Enzo Ferrandino e l’anno che verrà
Giunti quasi al termine dell’anno solare, lunga intervista con il sindaco d’Ischia che parla dell’attività amministrativa posta in essere, del presente e del futuro della DMO, dell’attività svolta da Legnini, di sicurezza stradale, elezioni regionali e altro. E sul suo successore si scopre ammettendo il gradimento del gruppo verso Gianluca Trani

L’anno solare 2024 volge ormai al termine. Posso chiederle un bilancio di questi dodici mesi e in particolare qual è il risultato più significativo che crede abbia conseguito la sua amministrazione? E che cosa invece avrebbe voluto realizzare entro l’anno e invece dovrà rinviare al prossimo?
«Il 2024 è stato un anno molto significativo per l’Amministrazione soprattutto sul fronte dei lavori pubblici, ma non solo. Dopo anni in cui si è lavorato per intercettare finanziamenti ed elaborare progettazioni che potessero avere un impatto significativo sullo sviluppo del territorio con l’obiettivo di risolvere problematiche ataviche, siamo finalmente giunti al momento dell’apertura dei cantieri. Penso alla Riva Destra, all’area di interscambio di Fondobosso, allo stadio Mazzella, alle scuole, alle palestre Scotti e Sogliuzzo; penso alla viabilità con il completamento delle due rotatorie e a tanti altri interventi che erano attesi da tempo e che stiamo finalmente realizzando. E già nei primi mesi del 2025 siamo pronti ad avviare altri cantieri, penso per esempio allo Spalatriello, allo stadio Rispoli, alla Piscina Comunale. Il risultato più significativo è sicuramente l’aver inaugurato il nuovo plesso scolastico Rodari demolito e ricostruito in appena 29 mesi. L’idea di aver avviato il rinnovamento dell’intera edilizia scolastica comunale ci inorgoglisce perché prendersi cura dell’istruzione dei nostri figli significa prendersi cura del futuro del nostro paese. Di contro avremmo voluto tempi più brevi per i lavori allo stadio Mazzella, così come sappiamo di dover accelerare sulla piscina comunale, sul teatro e su tutti gli altri cantieri da avviare. La macchina amministrativa è molto complessa, ed è facile aspettarsi che tutto venga fatto bene e in fretta. La realtà, però, è diversa e bisogna cercare di non dimenticare il passato e soprattutto da dove veniamo. Solo così risulterà più semplice sopportare qualche disagio pur di migliorare situazioni che legittimamente non erano più accettabili».
Il Natale anticipato ha voluto essere una risposta e un’attrattiva per convogliare economia sull’isola, anche da parte della stessa popolazione locale. Soddisfatto fin qui dell’esperimento, al netto di qualche manifestazione rinviata causa maltempo?
«Una sfida ambiziosa che siamo felici di aver intrapreso. In passato si diceva che non c’era programmazione e ci si riduceva sempre all’ultimo giorno. Invece, quest’anno, qualcuno ha detto che era troppo presto. Penso, invece, che portare gente in strada e in piazza in un periodo come novembre in cui tendenzialmente l’isola si accende, sia un qualcosa di positivo in primis per gli ischitani e poi per tutto l’indotto commerciale e turistico che però deve fare la sua parte. Tutti gli sforzi, altrimenti, risultano vani. Tra l’altro non abbiamo inventato nulla perché in tantissime località, turistiche anticipano il periodo natalizio. Dunque l’esperimento in generale ha funzionato e sta funzionando, dobbiamo però migliorare tanto e siamo pronti a farlo».
A proposito di Natale, questo quesito ce lo poniamo ad ogni giro di giostra. Il sindaco di Forio Stani Verde, ad esempio, è convinto che questa fascia temporale dell’anno possa avere appeal in termini di destagionalizzazione dei flussi turistici. Lei come la vede?
«Il Comune di Ischia e il Comune di Forio, così come anche gli altri comuni, stanno creando qualcosa senza precedenti e che è difficile trovare in altre realtà turistiche sia per numero che per qualità degli eventi e delle attività proposte, tutte concentrate in pochi chilometri. L’errore che purtroppo spesso si fa è quello di vedere contrapposte le due proposte facendo a gara a chi è più bravo e chi è più bello, quando invece bisognerebbe ragionare come un unicum e quindi avere la capacità di comprendere per il turista Forio e Ischia sono l’isola d’Ischia. Come dicevo in precedenza, l’impegno del pubblico nell’organizzazione di eventi e intrattenimento non è sufficiente per poter rendere attrattiva la destinazione. Occorre lavorare sull’offerta che in primis le attività economiche, siano esse ricettive, commerciali o ristorative, devono necessariamente rivedere. Non è più pensabile riaprire le attività solo a pochi giorni dal Natale perché altrimenti per quanto i comuni possano investire già dalla metà di novembre, con tutte le strutture chiuse difficilmente ci sarà un impatto significativo sul turismo. Su questo c’è ancora tanto da fare».
Si continua a discutere molto di DMO tra chi apprezza l’iniziativa del Comune di Ischia, chi ci trova qualche falla e chi invece ritiene non abbia svolto un’azione efficace ed all’altezza della situazione. Insomma, come al solito ci si divide sempre su tutto. Posso chiederle una riflessione ed un’analisi sull’operato e anche su quello che potrà portare in termini di vantaggi a Ischia in futuro?
«Il Comune di Ischia sta già beneficiando delle attività messe in campo dalla DMO. In primis per quanto concerne la programmazione, l’organizzazione, la promozione e soprattutto la realizzazione di tutti gli eventi che sul nostro territorio vanno da giugno a dicembre, oggi possiamo finalmente contare su una struttura operativa che permette di avere una gestione più efficace. La DMO, però, sta lavorando su tanto altro. Penso per esempio alla comunicazione e ai servizi digitali che si sta cercando di implementare attraverso i social e attraverso il portale Visit Ischia, il cui scopo è quello di far orientare il turista tra esperienze, punti di interesse e attività in grado di trasmettere la vera immagine di Ischia. Siamo contenti delle visite registrate dall’infopoint in Piazzetta e siamo pronti ad aprirne un altro sul porto, così come grazie alla dotazione di Paytourist abbiamo creato i presupposti per avere un aggiornamento costante sui flussi turistici e soprattutto una maggiore vigilanza sugli introiti dell’imposta di soggiorno. Si sta realizzando anche materiale promozionale cartaceo (brochure, cartine) spesso richieste dai turisti che magari non amano il digitale e siamo stati al fianco delle associazioni di categoria quando ci hanno chiesto supporto per fiere e campagna pubblicitarie. La DMO però funziona bene quando c’è una collaborazione fattiva e costante tra pubblico e privato, occorrono più proposte e progetti, insomma maggiore concretezza. Il futuro è questo e non a caso la Regione Campania è pronta a varare una legge sulle DMO, per la quale a nostra DMO e quella di Amalfi sono state prese come modello e lo testimonia la mia personale presenza a riunioni e incontri tenuti con l’Assessore Casucci insieme a tutte le DMO che sono pronte a nascere sul territorio. Altro che esclusi».
Negli ultimi tempi sembra consolidarsi la sinergia tra sindaci e amministrazioni locali su una serie di tematiche e questioni. E’ davvero così lontana e impossibile l’ipotesi non del Comune Unico ma almeno dell’unificazione di una serie di servizi?
«E’ un qualcosa che già avviene grazie ad un rapporto di stima e collaborazione che vanno oltre l’aspetto strettamente istituzionale tra tutti e sei i sindaci. Si può essere favorevoli o contrari al comune unico, ma oggettivamente non è questo il tema. La differenza la fanno le persone, la visione e la sensibilità di chi amministra e ha il compito di decidere su questioni di interesse collettivo».
L’attività di Legnini nella ricostruzione di Casamicciola sta interessando, con una serie di mirati interventi, anche l’isola nella sua interezza? Quanto crede che l’isola possa capovolgere il punto di vista e diventare magari modello in termini di messa in sicurezza?
«Il Commissario Giovanni Legnini sta svolgendo un lavoro eccellente da quando opera sulla nostra isola. Ha saputo comprendere in poco tempo le necessità e le problematiche di un territorio che ha peculiarità difficilmente individuabili altrove. Lo ha potuto comprendere proprio perché dall’alto della sua esperienza in tanti territorio, si è ritrovato davanti ad una realtà complessa. La sua determinazione, unita alla sue capacità e soprattutto alla credibilità di cui gode da parte del Governo, ci permettono di avere un interlocutore di spessore il cui operato ha un impatto non solo sui territori colpiti dal sisma e dall’alluvione, bensì sull’intera isola. In un recente passato abbiamo avuto altre emergenze e le differenze rispetto a situazioni del passato, grazie all’operato di Legnini, sono state enormi. Il rischio idrogeologico è un problema nazionale, Ischia oggettivamente sta facendo passi in avanti e sì può diventare un modello».
Per l’EVI il 2024 è stato l’anno di un cda intercomunale, un cambio di rotta rispetto al passato. Cosa attendersi in termini di sviluppo e investimenti da un ente fino a qualche tempo fa frenato dallo stato di liquidazione?
«Stiamo lavorando con le altre amministrazioni per un progetto di rilancio della gestione dei servizi affidati all’EVI per quanto riguarda l’acquedotto e le fognature. Siamo in una fase di rifondazione e il 2025 sarà un anno cruciale da questo punto di vista».
E’ passato un altro anno e i depuratori sono in un caso rimasti fermi al palo e in due ancora alla fase progettuale. Ma non sarebbe il caso a questo punto di ricorrere a qualche soluzione alternativa?
«Al momento non vedo nel concreto soluzioni alternative. Bisogna ricordare che la realizzazione dei depuratori è commissariata e la competenza è in capo al Governo. Noi stiamo continuando l’attività di pungolo e sensibilizzazione con gli enti sovracomunali al fine di far riprendere lavori al depuratore di San Pietro e spero che il 2025 possa essere anno decisivo».
Andiamo all’attualità strettissima. Subiaco capitale del Libro, sinceramente sperava che Ischia potesse farcela?
«Speravamo in un risultato diverso, ma il fatto di essere tra le prime sei su venti partecipanti non è un risultato da poco. Poi alla fine vince solo uno e non vorrei mai essere nei panni di una giuria chiamata comunque a valutare tanti progetti validi. Noi siamo orgogliosi del lavoro svolto dal Ceic, dalla Biblioteca Antoniana e da tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di un progetto che custodiamo e che, magari, potremmo finanziare in altro modo. Dobbiamo focalizzarci sull’attenzione che l’Amministrazione di Ischia continua a riservare alla cultura e in questo caso al libro. L’iniziativa, per altro, coinvolgeva realtà di tutti i comuni isolani. Siamo pronti a rilanciare il progetto alla prima occasione utile, non ci arrendiamo».
La sicurezza stradale è un tema che le è sempre stato particolarmente a cuore. Posso chiederle quali iniziative si possono adottare oltre alle rotatorie e, soprattutto, dopo l’ormai acclarata bocciatura degli autovelox da parte del governo centrale?
«Lavorare sull’educazione stradale, sulla cultura e sulla sensibilità dei cittadini soprattutto giovani è fondamentale. Tutte le altre iniziative sono deterrenti ma non sono la soluzione. Tanto si sta già facendo nelle scuole, possiamo però fare di più e anche come Amministrazione stiamo per intraprendere iniziative di sensibilizzazione già a cominciare dai bambini. In generale credo che dobbiamo lavorare per una riduzione dell’uso dell’auto, incentivare i cittadini a mobilità alternative e rompere questo attaccamento viscerale che l’ischitano ha con l’auto. Noi lo stiamo facendo con le strisce blu, con le ZTL, con sei scuolabus disponibili per i nostri ragazzi (iniziativa senza precedenti),con Zizì, con l’area di interscambio a Fondobosso. Dispiace per la demagogia che il Ministro Salvini ha rivolto al tema degli autovelox mettendo al primo posto il consenso popolare e non la sicurezza dei cittadini, una sceltamente francamente deprimente. Si richiedono di continuo più controlli quando ci sono incidenti mortali e poi con tanta ipocrisia ci si lascia condizionare da un’opinione pubblica sbagliata rispetto alla necessità di avere sul nostro territorio rilevatori della velocità. Sull’isola abbiamo un modo tutto nostro di interpretare il codice della strada, onestamente siamo molto indietro».
Con quale occhio guarda alla possibile spaccatura all’interno del Pd tra chi sostiene il “De Luca ter” e chi invece come la Schlein non vuol proprio sentir parlare di questa ipotesi?
«De Luca ha lavorato bene e i risultati del suo operato sono sotto gli occhi di tutti. Gode del supporto di una fetta consistente di cittadini e ha saputo tenere la barra dritta in una regione complicata come la Campania per altro anche in un momento difficilissimo come quello della pandemia. Penso che le spaccature non facciano mai bene a nessuno, tuttavia a perderci di sicuro non sarebbe il Presidente Vincenzo De Luca».
Sono ormai trascorsi due anni e mezzo dall’inizio del suo secondo mandato, siamo arrivati al giro di boa e quindi la domanda adesso è davvero calzante: i tempi sono maturi per individuare il suo successore, posso chiederle chi è?
«Come ho raccontato c’è tanto lavoro da fare e siamo impegnati su tanti fronti. Dopo anni di impegno e di sacrificio la priorità è dare un’impronta positiva per il futuro del paese. Di tutto il resto ci occuperemo nei modi e nei tempi giusti.Comprendo le ragioni giornalistiche della domanda, ma parlare di investiture ufficiali a due anni e mezzo dalle prossime elezioni amministrative è sicuramente precoce e prematuro. Però posso dire che ultimamente pure ho notato con favore delle pubbliche esternazioni di simpatia, più di un paio per la verità, nei confronti del presidente del consiglio comunale di Ischia che sono significative».
Prima di congedarla, il suo augurio natalizio e di buon 2025 con i relativi auspici alla cittadinanza ischitana e isolana in genere.
«Auguro a tutti i cittadini di poter riscoprire la bellezza e la gioia del Natale da condividere con le persone che vogliamo bene. La felicità spesso la si ritrova nelle piccole cose, in piccoli gesti, in momenti semplici. Ritornare all’essenziale e ai sentimenti autentici. Il Natale è sicuramente il momento ideale per prendere coscienza di ciò che conta veramente in questo dono speciale che è la vita».
A proposito, lei sotto l’albero cosa vorrebbe trovare la mattina di Natale?
Un mondo più unito e soprattutto più umano, magari più buono.










