come già anticipato in precedenza, la Mn Don Angelo al momento non può operare in sicurezza presso il punto di ormeggio nel porto di Pozzuoli, a causa dell’innalzamento del ciglio banchina. Questa situazione, valutata con attenzione da parte dei nostri tecnici, limita la possibilità di operare in quella zona e rende necessario trovare una soluzione alternativa per il corretto svolgimento delle operazioni di ormeggio e disormeggio. Non ultimo, le avverse condi-meteo marine che si sono manifestate in questo inizio anno nonché la violenta mareggiata che ha interessato il Porto di Casamicciola Terme nei giorni 9 e 10 gennaio, hanno provocato ingenti danni alla struttura della rampa prodiera della Mn Giuseppina Prima, tale da richiedere visita occasionale interessando il Registro Italiano Navale per effettuazione delle verifiche tecniche ai fini sella sicurezza della navigazione. Ciò ha comportato un periodo di fermo nave di circa 10 giorni. Per tale motivo, con la presente, chiediamo di essere informati in maniera dettagliata circa la messa in servizio del pontone galleggiante Campania N. 3838, al fine di verificare se sarà possibile utilizzare questa struttura per le operazioni di ormeggio della Don Angelo in sicurezza. La programmazione delle attività di trasporto marittimo, infatti, dipende strettamente dalla disponibilità di un ormeggio idoneo e sicuro”.

Insomma, avete capito bene: senza pontone anche la Don Angelo non potrà effettuare il servizio di trasporto rifiuti ed è proprio per questo che nella parte finale del documento firmato Traspemar viene riportato quanto segue: “Vista l’urgenza della situazione e la necessità di garantire la continuità del servizio, è fondamentale ricevere un riscontro tempestivo da parte Vostra. In assenza di una risposta chiara e rapida, infatti, rischiamo di incorrere in disservizi che, come facilmente comprensibile, sarebbero da imputarsi alla mancata disponibilità delle infrastrutture necessarie. Ciò potrebbe comportare, oltre a disagi per la popolazione delle isole servite, un danno operativo e reputazionale per tutte le parti coinvolte. Per quanto sopra restiamo in attesa di un riscontro e inviamo distinti saluti”. Ora, è chiaro a tutti che inevitabilmente la Traspemar rischia di rimanere ai box anche per un bel po’, dal momento che la conclusione dei lavori per l’apposizione del pontone a Pozzuoli non appare roba di pochi giorni. Secondo quanto si apprende le amministrazioni isolane si starebbero adoperando per un affidamento congiunto a una compagnia ed è molto probabile che ancora una volta sarà la Medmar a venire in soccorso dinanzi ad un’emergenza che rischia di assumere contorni decisamente preoccupanti. Tutto questo, però, nell’attesa che i sindaci si siedano a tavolino e decidano finalmente di iniziare a lavorare per una soluzione che non sia tampone. Perché davvero con questa precarietà non si può più andare avanti.

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