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CRONACA

Esame di maturità tra mascherine e distanziamento sociale, la parola ai docenti ed ai maturandi

Per il professore Castagna: «L’esame è sempre un’emozione. Anche dopo 22 anni». Davide Laezza non ha rinunciato alla notte prima degli esami prima della maturità classica

La pandemia non ferma gli esami di Stato. Le modalità degli esami sono diverse per l’emergenza Covid, ma le ansie, le paure ed i timori dei ragazzi restano immutati. Anche per gli insegnati quest’anno l’esame ha un sapore diverso.

La voce degli insegnanti

Davide e friends

«Il primo esame di maturità da insegnante l’ho fatto nel 1998. Sono ventidue anni, quindi, che siedo dietro la cattedra, e quest’anno tutto è stato diverso». A dircelo Giovan Battista Castagna insegnante di Meccanica e Macchine all’Istituto ‘Cristofaro Mennella’.  «Tornare a scuola dopo tre mesi (l’ultima volta era stato il 26 febbraio) è stato emozionante. L’ultima lezione l’ho tenuta dal vivo quando faceva ancora freddo e nessuno di noi immaginava ciò che sarebbe successo nel mondo. Per questo tornare in classe è stato davvero emozionante». Ed effettivamente in tre mesi è davvero cambiato il mondo. Ma non c’è solo l’emozione per il ritorno a scuola. «È proprio l’esame di Stato, in sé, a dare una carica emotiva sempre nuova», spiega ancora Giovan Battista Castagna. «Ogni anno, per me, quando esamino i ragazzi, ritorno indietro nel tempo. Ricordo il mio esame di Stato che allora era l’esame di maturità». Cambia il nome, ma non la sostanza. «Per questo ogni anno, mi colpisce sempre vedere i ragazzi preoccupati, prima dell’esame, e rilassati e contenti, dopo la prova. Ogni anno, quindi, ogni esame di stato, è per me un momento di crescita e formativo». Ma quest’anno è davvero tutto diverso. «Stamattina (ieri per chi legge ndr) come ieri (mercoledì ndr) incontrare i ragazzi è stato un tuffo al cuore. Un’emozione unica. Ma dopo aver vinto il momento emotivo, abbiamo dato inizio ad esaminare i ragazzi», conferma il docente. Tra mascherine, termoscanner, percorsi obbligati e distanziamento sociale, la prova, si è svolta serenamente. «In tanti – spiega ancora Castagna -mi hanno confessato che hanno sentito la mancanza della scuola. Effettivamente tutti abbiamo sentito la mancanza della normalità». E continua: «Sia chiara una cosa: l’esame, malgrado la pandemia, non è una formalità. Nessuno ha regalato niente ai ragazzi. Gli alunni vengono consapevoli che devono sudarsi l’esame e stanno studiando davvero tanto. Molti hanno presentato dei lavori in formato digitale molto elaborato forse perché hanno avuto più tempo per preparare i propri lavori». E conclude Castagna che sarà impegnato anche oggi come nei prossimi giorni per gli esami di Stato: «Il Covid ha provocato tanti disastri, a partire dalle migliaia di vittime, ma c’è un pregio: ha unito tanti ragazzi nella consapevolezza di essere parte di una comunità. Gli alunni stanno svolgendo gli esami grazie all’aiuto di tutti: dalla famiglia, ai docenti senza dimenticare tutti coloro che lavorano nel mondo della scuola. E sono consapevoli che la pandemia ed i loro esami di Stato, tra qualche anno, saranno nei libri di storia».

La voce degli alunni

Fabio Pilato

L’esame di stato del 2020 trova i ragazzi cambiati ma comunque consapevoli. Piccoli-grandi uomini e donne che si sono trovati a crescere tutto d’un tratto, e ad affrontare qualcosa a cui nessuno, soprattutto loro, era preparato. Una voce critica è quella di Fabio Pilato che ieri ha sostenuto l’esame di Stato presso il liceo statale di Ischia e parte del sindacato studentesco ‘Unione Degli Studenti’ che si sofferma su una parola su tutte: tranquillità. Quella che è mancata su tutta la linea «specie per chi ha perso un familiare per colpa dei virus, chi ha avuto esigenze particolari o difficoltà nell’approcciarsi con la didattica a distanza». Per Fabio Pilato «Solo un mese fa abbiamo saputo le modalità di svolgimento dell’esame. E questo ha destabilizzato tante persone». Ovviamente, questo, non riguarda solo l’isola di Ischia al netto del fatto che nessuno pensava di potersi ritrovare dinanzi ad una situazione simile. «La verità – continua Pilato – è che tutte le esigenze particolari (legate a chi ha avuto difficoltà con la didattica a distanza, ad esempio), non sono state prese in considerazione dal Governo e dal Ministero dell’Istruzione». Ieri è stato il giorno dell’esame di Stato anche per Davide Laezza. «Ci tenevo a vivere, come i miei compagni, a vivere il ‘classico’ esame di Stato con i miei amici ed insegnanti. Purtroppo, la pandemia, però, ce l’ha negato», confessa. È mancato il contatto diretto, ma non l’entusiasmo per l’esame. «Il primo impatto – spiega Davide – è stato strano. Non andavo a scuola da tre mesi e varcare nuovamente la soglia è stato davvero particolare. Per fortuna, poi, ci hanno pensato i docenti a rompere ogni indugio e mettermi a mio agio per sostenere l’esame. Ovviamente metterci a nostro agio non significa che l’esame sia stato semplice. Tutt’altro». E confessa Davide: «Inizialmente pensavamo un po’ tutti che la pandemia fosse venuta in “nostro aiuto” per rendere più semplice l’esame di Stato. Ma così non è stato». Al posto della prova scritta, infatti, quest’anno l’esame ha previsto solo un colloquio orale che è però diviso in cinque fasi per una durata complessiva di circa cinquanta minuti.  Gli studenti hanno dovuto fornire alcuni materiali prima della discussione orale quali un elaborato di indirizzo e la relazione sull’alternanza scuola-lavoro. Nella prima fase del colloquio, il candidato ha discusso il suo elaborato su un argomento delle materie di indirizzo, che sono le stesse individuate dal Ministero per la seconda prova. Subito dopo si passa all’analisi di un breve testo di letteratura italiana già oggetto di studio durante il quinto anno. La scelta del testo non è ovviamente concordata con lo studente, come invece molti dei maturandi del 2020 avevano sperato. Si tratta infatti di una scelta compiuta dalla commissione sulla base del programma di studi stilato ben prima dell’esame, nel Documento del 30 Maggio 2020. Dunque la discussione sarà come sempre a sorpresa, sempre però circoscritta agli argomenti oggetto delle lezioni dell’ultimo anno di liceo. Il terzo atto è forse il più temuto: una discussione interdisciplinare su un argomento assegnato dalla commissione. L’ultimo step prima dell’ambito diploma, è l’interrogazione sulle attività di Cittadinanza e costituzione. Davide ha presentato un elaborato di Latino e Greco sul tema dello straniero spaziando tra Socrate e Tacito. Poi Italiano con un’analisi del testo e stilistica di Saba ed infine ‘Il Manifesto del Partito Comunista’ con Storia e Filosofia. Davide ha presentato anche un piccolo trattato sul Covid per non abbandonare il tema di attualità. Adesso è pronto a lasciare l’isola ed iscriversi alla facoltà di Scienze Politiche alla Sapienza a Roma. Le ultimi notti per Davide sono stati insonni «Anche la notte prima degli esami ho studiato. Ovviamente non ho rinunciato alla mia ‘notte prima degli esami’ ed al classo rituale del maturando perché l’esame di Stato, seppur vissuto in questa atmosfera così particolare è un’esperienza unica che resterà indelebile nella mia vita».

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