POLITICA

Enzo detta l’agenda: «Il gruppo consiliare del Pd? Non è certo la priorità»

Esaurita la pausa estiva, riparte a pieno regime l’attività amministrativa ad Ischia. E su molte questioni più e meno delicate, il sindaco d’Ischia fa il punto in questa lunga intervista a Il Golfo

Si riparte dopo la pausa estiva, che quest’anno peraltro è stata tale solo sulla carta. Consigli comunali ad agosto, iniziative come quella del sistema imbarchi, insomma la politica non è andata in vacanza. Però è chiaro che adesso ci si rimette in moto a pieno regime: con quali step e obiettivi?

«Andremo immediatamente a riprendere una serie di attività finalizzate a completare una serie di interventi che vanno ripresi: dobbiamo completare Piazza degli Eroi, rifare l’asfalto su molte strade principali del paese, fatto questo che ci consentirà anche di abbattere un sistema di circolazione attualmente insostenibile. Ci saranno ulteriori lavori nell’area portuale, in particolare presso la bocca vecchia, per dare all’area un aspetto più razionale. Su questi temi già da qualche giorno abbiamo ripreso a lavorare».

E’ stato un mese di agosto ancora una volta contrassegnato da molti, troppi episodi di cronaca nera e dalla presenza di un turismo di discutibile qualità. Gincarlo Carriero, dalle colonne de Il Golfo, in una recente intervista si è soffermato sul paradosso di un territorio che scade proprio nel periodo dell’anno in cui costa di più e paradossalmente, di rimando, offre di meno. Cosa ne pensi?

«L’analisi di Carriero è pienamente condivisibile, d’altronde questa è una problematica che registriamo da decenni. Il periodo centrale di agosto attrae da sempre un pubblico “turbolento”, purtroppo nel miglior momento turistico dell’isola. Bisogna porre in atto, sulla scorta di questa valutazione, una serie di iniziative sul territorio che però devono vedere sinergicamente partecipi tutti gli attori che hanno attinenza con l’economia locale: mi riferisco agli imprenditori alberghieri, ai commercianti, alle pubbliche amministrazioni ma anche a chi alimenta – mettendo spesso a disposizione un determinato numero di posti letto “non istituzionali” – la presenza di un turismo di un certo livello. Solo operando insieme in maniera finalizzata a migliorare la qualità dell’offerta e selezionare maggiormente la clientela, si potranno ottenere risultati tangibili nel medio periodo. Chiaramente anche le forze dell’ordine, compresi i vigili urbani, hanno un compito importante perché devono garantire un’attività di controllo che per la verità sta dando davvero risultati egregi. Peccato per alcuni fatti disdicevoli, saranno da sprone a lavorare ancora di più nella direzione che ho appena accennato».

Si dice che la politica è in continua divenire. Poco meno di un anno fa, prima della pace con i consiglieri di Vivere Ischia, il mare sembrava in burrasca. Oggi, invece, pare piatto come una tavola. Insomma, lo scenario sembra essersi completamente ribaltato.

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«Bisogna dire che il percorso che abbiamo intrapreso nel 2017 è stata un’esperienza che ha coinvolto personalità e soggetti presenti sul territorio che si conoscevano da anni, ma si deve anche aggiungere che avevamo ruoli amministrativi diversi. Il tempo che passa ci sta dando l’opportunità di conoscerci meglio nei ruoli attuali, sono convinto che più andremo avanti nell’azione amministrativa i momenti di serenità politica si manifesteranno in maniera più marcata. Questo è un buon segno, vuol dire che le energie vengono indirizzate n maniera produttiva, dedicando e prestando attenzione alle problematiche salienti che riguardano il territorio. E poi, parliamoci chiaro, quello attuale è il miglior contesto per poter offrire al paese le risposte che chiede».

Si è molto discusso della possibilità di costituire un gruppo consiliare del Pd. La prospettiva ti affascina o la ritieni marginale?

«Io nasco da un punto di vista politica con una connotazione specifica. Nasco Popolare, poi ho fatto parte della Margherita ed attualmente sono un iscritto al Partito Democratico. Avere un gruppo consiliare del Pd potrebbe essere un risultato positivo da un punto di vista strettamente politico, poi bisogna capire se la positività si riverberebbe con la stessa efficacia anche dal punto di vista amministrativo e di tenuta della maggioranza».

Insomma, ci sono pro e contro.

«Un aspetto favorevole è che se un gruppo nutrito, compatto del Pd si viene a costituire all’interno del consiglio e questo fa bene agli equilibri dell’amministrazione, allora io lo saluto con favore e sarei propenso ad un’operazione del genere. Ma se la definizione di un gruppo consiliare mette a repentaglio l’amalgama politico preesistente, allora direi che la questione può tranquillamente passare in secondo piano. Io continuo a pensare che l’amministrazione nata nel 2017 debba avere più una connotazione inclusiva di tutte le forze anche civiche e non solo politiche: l’equilibrio amministrativo, ripeto, ha la priorità assoluta».

Vabbè, sintetizziamo il concetto: il civico si lasca preferire alla “griffe”.

«Al momento sì, ed è sintomatico che questo lo dica un sindaco che è militante del Pd della primissima ora. Ma oggi mi rendo conto che è più importante, scusatemi se sono ripetitivo, l’equilibrio amministrativo per portare avanti il nostro programma elettorale».

A proposito di rimescolamenti interni, si parla di prove tecniche di intesa tra Ottorino Mattera e Maurizio De Luise, che potrebbero costituire un gruppo unico in consiglio comunale.

«Potrebbe essere un qualcosa che si manifesta: ne sarei felice, ma non so quali potrebbero esserne le utilità in generale per l’amministrazione. Ma vediamo cosa accadrà nelle prossime settimane…».

Cosa rispondi a chi sostiene che non c’è più la minoranza di una volta?

«La minoranza è diversa nella sua composizione e nelle personalità che la animano. Do atto che fa la sua parte, ha una funzione di pungolo e sprone per l’amministrazione specialmente quando porta avanti battaglie dialettiche costruttive e magari prospettando soluzioni utili e pratiche ».

In un territorio come il nostro, come si fa a parlare di sicurezza stradale senza rischiare di cadere nella “fiera dell’ovvio”?

«Noi ischitani abbiamo un rapporto non razionale e non responsabile con i mezzi di trasporto privati. Il nostro tessuto sociale non ha fenomeni marcati di malavita, ma abbiamo una tendenza a non rispettare in generale le regole che disciplinano i rapporti nella quotidianità e su questo eccelliamo nell’uso della macchina. Spesso guidiamo senza cintura, rispondendo al cellulare, rendendoci artefici di sorpassi laddove non sono consentiti, e poi negli anni sono stati aperti varchi di proprietà privata anche laddove non era consentito. Una serie di illegittimità e di comportamenti non ortodossi che finiscono per generare condizioni di scarsa sicurezza: ognuno di noi deve essere più coscienzioso, e poi le istituzioni evidentemente devono aumentare i controlli sanzionando gli abusi».

Poi c’è anche chi si mette al volante con qualche bicchiere di troppo, ma forse questo dipende anche dal fatto che Ischia è uno dei pochi paesi al mondo in cui l’utilizzo del taxi è “inaccessibile” per i residenti.

«Noi per quanto ci riguarda ci abbiamo provato e continuiamo a provarci. Anche di creare un servizio di trasporto collettivo che possa avere barriere di accesso più facilmente valicabili. In fondo i dieci euro a livello sperimentale per il territorio ischitano si poneva proprio questa finalità, ossia dotarsi di una tariffa più trasparente per mettere in condizione anche i nostri concittadini di poter rincasare senza essere costretti a mettersi al volante. Siamo all’inizio di un percorso, adesso la strada sembra impervia ma spero che presto cominci ad essere in discesa».

Due anni e spiccioli da sindaco sono un arco di tempo sufficiente per farti una domanda. Per che cosa rifaresti subito il sindaco e cosa invece ti ha pesato di più nel ricoprire una carica tanto importante?

«Di sicuro l’aspetto, che comunque avevo messo in preventivo, era quello che esercitando il ruolo di sindaco di un paese come Ischia avrei inevitabilmente dovuto sacrificare parecchio tempo agli affetti più cari, in primis alla famiglia, ai miei figli. Ma il motore, il propulsore, è il fatto che puoi lavorare quotidianamente con l’intento di migliorare il tuo paese e questo ti regala stimoli ed una voglia di andare avanti davvero notevoli».

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