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Enzo, De Siano, Giosuè e la nuova giunta: parla Giosi Ferrandino

  • C’è tanto di cui parlare, partiamo dall’inizio. Dopo le dimissioni di Giosuè Mazzella pare che da Londra avessi lanciato un aut aut: subito nuova giunta o tutti a casa. E lo stesso Enzo Ferrandino aveva parlato di sette giorni di tempo, non ricordiamo nemmeno più quanto tempo fa. Ma si può sapere cosa sta succedendo e come andrà a finire?

“La Giunta è ormai definita, siamo alle ultima battute, anzi posso affermare con pressoché assoluta certezza che i giochi sono fatti, dovremmo annunciarla già lunedì mattina. La notizia delle dimissioni di Mazzella mentre mi trovavo in Inghilterra non mi ha fatto certo piacere, era un elemento valido e della squadra amministrativa quanto del Pd cittadino. Mi sono fatto spiegare ad Ischia, poi, cos’era successo, sentendo anche telefonicamente il diretto interessato. Ripeto, il nuovo esecutivo è pronto, un organo amministrativo così importante non poteva rimanere monco anche perché con l’uscita di Giosuè non poteva assolutamente deliberare”.

  • In tutta onestà ma l’ingresso di consiglieri in giunta e di ulteriori ripescati in consiglio non andrebbe contro quel concetto di esecutivo di ampio spessore che è stato più volte invocato?

“Su questo io la vedo in modo diametralmente opposto. E’ sempre stata buona regola che il consigliere che volesse entrare in giunta avesse la priorità sugli esterni, anche perché parliamo di persone elette dal popolo. Questo discorso l’avrei capito al contrario, cioè se fosse diventato assessore qualcuno dei non eletti. Un consigliere, oltre ad essere riconosciuto dall’elettorato, conosce anche bene la macchina amministrativa, anche meglio di un tecnico magari qualificato ma non a conoscenza piena delle problematiche del territorio. Insomma, secondo me abbiamo una giunta più forte…”.

  • Sinceramente, pur lasciando libertà di scelta agli uomini della maggioranza (più o meno), posso chiedere quale sarebbe o meglio sarebbe stata la giunta ideale di Giosi Ferrandino, almeno come identikit dei potenziali profili?

“Beh, è quella che cercheremo di comporre nelle ultime ore: i suoi uomini e donne devono avere competenze specifiche, consenso elettorale come già detto e tempo da dedicare all’amministrazione. Tutto qui…”.

  • L’ultima tentazione si chiama Pasqualino Migliaccio, anzi pare che ormai si possa già chiamarlo assessore.

“In effetti nell’ultima riunione di gruppo abbiamo preso atto della volontà di Migliaccio di lasciare il consiglio per approdare in Giunta, ed io l’ho accolta con favore per tutti i motivi di cui sopra, ha l’identikit perfetto sotto tutti i punti di vista. La sua competenza, soprattutto sotto l’aspetto economico-finanziario, è un asso nella manica e una risorsa significativa, un valore aggiunto di quelli concreti. Insomma, abbiamo chiuso il cerchio e metteremo in moto la macchina per portare a compimento quei cinque-sei punti che mancano per completare il programma elettorale”.

  • Ritorniamo alle dimissioni di Giosuè Mazzella: possibile bastino i contrasti sul Natale oppure c’era un piano premeditato della stessa maggioranza per segarlo?

“Sinceramente credo si sia trattato di problemi personali, qualche difficoltà di salute ha determinato questa sua decisione anche se probabilmente non erano mancati piccoli dissensi con la maggioranza. La sua nomina ad assessore è avvenuta in un momento di crisi dell’amministrazione, all’epoca dei sei dissidenti che minacciarono di mandarci a casa pochi mesi dopo le elezioni. Lui faceva parte di quel gruppo e chiaramente la sua nomina non fu accolta con grande favore. Diciamo che lo strascico di questo peccato originale se l’è portato dietro e magari potrebbe averlo in qualche modo logorato. Ma devo dire che lui non si è fatto mai condizionare, ed in questi anni ha fatto tanto per il paese”.

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  • Tra i consiglieri comunali c’è chi comincia ad alzare la voce, parlando di Enzo Ferrandino candidato a sindaco punto e basta. L’impressione è che vogliano rimarcare un concetto quasi come se avessero già intuito che le tue intenzioni sono altre…

“Sono orientato a dare continuità alla nostra azione amministrativa, se i cittadini ci concederanno fiducia. Il mio impegno sarà in questa direzione: relativamente al candidato in questi anni sono maturati diversi consiglieri, in tanti potevano avere a questo punto la giusta ambizione di succedermi. Oggi per una serie di vicissitudini (parlo di chi è fuoriuscito e di chi ha fatto un passo indietro) credo che Enzo sia quello più accreditato ad essere il candidato sindaco del futuro. Riconosciuto, peraltro, da tutti i consiglieri che compongono la nostra maggioranza”.

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  • Intanto però da più parti i bookmakers danno per fatto l’accordo con Domenico De Siano alle prossime amministrative, con il senatore che sarebbe il tuo successore almeno come candidato sindaco. Questo gossip una volta per tutte puoi confermarlo o smentirlo?

“Che in giro si dica che De Siano ambisca a candidarsi a sindaco d’Ischia non la trovo una novità: in fondo se ne parlava già nel 2007, quando poi venne eletto il sottoscritto. Credo che un’intenzione da parte sua possa esserci e sarebbe in fondo anche legittima ma da qui a parlare di un accordo con me, credimi, ce ne passa. Si parla di accordi fantomatici, ma credo che le voci arrivino da chi vuole destabilizzare l’amministrazione o rafforzare un candidato avversario. Forse sulla scorta del connubio di tre anni fa, che ricordo fu alla luce del sole, qualcuno continua ad avere quest’idea ma il quadro è mutato e quindi credo che le prossime elezioni saranno caratterizzate da strade diverse tra centrosinistra e centrodestra. Ripeto, lavorerò per la continuità ed anche questa credo che sia una risposta esauriente”

  • Domanda un po’ delicata ma inevitabile: prima l’indagine sul metano, poi il sequestro dell’albergo e le voci sull’indagine relative ad un finanziamento. L’impressione è che tu ti senta perseguitato, e non lo hai nemmeno nascosto, ma forse non è arrivata l’ora di staccare la spina e resettare?

“No, staccare la spina mai: sono un combattente sul campo e quando si ha la coscienza pulita e si è convinti di avere subito un torto fortissimo, la voglia di battagliare aumenta. E poi c’è un grande rispetto verso l’elettorato ed il voto popolare del 2012, che fu concesso dai cittadini per amministrare un quinquennio. Non getterò la spugna, l’ho dimostrato già ritirando le dimissioni. Mi auguro che il processo in corso possa stabilire la verità dei fatti, perché nonostante quello che ho passato conservo grande fiducia nella magistratura. Io nel mirino ci sono sempre stato, sono stato denunciato migliaia di volte, specialmente da consiglieri che di questo strumento ne fanno il modus operandi. Forse qualcuno, approfittando di un momento di debolezza del sottoscritto, vuole sparare con più violenza. Capirete il perché, siamo l’unica proposta seria per le prossime elezioni, a parte noi ci sono soltanto tanti cani sciolti destinati a non andare da nessuna parte”.

  • Restiamo in tema. Un anno fa, più o meno di questi tempi, proprio a Il Golfo dicesti: se si vota domani, li asfalto di nuovo. Oggi, alla luce anche delle tante e pesanti defezioni nella maggioranza, la pensi ancora alla stessa maniera?

“Sì, perché alle defezioni hanno fatto da contraltare il recupero di persone che erano fuori, chi è approdato e approderà in giunta lascerà spazio ad altri che hanno fatto amministrazione ed hanno un portato elettorale notevole. Ma attenzione, in politica conta la proposta e la suggestione che riesce a mettere in campo il candidato sindaco e l’omogeneità della squadra, le alchimie matematiche quando si affronta una campagna elettorale non servono a nulla e lasciano il tempo che trovano. Ci sarà un coacervo di personaggi non coeso che si coalizzerà contro di noi, magari pure gente che si denunciava, accusava o guardava in cagnesco l’uno con l’altro fino al giorno prima. Noi dal canto nostro ricorderemo a tutti come abbiamo cambiato il paese: dai rifiuti, al decoro ed all’igiene urbana, passando per le opere pubbliche. Prima Ischia era allo sfascio, oggi basta che ci sia mezza cosa che non va e subito viene sottolineata. I cittadini, evidentemente si sono abituati bene, e credo che questo significhi qualcosa. E di consistente, pure…”.

  • E’ triste dirlo, ma l’impressione è che quest’amministrazione ed il suo sindaco non riescano più a far sognare i cittadini. In tutta onestà, è una sensazione che percepite anche voi dal palazzo o dai vostri osservatori o credete che non sia così?

“E’ un problema generalizzato, a livello nazionale e locale c’è un sentimento ostile nei confronti di chi amministra, c’è un’insofferenza che porta alla psicologia di voler cambiare. Le cose non vanno come prima, c’è la crisi e si annaspa. Non nascondo il problema, dico solo che è sintomatico. Per quanto riguarda l’amministrazione, concordo sul fatto che ultimamente sia rimasta ferma dal punto di vista politico, ma non da quello amministrativo. Gli atti, in fondo, li redigono i funzionari e i nostri uffici sono degnamente rappresentati ed in questo periodo hanno lavorato a pieno regime, come se la giunta fosse completa. Altrimenti non si spiegherebbe come in questo momento nessun Comune d’Italia stia facendo tanti lavori pubblici. Che poi la gente abbia il palato fine e guardi il dettaglio, ribadisco, non può che farmi piacere”.

  • Per le elezioni appuntamento nel 2017 o di questo passo si va al voto prima?

“Non si può mai escludere che un’amministrazione non arrivi al termine del suo mandato, anche se a me piace ricordare che il sottoscritto è stato il primo a riuscirci dopo un ventennio e a dare addirittura continuità con due mandati. L’ho detto prima tra le righe e lo ribadisco, siamo pronti ad essere giudicati a fine mandato. Quindi, al voto Ischia andrà nella primavera del 2017”.

 

 

 

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