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Enzo e la giunta: «Azzerare tutto per dare linfa al progetto politico»

C’è stato il battesimo con il consiglio comunale inaugurale, anche se è stato tutto un po’ surreale. Nel senso che, non me ne volere, quello che è accaduto prima ha fatto scendere in secondo piano un momento pur istituzionalmente significativo. Saranno anche leggende popolari, ma si racconta che la domenica notte si sia andati a dormire con la giunta ancora in alto mare e poi sia apparsa come per incanto lunedì mattina…

«Questa è una percezione che immagino si possa avere dall’esterno, rispetto a quelli che sono stati gli accadimenti. Nel caso di specie, nell’ultima settimana si sono fatte una serie di riflessioni e valutazioni che ci hanno portato ieri a presentare la giunta che avete conosciuto. E’ stata una decisione meditata, che ha guardato decisamente alle finalità tratteggiate nell’ambito del programma elettorale “La BellaIschia”. Ho messo il turismo davanti a tutto, cercavamo professionalità che potessero darci una mano soprattutto in questa direzione».

Ma allora se proprio il criterio di scelta doveva essere questo, perché aspettare fino all’ultimo secondo?

«Molti si stanno concentrando sull’aspetto legato alla tempistica. In verità, la concezione è relativa: ricordo che anche la prima giunta del 2007 fu soppesata. Non credo che dinanzi a un lasso di tempo di cinque anni siano importanti i dieci giorni in più o in meno, quanto piuttosto che la scelta sia di qualità e poi nel tempo possa dare i suoi frutti».

Parole che sembrano andare in controtendenza con chi parla di una giunta che “profuma” di provvisorio…

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«Questo lo dico con grande serenità, è una giunta composta da personalità di spessore che meritano di avere il tempo di esprimersi al meglio e svolgere compiutamente funzione e ruolo che gli ho attribuito. Però devo anche dire la verità: io sono un politico, ed è innegabile che auspico che la politica riacquisti i suoi spazi e i suoi ruoli e quindi…».

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Aspetta un attimo, capiamo meglio cosa vuoi dire quando affermi che la politica deve riconquistare i suoi spazi. Sembra un messaggio criptico.

«Ma no. Oggi stiamo vivendo un momento di forte caratterizzazione tecnica, e quindi ho voluto coinvolgere figure che nei campi che maggiormente mi interessano possano dare il meglio di se stessi. Ma sono anche convinto che una volta che l’azione amministrativa sarà ben inquadrata…».

Si potrà ragionare con una staffetta con la componente politica?

«Si potrebbe anche ragionare su questo, ma adesso siamo nel campo delle ipotesi. Tutto andrà verificato, ma posso dirti che la giunta d’ora in avanti opererà con grande determinazione e forza».

Perché ogni tanto riappare sempre l’ombra di Giosi Ferrandino quasi come fosse uno spettro dal quale guardarsi?

«Giosi è il sindaco dell’amministrazione uscente, che ha lasciato il segno nel paese e nell’attività amministrativa. In più, è stato uno degli alleati che mi ha sostenuto in questa campagna elettorale che si è conclusa con la nostra vittoria lo scorso 11 giugno. A giusto titolo, e al pari degli altri, è giusto che partecipi all’attuale contesto politico».

Cosa c’è di vero che la presidenza del consiglio attribuita ad Ottorino Mattera sia stato anche un escamotage per farsi più amico un soggetto notoriamente vicino all’ex sindaco?

«Io penso, conoscendo Ottorino, che siamo davanti ad una persona libera e scevra da ogni forma di condizionamento. La scelta è ricaduta su di lui perché nell’ambito del gruppo di maggioranza gli sia stata riconosciuta una militanza di lungo corso. Abbiamo cominciato assieme nel 1994, addirittura nel 1998 fummo eletti contemporaneamente io, lui e Agostino Mazzella: curioso che oggi ci ritroviamo ad essere rispettivamente sindaco, vicesindaco, e presidente del civico consesso. Non ci sono assolutamente le motivazioni che tu mi dici, il gruppo si è espresso in maniera univoca. Dirò di più, la stessa minoranza ha condiviso la designazione di Ottorino, al punto che lo stesso è stato eletto per acclamazione e dunque all’unanimità. Mi piace anche sottolineare che il primo consiglio è stato all’insegna della pacatezza, atteggiamenti del genere sono certo che ci porteranno a lavorare al meglio e nell’interesse della collettività».

Pasqualino Migliaccio, Luca Spignese, Rosanna Ambrosino, Giovanni Sorrentino: ci sono personaggi e interpreti della politica ischitana che dalla composizione della giunta si aspettavano un epilogo diverso, anche perché direttamente interessati.

«Certamente sono delle intelligenze con spiccata sensibilità politica che meritano un coinvolgimento nell’azione amministrativa ed io sono convinto che gli spazi si genereranno. Lo stesso discorso vale anche per Titti Lubrano Lobianco, giusto per fare un altro nome. Tra l’altro io, ad integrazione della giunta, intendo avvalermi anche di miei consiglieri personali in specifiche materie. Già in sala consiliare ho presentato Gina Menegazzi, che mi aiuterà su turismo e cultura».

Turismo di cui il sindaco ha tenuto la delega, e questo appare un messaggio abbastanza chiaro.

«Ritengo che in un territorio con una vocazione come la nostra, chi ha la massima responsabilità amministrativa debba seguire in prima persona questa materia. Io, come detto, mi avvarrò della cosiddetta “commissione BellaIschia” caratterizzato da presenze e intelligenze che provengono dal mondo del turismo».

La maggioranza è ancora numericamente sostanziosa, ma certo non è quella bulgara del 2012. Cosa potrà comportare tutto ciò?

«Mi limito a dire che la maggioranza odierna è quella che prevede la legge, guardando al risultato che è uscito dalle urne. La scorsa volta superammo il sessanta per cento e dunque la storia era decisamente diversa. Credo che ai fini dell’azione amministrativa cambierà ben poco, anche perché sono ben chiari gli obiettivi che ci siamo prefissati e che sono stati ampiamente condivisi dalla coalizione. Che, dunque, non avrà grossi problemi nella sua azione di governo».

Facciamo un salto indietro. In tutta sincerità, qual è stato il momento spartiacque in cui Enzo Ferrandino ha detto: no giunta politica, sì alla giunta tecnica e quali sono state le motivazioni che ti hanno portato a fare questa scelta?

«Il momento clou, decisivo, è stato quello in cui ho percepito che per mandare avanti al meglio il progetto politico “La BellaIschia” c’era bisogno di un attimo di azzeramento e di rilancio con degli occhi anche nuovi e diversi dei protagonisti per poter interpretare quanto ci eravamo prefissati in campagna elettorale. Resto dell’idea che oggi Ischia abbia bisogno di questo, c’è stato un istante in cui ho percepito che una giunta tecnica si faceva decisamente preferire rispetto ad un esecutivo a connotazione prettamente o addirittura esclusivamente politica».

Quanto cambia, in termini di programmazione (anche in consiglio si parlava di un paese sotto certi aspetti in preda all’anarchia), diventare sindaco in piena estate piuttosto che in autunno o inverno?

«Cambia e pesa tantissimo. Ci troviamo con la stagione in corso e quindi sarà molto difficile porre rimedi o adottare provvedimenti risolutivi su certe problematiche. E’ vero che però sin da subito ci saranno delle circostanze che potenzialmente possono essere significative, ed una di queste è l’avvio del funzionamento delle telecamere a tutela delle zone a traffico limitato».

A proposito, ma quando entreranno in vigore?

«Dovrebbe accadere già ad agosto. Così già avremo una normalizzazione del caos. Altri elementi saranno rappresentati dall’introduzione delle strisce blu, anche perché fanno parte della medesima procedura concorsuale delle telecamere».

Una volta te lo chiesi off record, stavolta lo faccio durante un’intervista. Si farà in modo di offrire agli ischitani alternative all’utilizzo dell’auto, ovviamente degne di tal nome?

«Già abbiamo fatto un primo passo con l’introduzione della linea 15 dell’Eav, che collega i parcheggi periferici con la ztl del Corso. Questa è specifica per coloro che frequentano le spiagge o lavorano negli alberghi, così potranno arrivare al lavoro senza portare le auto nel centro del paese. E’ un primo tentativo, ammetto che sia timido, ma è un provvedimento sperimentale che dovrà rientrare all’interno di un sistema articolato che finirà col rendere più vantaggioso lasciare l’auto a casa preferendo di rimando i mezzi pubblici».

Quando si parla di BellaIschia, al netto delle iniziative che intraprenderà l’amministrazione, si parla inevitabilmente di un cambio di mentalità da parte di noi isolani. Ma non credi che ne siamo davvero lontani, tutti indistintamente?

«All’atto della presentazione della giunta, ho spiegato che la BellaIschia non è soltanto un programma ma una filosofia che deve essere condivisa da tutti i cittadini. Dobbiamo imparare e riappropriarci della bellezza che abbiamo intorno. Noi stessi, nella quotidianità, perdiamo di vista questo aspetto: viviamo nella terra più bello al mondo, dobbiamo riacquistarne la consapevolezza e contestualmente esserne orgogliosi. Se ognuno di noi lavorerà per preservare meglio quanto il Padreterno ci ha donato, le cose non potranno che andare meglio. E’ chiaro che noi che abbiamo l’onere e l’onore di amministrare il paese dobbiamo intraprendere azioni che vadano nella direzione di esaltare le bellezze di Ischia. Ce la metteremo tutta, profondendo il massimo sforzo possibile in questa direzione».

Gaetano Ferrandino

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