POLITICAPRIMO PIANO

Enzo Ferrandino e la sua eredità: «Il paradiso può attendere»

Lunga intervista al sindaco d’Ischia che glissa sul futuro dell’amministrazione ischitana ma lancia già segnali e un potenziale identikit per colui che dovrà essere il suo successore. Poi spazio a rotatorie e sicurezza stradale e soprattutto l’analisi del voto europeo con l’inevitabile passaggio sull’incidente del Rizzoli e una Sanità da rilanciare sul territorio isolano

Sembrerà banale ma partiamo dai lavori in corso per la nuova rotatoria a Ischia. Un’opera che forse sta passando sotto traccia ma si tratta di un altro passo avanti verso la regolamentazione del traffico, che a Ischia banale purtroppo non lo è mai…

«L’amministrazione comunale nella sua interezza ha posto e pone la sicurezza stradale e le tematiche legate alla razionalizzazione dei flussi veicolari lungo le nostre arterie una delle finalità principali sulle quali bisogna lavorare. Ed è proprio nell’ambito di un disegno più ampio che si innesta il progetto della rotatoria dell’incrocio cosiddetto di Sant’Anna, che prende il nome dalla vicina farmacia, dove sono iniziati finalmente i lavori per questa forma di regimentazione del traffico veicolare. Lo studio e il lavoro su quell’incrocio vede coinvolto un progettista che poi segue anche la direzione dei lavori: si tratta di un professionista bravo e preparato al pari della ditta, selezionata dalla commissione e che ha davvero tutte le carte in regola per poter lavorare bene e in tempi celeri. Riducendo, tra l’altro, al massimo quello che è il disagio per coloro che attraversano quei tratti di strada con i propri veicoli».

Come si snoderanno i lavori?

«Intanto, dicevo, sono iniziati poi è chiaro che si articoleranno in vari step. Adesso praticamente si è chiusa la bretella sul lato destro nella direzione proveniente da Barano, chi deve andare a Fondobosso trova lo svincolo un po’ più avanti. Sono previsti anche la realizzazione di alcuni tratti di marciapiede, alcune aiuole, un impianto di illuminazione pubblica così come quello di drenaggio delle acque piovane che è in quella zona è un altro tema da attenzionare perché comunque le quantità di acqua che si riversano su quei tratti stradali spesso sono significative».

Restiamo in tema di sicurezza stradale: si è battuto tanto per gli autovelox, che sull’isola sono stato oggetto di discussioni e pure di contenziosi giuridici, adesso paradossalmente il colpo di spugna potrebbe arrivare dal governo. Quanto l’amareggerebbe un epilogo del genere?

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«Siamo in attesa di una circolare interpretativa da parte del Ministero in relazione alle regole che sono state introdotte con la nuova modifica del codice della strada. Dalle avvisaglie che leggo e che stiamo seguendo e approfondendo sembrerebbe che in quanto a sicurezza stradale si sono fatti degli enormi passi indietro perché non sarebbe così scontata la permanenza dei sistemi di rilevazione della velocità sia lungo via Baldassarre Cossa che sulla Superstrada. Questo, inutile negarlo, mi amareggia non poco: ribadisco una volta di più, ove mai fosse ancora necessario, che la nostra non era una iniziativa finalizzata a conseguire lucro per le casse comunali ma che doveva mettere in condizione di far dormire sonni tranquilli soprattutto ai genitori quando i figli sono fuori casa. E devo dire che in parte c’eravamo anche riusciti, perché si era registrata una riduzione media della velocità di percorrenza di determinati tratti di strada. E a testimoniarlo c’è il riscontro che in questo lasso temporale che ha visto in funzione questi strumenti (gli autovelox, ndr) incidenti gravi non se ne sono più verificati. Sono numeri, e dunque nessuno li può confutare. Che dire, spero e speriamo di aver sbagliato nell’interpretare la natura restrittiva del provvedimento, augurandoci che invece nella circolare definitiva ci siano degli spunti per continuare a consentirci di tenere in vita e dunque in funzione questi autovelox».

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Prima di scendere nel dettaglio, ad una prima analisi, che cosa ha detto il voto europeo in termini di orientamento dell’elettorato isolano? In che cosa Enzo Ferrandino lo trova più o meno lineare e in che cosa ha trovato invece qualche spunto interessante o qualcosa di anomalo e sorprendente?

«Direi che c’è stata un’espressione di voto abbastanza conformata a quelle che erano le aspettative della vigilia. Abbiamo avuto questa forte affermazione del candidato locale, di Giosi Ferrandino, che Comune per Comune ha finito per riscuotere un buon successo, ottimo in alcuni casi e mi riferisco a Casamicciola e Ischia dove comunque molti concittadini hanno deciso di accordare la loro preferenza all’espressione locale. E’ uscito bene anche il PD, che è il partito di riferimento mio e di parte dell’amministrazione: su Ischia ha avuto un buon riscontro così come i candidati che erano sostenuti all’interno della lista. Ma in generale il Partito Democratico ha tenuto su tutta l’isola, ed ha tenuto bene. Anche la presenza del centro destra c’è stata, anche se non ha sfondato ed è chiaro che da uomo di partito guardo con simpatia a questo dettaglio: ma la performance in ogni caso è stato apprezzabile».

Ad Ischia c’è stato anche questo derby interno tra chi sosteneva il Pd e chi invece appoggiava a spada tratta la causa di Giosi Ferrandino…

«Sì, è vero, ma non è mancato nemmeno chi ha votato Fratelli d’Italia: insomma, alla fine tutto sommato, lo ripeto, è stato un risultato che ha risposto appieno a quelle che erano le aspettative. Certo, da un punto di vista personale dispiace per la mancata elezione di Giosi: so quanto sforzo – anche fisico – ha profuso in questa campagna elettorale. Deve rimanere contento per il risultato conseguito sull’isola, purtroppo dinamiche politiche che vanno un attimino più al di sopra non hanno creato i presupposti affinché potesse continuare questa avventura al Parlamento Europeo e di questo siamo tutti dispiaciuti».

Come cambia, se cambia, la geopolitica isolana dopo il voto europeo?

«Secondo me lo scacchiere resta immutato, sarebbe sbagliato immaginare che l’isola vada un po’ più a destra. A Forio, ad esempio, il centro destra ha conseguito un buon risultato figlio anche di un’amministrazione che ha una precisa caratterizzazione politica e dove il seguito riscosso nelle urne denota l’impegno profuso in campagna elettorale. Penso che Stani (Verde, ndr) possa essere contento del suo risultato, però bene o male poi nell’ambito della geografia politica isolana non registro scossoni a seguito del responso delle urne».

Non chiedo di fare nomi perché magari porta pure male, ma le elezioni regionali non sono poi così lontane: secondo Enzo Ferrandino l’isola avrà ai nastri di partenza uno o più cavalli possibilmente di razza?

«Credimi, non voglio evitare di rispondere, ma davvero è prematuro parlare di queste cose. Ci vuole tempo, gli eventi e gli scenari inizieranno a palesarsi decisamente più avanti».

E’ presto anche per parlare del futuro dell’attuale amministrazione comunale, ma è anche vero che anche sulla nostra isola abbiamo assistito a casi in cui l’attesa e il decidere di non decidere hanno avuto effetti deleteri. Ed è chiaro che a Enzo Ferrandino, leader di questa coalizione, oggi interessa sopra ogni altra cosa che la stessa continui ad amministrare il paese.

«Più che continuare ad amministrare il paese in futuro al sottoscritto ed agli altri amici dell’amministrazione, interessa che si possa operare e lavorare nel presente facendo cose nell’interesse della comunità che ci ha votato due anni fa. Ci vogliono ancora tre anni per concludere questa esperienza, questa seconda consiliatura. Per quello che succederà in futuro, è chiaro che molto dipendere dall’impegno di coloro che eventualmente nutrono giustamente una serie di aspirazioni. Devo essere sincero, intorno noto grande attivismo, voglia di fare, che sono poi elementi importanti, imprescindibili, determinanti nell’ambito di quello che sarà il processo che porterà a stabilire l’identikit di colui che dovrà svolgere la funzione e il ruolo di sindaco. E’ chiaro che questo aspetto finirà per far pendere e non poco l’ago della bilancia nell’ambito della scelta. Chiaramente ogni tipo di valutazione sarà fatta a tempo debito e soprattutto in squadra, insieme con tutti gli amici. Intanto preoccupiamoci di lavorare tanto e bene perché metteremo così i cittadini in grado di scegliere quando arriverà il momento di farlo »

Il concerto di Alex Britti sulla spiaggia di San Pietro è davvero una svolta attesa, finalmente Ischia utilizza una risorsa come gli arenili anche per finalità legate al divertimento e non era così scontato.

«E’ vero, è stata una scelta indovinata. D’altronde in tante altre località turistico-balneari d’estate si ricorrere a questi spazi per lo svolgimento di spettacoli. Noi sull’isola abbiamo il vantaggio e la fortuna di possedere degli arenili che hanno anche delle caratteristiche paesaggistiche di particolare pregio perché in ogni caso incastonati in tratti di costa molto belli e suggestivi. Ebbene, prendendo spunto anche da altri contesti, con gli amici dell’amministrazione abbiamo deciso di scegliere come location (andando decisamente fuori traccia rispetto a quanto successo in passato) l’arenile di San Pietro, che è molto ampio, altrettanto capiente e che quindi si presta anche in termini di sicurezza e di applicazione delle norme ad essa collegata. Ci sono i presupposti affinché chi parteciperà all’evento del 28 giugno lo possa fare in assoluta tranquillità, perché ci sono tutti i crismi per stare sereni. Ecco perché si tratterà di un appuntamento per grandi, piccini e pure famiglie. Ripeto, ritengo che optare per questa scelta sia stata una decisione davvero azzeccata».

Notizie meno buone arrivano sul fronte dell’ospedale Rizzoli, perché quello che è successo magari sarà anche frutto del caso, però forse rappresenta la punta dell’iceberg e non a caso la reazione dei sindaci isolani è stata dura e soprattutto condivisa.

«Stiamo parlando di uno dei tasti dolenti sul nostro territorio, ossia il servizio sanitario. Partiamo col dire che esiste una tendenza nazionale che va verso la privatizzazione e il depauperamento della sanità pubblica e questa è una direzione che assolutamente non condivido e non condividiamo e che ci vede ulteriormente danneggiati. Perché se sulla terraferma (dove è più agevole anche dal punto di vista logistico poter garantire il servizio pubblico) si annaspa, figuriamoci quando deve essere assicurato su un’isola che è endemicamente disagiata per le proprie caratteristiche. E poi…».

E poi?

«Noi paghiamo ritardi purtroppo sull’ampliamento dell’ospedale Rizzoli che è una struttura fondamentale per gli ischitani ma oggettivamente va ridefinito nelle dimensioni. Ci sono lavori che purtroppo languono nella loro realizzazione, esiste il problema di una serie di professionalità che si stanno approcciando alla pensione e che non vengono sostituite e mi riferisco tanto al personale medico quanto a quello paramedico. Questa difficoltà conclamata a riscontrare professionisti che vogliano seguire i nostri concittadini nelle dinamiche della salute è un ulteriore elemento che ci preoccupa non poco e non a caso in una nota congiunta con gli altri colleghi sindaci abbiamo inteso mettere su carta queste frustrazioni, portandole all’attenzione sia del governatore Vincenzo De Luca che del prefetto di Napoli Michele Di Bari. Insomma, siamo davanti a un contesto di criticità decisamente ampio, dove il crollo della controsoffittatura del Rizzoli rappresenta una situazione straordinaria. E’ un episodio comunque grave, che riaccende in maniera prepotente i riflettori su questa tematica: dobbiamo continuare a lavorare rivendicando per l’isola e gli isolani un servizio che sia al passo con una realtà come Ischia che cerca di migliorarsi. Ed è giusto che arrivino sotto questo aspetto risposte immediate, precise e concrete».

Quali sono le sue prime impressioni sulla stagione turistica in corso e anche sullo stato di avanzamento dell’attività della DMO?

«Per quanto riguarda la stagione turistica, ci troviamo dinanzi a una costante che si ripete puntualmente da qualche anno a questa parte. Mi riferisco alle condizioni meteo balbettanti e spesso caratterizzate da fine settimana piovosi o comunque uggiosi che non consentono di registrare i pienoni che storicamente nei periodi iniziali della stagione almeno sui ponti e nei weekend finivamo per collezionare. Dunque è come se si partisse ad handicap, in ritardo. A fare da contraltare però c’è il fatto che sempre negli ultimi anni la parte finale della stagione è caratterizzata da condizioni meteo molto positive, quindi l’auspicio è di recuperare nella “coda” quanto si è perso all’inizio. Per adesso diciamo a “bassa voce” che le presenze sono in aumento, lo stiamo appurando per il tramite della piattaforma paytourist che è il nuovo sistema di rilevazione per quanto riguarda l’imposta di soggiorno, ma che contestualmente ci offre anche un tratto di quelli che sono i flussi turistici in termini numerici, di paesi di provenienza, età, di analisi demoscopica. Uno strumento che ci mancava e che adesso ci consente di avere un osservatorio privilegiato sul mercato e sulle sue dinamiche. Questa è solo una delle tante attività che stiamo lanciando attraverso la DMO, in questi giorni stiamo ospitando diversi influencer di canali social come Instagram e Tik Tok la cui attività sta dando discreti risultati. Siamo contenti e soddisfatti di questo attivismo, così come dell’apertura dell’Infopoint in Piazzetta San Girolamo, che è un altro tassello che va nella direzione del miglioramento della qualità dei servizi da riconoscere a chi ci sceglie come luogo dove trascorrere le proprie vacanze»

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