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Enaria, il bello della tradizione

Di Malinda Sassu

Se da qualche parte ci sono produttori che inseguono i principi del biologico solo per moda, ci sono quelli che il vino lo facevano così in tempi non sospetti, vedi i viticoltori dell’Isola d’Ischia. Siamo spiacenti per gli altri ma qui si lavora così, da secoli. E ci sono quelli che, seppur giovanissimi, con tali concetti ci sono nati e cresciuti e, cosa ancora più bella, ci credono davvero; quelli come Gaetano Di Lustro e Nicola Mazzella, per i quali non vale neanche la pena provare a pubblicizzare il termine “biologico” per il loro vino, talmente viene naturale farlo così. E poi, ci sono dei vini che sono un po’ come dei bambini. Nascono che sono bellissimi e pian piano iniziano a cambiare, muovono i primi passi per trovare la loro strada e assimilano dall’esterno tutto ciò che possono. E giorno dopo giorno migliorano, fino a consolidare il loro carattere, la loro identità. Così anche Enaria, l’anima enoica di un bellissimo pezzo di Isola d’Ischia, Villa Spadara: la Biancolella in purezza arrivata al suo terzo anno di vita, che mostra con fare civettuolo i suoi cambiamenti, la sua predisposizione a migliorare. Un crescendo di sensazioni olfattive e di piacevolezza, un vino capace di sprigionare atmosfere autentiche, fortemente espressive del territorio, come bere l’essenza della terra di questi ettari di agricoltura consapevole. Quella voglia di naturale che non è solo per consumatori esigenti ma anche per chi cerca l’autentico, le buone cose di una volta, la cura e il rispetto per la terra che si fa vino..

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L’annata 2015 si è rivelata proprio così, non dissimile dalla precedente ma più matura e consapevole della magia di uve che “parlano” del loro luogo di provenienza: il terreno tufaceo e il microclima particolare ne determinano i contorni, regalando al naso una grinta minerale in primo piano e fragranti note agrumate, nette e pulite, di fiori d’arancio. Per poi lasciare il testimone a distinti sentori di macchia mediterranea, con menta e basilico a braccetto. Una personalità nel bicchiere che impressiona e che si esprime in un’avvolgente morbidezza controbilanciata da una buona spalla acida, su un finale lungo, persistente, deciso e sapido. È un vino moderno Enaria, capace di diventare un “classico ischitano”, carico di voglia di emergere; un vino che non è comparso dal nulla, anzi. Nasce dalle sapienti mani di Nicola Mazzella che ne trasforma le uve, sin dalla sua nascita nel 2013, ma da quest’anno, con qualche gioia in più: “C’è più qualità sicuramente, siamo molto contenti per quello che abbiamo ottenuto sinora, considerando che sono vigne nuove” ci conferma Nicola “Il 2015 è stata un’ottima annata, vedremo cosa ci riserverà il 2016. Intanto, ci stiamo lavorando con batonnage periodici, rimuovendo le fecce due volte a settimana e così faremo fino a maggio. Lo faremo decantare poi in maniera naturale, quindi, una filtrazione leggera e poi imbottigliamo. I profumi sinora, sono bellissimi”.  In compenso, il prossimo anno ci delizieremo di 5000 bottiglie con una stima futura di 10.000, grazie alla produzione a venire di nuovi vigneti. Un bel colpo per un vino che non fa in tempo ad uscire ed è già finito.

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Enaria è uno di quei vini che incontra il pubblico, non solo attraverso la bottiglia ma anche, e soprattutto, con le visite in cantina e le lezioni didattiche in masseria; nasce da gesti divenuti esperienza di Nicola Mazzella, dalle terre della famiglia Di Lustro dove non ci sono macchine che uccidono la magia della viticoltura, dove le vendemmie sono particolarmente difficili per via di una Natura che sembra togliere ma invece regala e tanto, a mani aperte. Vedi la distesa di limoni, oltre 600 piante che sono fiore all’occhiello di Villa Spadara, gli ortaggi, l’uliveto. Un sunto di storia e dedizione, di origine e di tradizione, di saperi e di esperienza. Di vecchie cantine e antichi palmenti del Seicento. Dove l’uomo si rivela a sé stesso e agli altri comunicando solo con i propri prodotti, poche parole e tanti gesti, tradizione contadina e collaborazioni, per riscoprire il lavoro nei vigneti. Non suoni strano che in questi posti ci sia a capo un giovane: la filosofia di Gaetano Di Lustro è un atto di responsabilità verso le persone e verso l’ambiente, è un vero e proprio ciclo vitale privo di forzature, è l’equilibrio perfetto. Pensieri che divengono racconto nella gioia di comunicare ad un pubblico sempre più attento, curioso e competente ciò che si prova con “le mani nella terra”, lontano dal caos di Roma che Gaetano ha lasciato per seguire il cuore, la famiglia, la sua gente. Pensieri che valgono più di mille parole, profumi e colori che diventeranno poi un buon vino e dimostrando che, quando un’azienda decide di investire tempo e soldi nel proprio passato, i risultati prima o poi arrivano. Sono queste le persone di Villa Spadara e la loro passione per le cose buone, il segreto delle marmellate nate da un rito collettivo e da gustare ogni anno, di un olio pregiato quanto microscopico nella produzione, di un vino da far crescere vendemmia dopo vendemmia. Così è Enaria, senza fronzoli e senza maschere, un sorso unico di storia e tradizione, di saperi e di esperienza. Grazie a Bio!!

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