CRONACA

Enzo Ferrandino: «Ischia regge la seconda ondata di covid, ma serve prudenza»

Il sindaco d’Ischia in un’intervista a Il Golfo spiega la situazione legata alla diffusione del contagio sul territorio isolano sottolineando come i numeri siano ancora sotto controllo. Poi non mancano le preoccupazioni per un’epidemia che però non accenna ad arrestarsi

L’emergenza Covid sta implodendo ancora una volta anche se sull’isola pare tutto sommato abbastanza contenuta. In questo momento un sindaco raccomanda prudenza o cos’altro?

«Dopo un’estate col pienone a Ischia I casi sono stati pochi, siamo stati fortunati ma anche brevi mettendo in atto una serie di iniziative. La stagione è stata positiva, eccezion fatta per alcuni comparti del commercio non alimentare e l’ospitalità tradizionale. Ma ora serve l’aiuto del governo»

«Bisogna partire da una riflessione, legata a quella che è l’economia di una realtà come l’isola d’Ischia. Viviamo di turismo, e il turismo c’è ed è prolifico laddove esiste una percezione di sicurezza sanitaria. Per fortuna, le dinamiche tuttora in corso sono ancora sotto controllo, non abbiamo un’emergenza vera e propria e in ogni caso non si registrano episodi significativi eccezion fatta per alcuni piccoli focolai familiari ma anche in queste circostanze abbiamo avuto modo di constatare che le persone coinvolte assumono atteggiamenti retti e corretti rispetto a quelle che sono prescrizioni e protocolli da parte dell’Asl. Però…».

Però?

«Comunque dobbiamo stare in campana e assumere atteggiamenti responsabili, perché ci troviamo nella seconda fase dello sviluppo di questa pandemia, che peraltro era stato largamente preventivato. La Campania e la provincia di Napoli purtroppo negli ultimi tempi sono particolarmente flagellate dal fenomeno, colpa anche di una elevata densità abitativa e quindi gli indici di pericolosità sono certamente maggiori».

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La Campania è stata turisticamente la regina dell’estate, e questo chiaramente non ha giovato visti gli arrivi da ogni parte d’Italia e non solo. Ischia è stata la regina della Campania eppure tutto sommato sta tenendo botta in termini di contagi. C’è da prendersi meriti o è stata soprattutto se non esclusivamente questione di fortuna?

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«Le carenze dell’ASL in termini di comunicazione? Stiamo attraversando fasi eccezionali che sospingono le strutture organizzative a ritmi di lavoro inimmaginabili. Ci sono procedure che vanno affinate, sono convinto che riusciremo in maniera sinergica a mettere determinati aspetti a posto»

«I casi sono stati veramente pochi, in questo c’è da riconoscere una quota di fortuna ma anche una parte di bravura. E’ vero, in determinate aree del territorio non sono mancati gli assembramenti, però sono state poste in essere una serie di iniziative sia nelle attività private sia nel pubblico e mi riferisco ad esempio agli stabilimenti balneari ed agli arenili liberi (dove l’amministrazione ha profuso notevoli sforzi per garantire sicurezza e rispetto delle regole). Sì, bisogna riconoscere che tutto sommato ci è andata bene, l’estate è stata positiva se si considera il periodo di apertura anche se ci sono stati comparti che hanno beneficiato poco di una stagione anomala e mi riferisco al commercio non alimentare così come l’ospitalità tradizionale che ha balbettato un po’ rispetto agli standard abituali. E’ un momento particolare, serve un aiuto del governo centrale, la comunità europea sta prospettando l’immissione di risorse, è chiaro che dovremo farci trovare pronti nel progettare qualcosa in grado di favorire lo sviluppo dei nostri territori».

E’ giusto dire, a proposito delle iniziative del governatore Vincenzo De Luca, che quello della chiusura delle scuole è stato un mezzo “autogol”?

«Noi abbiamo una platea che sulla questione esercita una grossa pressione. Quello che succede ed è successo quando si è parlato di positivi o presunti positivi nella sfera dei nostri plessi scolastici ha suscitato un notevole livello di attenzione da parte dei genitori. Insomma, voglio dire che si è creata una doppia esigenza, quella di garantire ai giovani il diritto allo studio e nel contempo tutelare la loro salute. Contemplare tutto è un po’ difficile: sia il governo che la Regione stanno lavorando nell’ottica di trovare il giusto equilibrio tra i reciproci e contrapposti interessi, ma mi piace ricordare che chi è chiamato ad adottare decisioni certamente lo fa nell’interesse dei nostri figli e della nostra collettività e vorrei che questo punto di partenza non fosse mai dimenticato, anche quando sembra che i provvedimenti possano presentare sbavature. Va anche sottolineato che le misure adottate da marzo ad oggi dalla Regione ci hanno sempre consentito di affrontare questa fase con una riduzione al massimo di quelli che sono i danni».

Parliamoci chiaro, è evidente che una nuova primavera di incertezza metterebbe in ginocchio l’Italia e ancor di più una realtà come Ischia, dal momento che il clima di incertezza certo non favorisce il turismo.

«Per la nostra economia c’è da sperare che l’incubo termini entro la primavera. Una seconda estate come quella del 2020 non riusciremmo a reggerla. Tra vaccino, eventuali cure efficaci e altro, c’è bisogno che la scienza faccia ci metta in condizione di poter sorreggere il sistema e far ripartire tutto al meglio quanto prima»

«Per la nostra economia non ci resta che sperare che tutto quello che sta succedendo termini al massimo entro la primavera. Una seconda estate come quella vissuta nel 2020 non riusciremmo a reggerla da un punto di vista economico. Tra vaccino, affinamento di eventuali cure efficaci e altro, c’è bisogno che la scienza faccia del proprio meglio per metterci in condizione di poter sorreggere il sistema e far ripartire tutto al meglio quanto prima».

Cosa ti convince più e meno del nuovo DPCM?

«L’andamento dell’economia e la sua tutela sono una componente ormai imprescindibile ed emerge in maniera chiara anche dalle misure adottate nell’ultimo decreto. Ci sarebbe bisogno di una maggiore propaganda delle rilevanze scientifiche, in modo tale da far comprendere a tutti quello che è il momento difficile che stiamo andando ad affrontare. Perché anche da questo possono scaturire consapevolezza ed atteggiamenti più responsabili da parte di tutti. A mio avviso questo aspetto è fondamentale. Per il resto convengo col presidente dell’ANCI e sindaco di Bari quando ha parlato di una grossa scorrettezza istituzionale da parte del Governo nell’ambito della stesura del DPCM, perché non si possono ribaltare sugli enti locali una serie di compiti senza fornire loro gli strumenti e le risorse adeguate, perché alla fine così stanno le cose. E poi…».

E poi?

«Si dice ad esempio che la movida genera assembramento e questo capita anche nelle località turistiche e particolarmente nel periodo di alta stagione. Bene, per fare maggiori controlli servono uomini e mezzi adeguati, e il governo centrale in casi del genere non può delegare al prossimo e girarsi dall’altra parte».

L’impressione è che in una serie di comunicazioni e relazioni con le autorità, l’Asl non sia stata sempre celere ed efficace. Che idea ha maturato a riguardo il sindaco d’Ischia?

«Stiamo attraversando fasi eccezionali che sospingono le strutture organizzative a ritmi di lavoro che erano e restano inimmaginabili. Credo che questo sia all’origine di una serie di carenze che in termini di comunicazione si finiscono per avere. Ci sono delle procedure che vanno affinate e migliorate, sono convinto che con determinazione da parte di tutti riusciremo in maniera sinergica a mettere determinati aspetti a posto».

Si è parlato di implementazione dello smart working per i dipendenti pubblici.

«Come amministrazione stiamo organizzando delle forme di lavoro che tendono a limitare la presenza del personale nella casa comunale, ma garantendo sempre degli standard qualitativi dei servizi offerti ai nostri cittadini».

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Un commento

  1. Tra poco colate a picco quando i contagi aumenteranno e la colpa sarà del mancato distanziamento sociale di quest’estate. Lo smart working lo fa chi lavora.

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