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Emergenza senzatetto, dopo le tende si chiede un dormitorio

Con il freddo, il problema alloggi per i clochard smuove l'opinione pubblica. Dai politici di ieri e di oggi passando per i responsabili isolani della Caritas, ecco il pensiero degli isolani

Ci sono senzatetto anche sul apparentemente ricca isola d’Ischia. Una realtà che sorprende e che ha trovato impreparata una comunità che ha sempre creduto di poter essere immune da fenomeni così evidenti di povertà. Persone che non hanno la possibilità di poter fare affidamento su un posto caldo dove andare. Persone quindi in pericolo in questi giorni in cui anche le isole flegree sono sferzate da un forte freddo, come è normale che sia agli inizi dell’inverno. Un censimento ufficiale, che non può essere del tutto esaustivo tenendo conto di altre situazioni al limite che magari rimangono nascoste tra le pieghe del disagio isolano, conta circa 25 persone che a sera non hanno un tetto sulla testa dove rifugiarsi da freddo, pioggia o stanchezza.

“A Ischia – ricorda Michele D’Ambra, volontario della Caritas – c’è un problema di povertá. Assurdo! Sulla nostra ricca isola! Ma cosa dici! mi dicono e invece è così. Per questi mesi invernali la Caritas isolana ha predisposto delle tende per ospitare chi non ha una casa dove dormire. È questione di civiltà riuscire ad organizzare un dormitorio che permetta, anche solo in via temporanea, a quei cittadini che si trovano in condizioni disperate, di ripararsi e di provare a rialzarsi”

Da qui l’esigenza di installare delle tende, negli spazi esterni del centro di accoglienza Giovanni Paolo II di Forio, per ospitare i senza fissa dimora vessati da giornate di freddo pungente, in attesa che venga istituito un dormitorio sull’isola. Dopo l’annuncio l’isola risponde e commenta alla buona notizia. Il vicesindaco di Ischia, la presenza di persone che sopravvivono di espedienti o di lavori marginali sull’isola è un problema di cui deve farsi carico l’intera comunità, mi auguro che questo sia l’anno in cui si inizierà a sperimentare l’utilità di avere un “dormitorio pubblico”, tanto atteso da chi si occupa di emarginazione, iniziamo a dare dignità e calore ai nostri amici meno fortunati, in fondo un piatto caldo e un buon letto dovrebbero essere un diritto di tutti, non credete? Luigi Di Vaia, sottolinea: “Il mio plauso va innanzitutto ai volontari che quotidianamente si fanno carico di un problema che esiste, senza alcun dubbio. Nei limiti delle proprie possibilità, le pubbliche amministrazioni hanno il dovere di intervenire a supporto di quanti, con grande sacrificio, senso di responsabilità e di altruismo, dedicano parte delle loro giornate a chi vive situazioni a volte davvero drammatiche. Questi ultimi, in troppi sensi, non possono essere lasciati soli”.

Donatella Migliaccio – già assessore del comune di Forio e presidente dell’Area Marina Protetta Regno di Nettuno evidenzia con schiettezza: “ le pubbliche amministrazioni per il tramite dell’ufficio servizio sociale, che ha fondi di cui financo io da Assessore non sono riuscita ad avere conto, fa poco se non nulla. Non serve dare il plauso ai volontari che affrontano situazioni di estremo disagio senza alcun supporto da chi qualcosa potrebbe fare. A Ischia ci sono non più di trenta persone in estrema difficoltà ed è assurdo che debbano stare alla Pace o in una tenda senza alcun tentativo di recuperali alla comunità. 30 persone su quasi 70.000 sono l’esatta misura di quanto questa isola sia solidale solo a chiacchiere”. Anche Luisa Pilato, sempre attiva sul fronte dell’assistenza ai bisognosi ricorda come servano fatti e non plausi per chi ha il coraggio di non voltarsi dall’altra parte e si adopera per tutelare le fasce deboli della nostra società, compito che rappresenta un dovere delle istituzioni a cui può dare un notevole contributo il volontariato. Ma qui a Ischia – ricorda Luisa Pilato – succede fin troppo spesso il contrario, sempre più dobbiamo fronteggiare vuoti istituzionali.

Prezioso anche il commento di Antonietta Manzi, del circolo di Rifondazione Comunista Ischia: “Immagino che ci sia anche il problema dei servizi igienici, oltre alla precarietà di un alloggio in tenda col freddo di questo periodo. Ecco, mi viene in mente quello scandalo al sole che pomposamente si chiama “Museo del termalismo”, a via Morgioni sotto il mercato. Lì ci sono ampi spazi e bagni per uomini e donne. Sarebbe impensabile ipotizzare un reale utilizzo di quell’immobile o la priorità ce l’ha sempre e comunque la lottizzazione tra portatori di pacchetti di voti?”

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