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Ex Jolly, tutte le verità sul parcheggio delle bugie

Ci sono troppe contraddizioni nella vicenda del Parcheggio ex Jolly, che devono essere evidenziate. La strategia del Comune nel ricorso al TAR e poi al Consiglio di Stato è degna di forti censure. L’amministrazione di Ischia, ha mostrato una irresponsabile spregiudicatezza, nel produrre atti che fanno a cazzotti tra loro e forse solo per miracolo non avranno ripercussioni su cittadini, che con il Parcheggio non c’entrano nulla, anche se non in regola con la normativa sugli scarichi. L’obiettivo di questa amministrazione era quello di dimostrare che la falda termale superficiale, presente nella zona parcheggio (quella termo-minerale della ex Concessione Paludi, di 62 ettari) era completamente distinta da un’altra ipotetica falda profonda, dalla quale attingevano i Concessionari limitrofi, che quindi non sarebbero stati danneggiati dai lavori. Ed ecco le due diverse strategie messe in campo.

La Prima strategia per il TAR: Dimostrare che l’acqua superficiale non è termale, quindi diversa da quella Termale emunta dai concessionari, avvalendosi di una perizia corredata di analisi, che francamente, non avrei mai avuto il coraggio di produrre, come hanno fatto, anche se fatta da un Professorone. L’acqua fu definita OLIGOMINERALE e come ebbi modo di scrivere, la cosa era PALESEMENTE FALSA!  Intervenni spiegando che era una indegna enormità: Leggo che il Laboratorio di parte del Comune, che ha effettuato le analisi di questa acqua, ha rilevato un residuo fisso inferiore a 200 mg per litro, caspita! Ho preso una bottiglia di acqua minerale San Benedetto (acqua oligominerale che bevo) e ho visto, che sull’etichetta della stessa, è indicato un residuo fisso di 225 mg per litro, superiore a quello della falda (154/196 mg/L) davvero stupefacente! A quel punto è bastato leggere tutta l’etichetta e fare un raffronto elementare, che può fare anche un bambino  come mio figlio (che Dio lo scansi e liberi dai politici ischitani e dai loro tecnici); ebbene, sull’etichetta si legge un valore di conducibilità elettrica  di 322 μS/cm, mentre per l’acqua della falda, nelle analisi di parte, mostra una conducibilità elettrica arrotondata, tra 4500 e 5000  μS/cm! NON ESISTE AL MONDO UN ACQUA CON UN RESIDUO FISSO DI 154/196 mg/L  E UNA CONDUCIBILITA’ ELETTRICA DI 5000  μS/cm!  Numeri…. Danno i numeri! La conducibilità dipende dai sali disciolti, quindi NUMERI IMPOSSIBILI!” Ma tutto passò in silenzio, di fronte a Giudici che niente ne capivano, ma è così che funziona.

La seconda strategia, per il Consiglio di Stato, il massimo della spregiudicatezza: Dimostrare che l’acqua superficiale TERMALE  ha un forte inquinamento batterico, a differenza di quella TERMALE emunta più in profondità dai concessionari, priva di tale inquinamento. Eh si, perché dalle analisi, oltre che evidenziarsi una forte carica microbica, con streptococchi fecali e coliformi, si evince però, che trattasi di ACQUE TERMALI MINERALI. Ora, delle due l’una: chi è che ha certificato il falso? OLIGOMINERALE uso TAR o TERMALE uso C.D.S.? Ma per ora tralasciamo, per toccare un punto focale (verrebbe da dire FECALE), che è quello della ricerca di tale inquinamento, indicato dall’EVI nella presenza di 341 utenze non allacciate in fogna, in prevalenza pozzi a perdere (pozzi neri). Palla al balzo, che l’Ufficio Lavori Pubblici del Comune, raccoglie con destrezza, per mettere nero su bianco, che il fatto “conferma ulteriormente la netta separazione dei due strati (?) dovuta alla presenza nella stratigrafia del terreno di un ulteriore strato poco permeabile che di fatto isola la parte superficiale, dalla parte più profonda del suolo nella quale è presente la falda termale.” Altro salto in avanti, privo di prove scientifiche, ma tralasciamo per ora anche questo.

Soffermiamoci invece sul fatto, che questo utile sputtanamento fecale, rivela la pluriennale violazione del REGOLAMENTO COMUNALE PER LA DISCIPLINA DEGLI SCARICHI DI ACQUE REFLUE IN AREE NON SERVITE DA PUBBLICA FOGNATURA” (art. 1 comma 250 Legge Regione Campania n. 4 del 15 marzo 2011)

Approvato con delibera di Consiglio Comunale n.10 del 1.03.2012

Che all’Art. 31 prescrive:

– POZZI NERI –

  1. È vietata l’adozione di pozzi neri per lo smaltimento degli scarichi domestici e

assimilati;

  1. I pozzi ancora in esercizio dovranno essere sostituiti con gli impianti appropriati a

norme del presente Regolamento.

  1. L’utilizzazione dei pozzi neri è consentita in deroga, solamente se a servizio di

locali in cui non vi sia la distribuzione idrica interna, con dotazione non superiore a 30/40

lit./giorno pro capite.

La domanda è PERCHE’? Siamo nel 2018 e dal 2012 chi doveva controllare e mettere le cose a posto, non lo ha fatto… Perché? Eppure sono passati 5 anni, nei quali si è fatta anche la RICCA METANIZZAZIONE, per dirne una, ma della merda nessuno se ne è occupato, dai pozzi neri, alla sciagurata vicenda del Depuratore. Pagliacci, che ora, pur di portare avanti quest’inutile opera, mettono tutti nella merda. Ne esce danneggiata anche l’immagine del termalismo…. POZZI NERI? MA BRAVI, quanta attenzione!

Nelle Analisi riprodotte in copia, i valori di una incredibile contaminazione batterica di origine fecale, basta guardare i valori di riferimento. I prelievi furono fatti alla profondità di 3,10m e 3,70m. Ciò non toglie, che a 2m le cose cambiano di poco. Una curiosità sulla quale soffermarsi: “temperatura alla fonte 34,8°C” INSOMMA, I CONCESSIONARI NON ERANO PAZZI, L’ACQUA TERMALE SOTTO IL PARCHEGGIO, C’E’ ECCOME!

Ora quel terreno di scavo, chiaramente inquinato, –  dopo avere sicuramente fatto le analisi prescritte, per la caratterizzazione e il test di cessione –  viene trasportato attraverso i Comuni di Casamicciola e Lacco Ameno, fino a Forio, dove, come ho già scritto è  utilizzato nei lavori di realizzazione del nuovo muro di contenimento di Via G.Mazzella, come riempimento tra muro e costone, trasportato da camion (idonei?) di tre ditte diverse. Tutto si può fare, anzi, fare, disfare e brigare.

L’ultima considerazione, prima accantonata, la faccio sulla falda Termale. Tutta questa storia ci insegna, che la falda termale superficiale c’è e che non è stato provato, ma solo supposto, senza prove, che questa falda è diversa e separata da quella utilizzata dai Concessionari, che emungono acqua termale a oltre 30 metri. Infatti, come ho già spiegato, “UNA COSA È LA PROFONDITÀ DEI POZZI E UN’ALTRA IL LIVELLO DELLA FALDA, cosa che molti sanno per esperienza diretta, compreso tutti gli idraulici specializzati dell’Isola Necessariamente il pozzo di emungimento, se non altro, per motivi “idraulici” deve essere profondo, tanto da garantire una certa quantità di acqua al di sopra della pompa posizionata nel pozzo (altezza di battente), tenendo conto anche dell’abbassamento della falda conseguente all’emungimento (cono di depressione). In parole poverissime, c’è bisogno necessariamente di molti metri di acqua al di sopra della pompa. La diversa composizione delle acque termali più profonde è sicuramente riconducibile a fenomeni di infiltrazione di acqua marina, presente a quella profondità e il fatto che non sia presente inquinamento microbico, è dovuto al potere filtrante del suolo, una sorta di filtro biologico, con azione tampone e di trasformazione di materiali e sostanze.

Tante bugie, tanto casino, vere e proprie invenzioni, pur di ottenere lo scopo, fino allo sputtanamento dei pozzi neri, per realizzare un opera costosa e di impatto, che offrirà 40 posti auto in meno, rispetto al parcheggio preesistente, che poteva essere “ristrutturato” con molto meno impegno. Solo due domande: Chi passerà un guaio per i pozzi neri? Interverrà qualcuno o sono tutti vergognosamente venduti?

Augusto Coppola

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