CRONACAPRIMO PIANO

Enigma Sant’Anna, è corsa contro il tempo

Nessun direttore artistico per l’edizione della Festa destinata (salvo complicazioni) a tornare nella Baia di Cartaromana dopo due anni di pandemia: ad occuparsi dell’aspetto organizzativo il sindaco Enzo Ferrandino e il rieletto consigliere Luigi Di Vaia

Sarà ancora una volta una corsa contro il tempo, e non è la prima volta che succede. Quando si parla di Festa di Sant’Anna i ritardi e gli scatti “last minute” per organizzare quello che da sempre è l’evento caratterizzante dell’estate isolana rappresentano la consuetudine quando un’amministrazione comunale si insedia in piena estate. E va detto che – evidentemente – nonostante Enzo Ferrandino e i suoi sodali sapessero almeno con sei mesi di anticipo (a voler essere “tirati” nella valutazione e non andare oltre a ritroso nel tempo) che le elezioni le avrebbero vinte a mano bassa, probabilmente per questioni di opportunità o magari anche scaramantiche non si sono gettate nemmeno le basi per l’organizzazione dell’edizione 2022 della Festa. Insomma, si galoppa anche per mettersi velocemente alle spalle quanto successo lo scorso anno: tutto pronto per celebrare l’evento ed ecco che arriva il governatore De Luca a dichiarare in diretta facebook che non gli sembrava una buona idea e il sindaco Enzo Ferrandino disporre una consequenziale retromarcia che dicono piacque molto poco (anche questo è un eufemismo) dalle parti di via Iasolino.

Stavolta però, assicurano dal palazzo municipale, non ci saranno intoppi. Nemmeno la continua recrudescenza dei contagi e i nuovi segnali di “preoccupazione” provenienti da Palazzo Santa Lucia sembrano turbare i sonni della neonata amministrazione. Che non ha ancora un assetto definitivo, leggasi una giunta municipale, e anche deleghe non assegnate. Il risultato è che in questo momento a tessere le fila dell’organizzazione ci sono il primo cittadino e il rieletto consigliere comunale Luigi Di Vaia, che negli ultimi anni è stato al “timone” di Sant’Anna nei panni di vicesindaco. E allora partiamo da quelle che – salvo complicazioni – possiamo definire certezze. Non ci sarà un direttore artistico e dal 2014, anno nel quale a cimentarsi nel ruolo fu il registra Salvatore Ronga (nella circostanza furono introdotti anche i cosiddetti temi assegnati ai costruttori delle barche allegoriche) è la prima volta che succede. Inizialmente si era diffusa la voce secondo la quale l’incarico – presumibilmente visti i tempi ristretti – sarebbe stato cortesemente rifiutato sia da Cenzino Di Meglio che da un soggetto proveniente da altro versante dell’isola, ma l’indiscrezione non ha trovato conferma. Rinunciare alla direzione artistica pare sia una scelta dell’amministrazione, consapevole che venti giorni sono davvero pochi per un professionista per fare sintesi e soprattutto lasciare la sua impronta sulla Festa.

Saranno soltanto tre le barche in gara, una delle quali ideata dal duo Maschio-Cutaneo. Per il resto incendio del Castello, fuochi pirotecnici e l’immancabile “austerity” dettata anche dai tempi ristretti. Per i fondi si confida come al solito nel sostegno della Regione

Il secondo aspetto riguarda l’aspetto di ordine pratico. Inutile attendersi ricchi premi e cotillons, la festa si limiterà all’essenziale, ai tre elementi che da sempre la caratterizzano e la rendono unica nella sua semplicità soprattutto grazie all’incantevole scenario dove si celebra: barche, fuochi pirotecnici, incendio del Castello Aragonese. Le imbarcazioni allegoriche a sfilare nella baia di Cartaromana, salvo sorprese dell’ultima ora (che nessuno si augura, in primis l’ente organizzatore che ancora non sa su quali e quante risorse economiche potrà contare) saranno tre. A lavorare alla costruzione di una barca sono due volti noti del calibro di Gaetano Maschio e Antonio Cutaneo, un’altra barca dovrebbe invece essere realizzata da un gruppo di pescatori e appassionati della zona di San Pietro. Sulla terza ci riserviamo di approfondire nei prossimi giorni, poi è verosimile che Luigi Di Vaia tiri il freno a meno un po’ per motivi di tempo e un po’ per quanto vi abbiamo poc’anzi esposto. Resta poi l’ultimo problema, che forse è quello “madre” e ci riferiamo alla disponibilità economica. Pur di vedere rinascere la Festa di Sant’Anna dopo due anni di stop imposti dal covid, Enzo Ferrandino è disposto ad attingere anche dalle casse comunali, ma è ovvio che laddove servisse lo farà in una misura che certo non “dissangui” l’ente. Ecco perché serve ancora una volta un intervento di zio Vincenzo (De Luca, ndr) che anche verbalmente garantisca un sostegno che poi sarebbe sancito con gli atti del caso. Sempre che al presidente della giunta regionale non venga nuovamente il timore degli assembramenti. Stavolta sarebbe davvero una beffa inaccettabile.

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