CULTURA & SOCIETA'

Esposizione artistica nel vicoletto di San Gaetano a Forio

Sulla nostra isola sono poche le attività in questo periodo così complesso, ma tra quelle di cui possiamo parlarvi c’è la “collettiva di pittura” di Roberto Manzi

Per via del covid le occasioni di eventi e manifestazioni sono sempre più rare e questo, senza ombra di dubbio, pregiudica la nostra vita quotidiana perché avvertiamo tutti la differenza rispetto a prima. Sulla nostra isola, però, la bellezza è di casa e anche in un momento del genere è possibile parlare di temi che possono tenerci la mente occupata per alcuni istanti. In questo senso, l’esposizione curata da Roberto Manzi presso il vicolo di San Gaetano a Forio sembra essere un’occasione per poter ammirare opere di grandi artisti che in passato hanno vissuto sulla nostra isola o che, comunque, hanno avuto a che fare con Ischia. Abbiamo lavori di Aldo Pagliacci, Bolivar, Eduard Bargheer, Peperone, Giovanni De Angelis, Mario Mazzella e tanti altri che sicuramente sanno colpire l’attenzione dello spettatore. Parliamo di artisti che hanno reso grande soprattutto Forio negli anni ’50 e ’60. All’epoca il comune turrito era un centro culturale davvero importante dal momento che l’intellighenzia di quel periodo si riuniva al “Bar Internazionale” di Maria Senese. L’esposizione, aperta il 13 ottobre, per il momento non ha una data di chiusura precisa in modo da dare la possibilità a chi vuole di organizzarsi al meglio. Per una più precisa idea dell’evento abbiamo intervistato Roberto Manzi, curatore della mostra:

Come è nata l’idea di creare questa esposizione e quali sono le opere presenti?

«L’idea è quella di creare un polo di intrattenimento durante questo periodo post-estivo che inevitabilmente vede una diminuzione dell’interesse per la nostra isola. Credo che sia importante porre l’attenzione su temi come la pittura e l’arte in generale, soprattutto in periodi difficili come questi in qui il peso della quotidianità si fa sentire. Per quanto riguarda le opere che abbiamo qui esposte credo che si trattino di lavori davvero interessanti per le firme che portano. Basti pensare ad Aldo Pagliacci, Eduard Bargheer, Giuseppe Patalano in arte Bolivar, Peperone, Giovanni De Angelis, Raffale Di Meglio in arte Monnalisa, Mario Mazzella e Bruno Landi. Ci sono poi opere di artisti svedesi e tedeschi poco conosciuti, ma che hanno raffigurato angoli della nostra isola con grande bravura. Uno su tutti sicuramente Arrigo Wittler che per vent’anni ha soggiornato tra Ischia e Procida realizzando schizzi e opere vere e proprie che raffigurano le nostre zone e anche la costa caprese. Spero davvero che il visitatore possa ritenersi soddisfatto dopo la visita e spero che venga apprezzato l’impegno per la realizzazione di questa collettiva di pittura».

Tutte le opere hanno a che fare con Ischia?

«La maggior parte di esse ha a che fare con la nostra isola, mentre altre sono esposte per una mia scelta personale che è quella di ricreare la memoria storica del nostro territorio. Mi piace andare a ricercare le nostre radici, gli aspetti più caratteristici che possono riportare alla luce il nostro passato. Con sacrificio e spirito di volontà cerco di organizzare eventi come questo che danno la possibilità a tutti di godere di opere davvero uniche. Credo che la pittura, come qualsiasi altre forma artistica, possa davvero darci una mano a superare i momenti difficili e le brutte notizie che ci arrivano per via del momento storico particolare che stiamo vivendo».

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Quali sono gli orari di apertura?

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«Sulla locandina non ho messo gli orari di apertura, ma il mio obiettivo è quello di garantire una quotidianità nei prossimi giorni. Fino alla festività di tutti i Santi io ci sarò solo il martedì, mentre negli altri giorni altre persone della mia famiglia apriranno la mattina e il pomeriggio senza, però, un orario preciso. Io comunque resto a disposizione per concordare un giorno in cui posso far visitare l’esposizione dando tutte le informazioni sulle opere presenti».

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