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Esami al via: cari ragazzi, ne porterete il ricordo nel cuore

Cari ragazzi, so che questo è un momento in cui tutti voi (anche quelli che in cinque anni non hanno studiato con la necessaria continuità, anche quelli che hanno cercato solo, ogni anno,  di strappare una stentata promozione alla classe successiva, anche quelli che con ritardo hanno compreso il valore di quanto veniva proposto come oggetto di studio) vivete un momento di tensione, consapevoli di affrontare una prova la quale – anche se sembra aver perso nel tempo gran parte delle antiche caratteristiche che ne facevano un terribile “spauracchio”  –  viene vista comunque come una di quelle prove che si vogliono superare nel migliore dei modi possibili, ma più per se stessi che per gli altri. Comprendo la vostra ansiosa attesa dell’ordine in cui dovrete presentarvi agli orali, comprendo i vostri timori per quanto potrà accadere nei prossimi giorni: timore per la imprevedibilità delle prove scritte, timore di non saper affrontare su argomenti impegnativi un dialogo  con persone del tutto sconosciute, timore di non riuscire a riferire adeguatamente quanto si è cercato di assimilare con costanza nel tempo o – in qualche caso – di mettere insieme affannosamente negli ultimi mesi.

L’esame che dovrete affrontare è, purtroppo, un esame concepito e attuato in modo decisamente discutibile. Starà a voi fare sì che, nel corso di esso, venga emergendo quanto avete costruito nel tempo per prepararvi ad affrontare con motivazione e serietà gli studi universitari e la professione che sceglierete. Vi auguro di uscire da questa prima prova importante contenti di voi stessi, contenti di averla saputa affrontare nel modo giusto. Vi auguro che un giorno questi esami facciano parte dei vostri ricordi più belli, vi auguro di poterli ricordare come un momento in cui ciascuno di voi ha dato  il meglio di sé.

Mi auguro che in questi anni abbiate vissuto l’esperienza scolastica non come un arido accumulo di nozioni in vista di una valutazione a volte opinabile, ma come lo svolgersi nel tempo di un’attenta riflessione su contenuti e problematiche; mi auguro che la scuola abbia svolto pienamente il suo compito, quello di fare di voi uomini e donne capaci di disporsi di fronte alle scelte che la vita impone con spirito critico, realismo e concretezza, senza però rinunciare ad agire – e spesso a lottare con decisione – per ciò che si crede giusto. Oggi molti (troppi!) giovani, dopo il loro percorso di studi, sono costretti a cercare altrove quelle condizioni di lavoro e di vita negate nel nostro paese. Anche se un domani dovrete compiere in tal senso scelte difficili, talora dolorose, non perdete mai la fiducia in voi stessi, credete in ciò che vi proponete di costruire, resistete anche quando ci sarà qualche momento di scoraggiamento, non arrendetevi mai. Siate coraggiosi e forti: la vita vi premierà.

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