Era latitante, arrestato Salvatore Langellotto
Conosciuto sull'isola come il "re dei fanghi" nel periodo immediatamente post frana, è stato acciuffato dai carabinieri a Villa Literno dopo un lungo inseguimento. Deve scontare 7 anni di reclusione

Arrestato il “re dei fanghi“ . I guai per Salvatore Langellotto non finiscono mai. Ieri a Villa Literno, in provincia di Caserta, i carabinieri di Napoli, dopo complesse attività di indagine delegate e coordinate dalla Procura generale di Napoli, hanno arrestato il latitante Salvatore Langellotto , 56enne di Castellammare di Stabia. Conosciuto sull’isola di Ischia come il “re dei fanghi” nel periodo immediatamente post frana, è stato acciuffato dai carabinieri. Scene poliziesche che riportano alla ribalta l‘uomo, noto imprenditore della provincia partenopea, che aveva una condanna a 7 anni, 6 mesi 18 giorni di reclusione. Il latitante è stato bloccato dagli investigatori dell’arma dopo un lungo inseguimento avvenuto in Villa Literno. Una volta catturato, è stato trovato, in possesso di un documento di identità contraffatto, sequestrato dai carabinieri e arrestato in flagranza di reato.
Nuove grane, dunque, per Salvatore Langellotto, che a ben vedere non si smentisce mai, specie dopo essere stato protagonista ed uomo ombra della rimozione dei fanghi e delle terre post alluvione di Ischia. L’imprenditore di Sant’Agnello, prima dell’arresto di ieri, di recente era stato raggiunto da interdittive antimafia e due arresti, è finito poi sotto la scure del Prefetto. Ditte in odore di camorra riconducibili all’imprenditore edile Salvatore Langellotto, il pregiudicato di camorra noto per la benedizione religiosa dei suoi camion impiegati su Ischia avvenuta sul piazzale antistante la chiesa di Sant’Agnello in costiera sorrentina. Come vi abbiamo raccontato Langellotto era già stato sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari per due diverse vicende: l’aggressione all’ambientalista del Wwf Claudio d’Esposito e lo stalking ai danni del cronista del Fatto quotidiano Vincenzo Iurillo. Tutto avvenne, proprio, al culmine della bufera sollevata dal caso Langellotto, la Sma Campania, soggetto attuatore dei lavori dell’emergenza post alluvione a Ischia. Il latitante risultava dipendente della Gf Service srl operativa nei cantieri per la rimozione e lo smaltimento dei detriti e il trasporto su terraferma: l’imprenditore risultava dipendente con compiti di addetto alla logistica e lavorava sull’isola verde da mesi. Poi la vista ischitana del Prefetto di Bari, l’accesso straordinario ai Cantieri post frana ed al Cantiere Pio Monte di Casamicciola Terme con l’inchiesta della DDA ancora in corso e su cui vige il massimo riserbo.






Attestato ma domiciliari o Poggio Reale ?