Enzo Esposito, l’innovatore della politica procidana

Enzo Esposito è stato un uomo di spessore, disponibile, sensibile, preparato, profondamente innamorato della nostra isola. La sua vita politica, vissuta intensamente e con grande partecipazione, gli dava l’autorità di parlare con competenza di tutti gli argomenti politici ed amministrativi. Non faceva mancare a nessuno un parere, un consiglio, una prospettiva, una massima, un proverbio, un aneddoto. Ha portato nella politica procidana grandi vedute e sensibile innovazione. Per tanti anni è stato leader di un gruppo umano che ha rappresentato una buona e competente politica procidana. Riformista, popolare, generoso e buono, ha da giovane amato la politica ed è sempre stato disponibile per consigli e, talora, ammonimenti. Certamente va annoverato tra i politici importanti della nostra storia recente.
La Chiaiolella era il suo quartiere di riferimento. Qui, da giovanissimo, organizzava iniziative sportive su spazi improvvisati. Lo si incontrava anche alla Marina, in altre parti dell’isola e per lunghi anni a Piazza della Repubblica, dentro e fuori la sezione del partito socialista.
Al porto, al suo arrivo da Napoli, lo aspettavano sempre in tanti con le proprie lamentele, le proprie aspettative, i propri disagi, le personali valutazioni. E lui, per ognuno, aveva interesse, prospettava soluzioni, si affidava ad incoraggiamenti. Nel 1966 la sua prima esperienza politica da candidato con la lista del “Carroccio” del prof. Totonno Ambrosino. Un percorso politico di impegno e di idee culminato con la lunga militanza nel PSI. Un’ esistenza terrena di passione, di dedizione, di studio continuo, il tutto svolto a servizio della comunità procidana. Encomiabili le sue battaglie politiche ed istituzionali, prima dall’opposizione poi nella maggioranza. È stato sicuramente uno degli amministratori e dei Sindaci più amati dell’isola perché la sua vocazione lo ha fatto essere l’assessore ed il Sindaco di tutti e la sua porta era sempre spalancata per chiunque, amico o non amico politico.
Anche la sua formazione cattolica è stata alla base del suo impegno e della sua azione politica e sociale. Proveniente dalle ACLI (Associazione Cattolica dei Lavoratori Italiani) aveva, sulla fine degli anni ‘60, costituito qui a Procida il circolo delle ACLI. Successivamente, per non pochi anni, si è distinto per il suo impegno come Presidente della Caritas locale, aprendo il suo cuore a quelli con maggiore necessità. Attorno a lui e grazie ai suoi continui ed opportuni consigli ha saputo creare una moderna e lungimirante classe dirigente dell’isola e per i più giovani è stato un riferimento di formazione culturale e di seria militanza politica. Possiamo senz’altro dire che, per tanti, quella degli anni ’80 è stata una stagione di grande vivacità intellettuale e politica, di modernità, di rinnovamento e progresso, all’insegna della governabilità e dello sviluppo del nostro territorio. Il “Progetto Procida” da lui fortemente voluto, fondato su un turismo di tipo culturale ha resistito nelle enunciazioni principali anche negli anni successivi fino ad oggi.
Con lui Sindaco del Comune di Procida, il palazzo comunale è diventato la casa di tutti. In quel periodo viene dato ampio spazio a manifestazioni culturali, con grandi eventi che consolidavano la vera identità dell’isola e davano il primo vero impulso alla politica turistica del territorio. È stato senza dubbio un amministratore pubblico che nel corso del suo impegno politico ha privilegiato il fare piuttosto che l’apparire. Ha saputo coinvolgere le migliori competenze del territorio, sapendo bussare con discrezione ma con determinazione a quelle porte nelle cui stanze si poteva trovare disponibilità per contribuire alla crescita della nostra isola. Era diventato, negli anni, un punto di riferimento per tutti quelli che avevano bisogno di consigli, fonti, normative, atti amministrativi e tutto quanto necessario per viaggiare sul percorso della crescita umana, politica, sociale di Procida. Nella sezione socialista di piazza della Repubblica lo aspettavano sempre con grande interesse. Arrivava, dopo aver comprato prosciutto crudo e noccioline da Leonardo Coppola della salumeria vicino, per darli a tutti. Arrivava e metteva la sua preparazione e la sua concreta visione dei problemi al servizio di tutti e per tutti aveva parole di incoraggiamento e di esortazione all’ impegno serio e proficuo.
Ci piace ricordare che la sua non era l’idea che consolidava tanti campanili messi insieme, ma di un territorio che doveva insieme valorizzare tutte le sue eccellenze e proiettarsi in un futuro di consapevolezza e di scelte fondamentali. Di fronte a quella tenacia e a quella indubbia intelligenza che lo accompagnavano, anche quando non si era completamente convinti dei suoi atti e delle sue scelte, non si poteva non apprezzare la personalità che ne emergeva. E tanto più si era portati ad ammirarlo quando, con straordinaria lucidità, egli si impadroniva delle tematiche più diverse e ne faceva oggetto di opportuni e qualificati interventi.
E anche chi si scontrava, alla fine ne usciva con la ragionevole certezza di ricevere attenzione e rispetto per il futuro. Lodevoli i suoi innumerevoli tentativi di non prostrarsi agli interessi consolidati di gruppi e gruppetti del momento, utili solo ai beneficiari, dannosi e vessatori per la collettività. Voglio chiudere ricordando la sua grande passione per la musica classica e per gli eventi bandistici, a consolidare la passione che apparteneva alla sua dolce mamma.







