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LE OPINIONI

ENNY MAZZELLA (insegnante) «Non mi sentirei sicura a vaccinarmi subito»

«Personalmente non mi sentirei serena a praticare un vaccino appena sintetizzato. Potrebbero esserci effetti collaterali non ancora emersi. E poi non trascurerei l’aspetto economico. Recentemente ho discusso di questo tema con un caro amico ricercatore in campo medico sperimentale, che mi ha fatto osservare come l’industria farmaceutica possa condizionare i mercati attraverso le necessità terapeutiche, che assumono un valore variabile anche a seconda della situazione psico-sociale del momento. Un altro mio amico vive in Uganda per motivi di lavoro. Pensando a lui ed al lavoro di sua moglie in una ONG, mi chiedo se il vaccino, in un paese così povero, arriverà solo alla classe dirigente o anche alla popolazione in difficoltà ed ai bambini denutriti. Siamo così sicuri che il vaccino arriverà in tutti i paesi con la stessa capillare diffusione? Io pratico tutte le misure di distanziamento sociale e sto molto attenta all’igiene e alla disinfezione. Esco il meno possibile, per il bene dei miei cari e dei bambini con cui mi relaziono per lavoro. D’altra parte proprio il mio lavoro di insegnante potrebbe richiedere questo tipo di profilassi e, sicuramente, se mi fosse prescritto obbligatoriamente, farei il vaccino senza resistenze. Ma se si potessero operare delle scelte, preferirei che i primi a praticare il vaccino fossero i soggetti più deboli, gli anziani, gli ammalati, per lasciare un congruo numero di dosi a quei paesi che sicuramente non potranno essere i primi ad accaparrarsi le dosi, in un momento in cui chi offre di più vince. Se la vaccinazione dipendesse da una mia scelta, preferirei affidarmi alle buone prassi per contrastare la pandemia, lasciando il vaccino a chi ne ha davvero bisogno».

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