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Ex parcheggio Anas, Conte: «Impossibile realizzare il depuratore»

In una dettagliata relazione l’ingegnere spiega perché il progetto non potrà superare le verifiche di legge, a meno di non voler ripetere lo scenario della collina di San Pietro

Impossibile realizzare il depuratore nella zona dell’ex parcheggio Anas. È la tesi sostenuta dall’ingegner Giuseppe Conte, argomentata in una relazione protocollata al Comune di Casamicciola. Conte è convinto, e lo spiega con dovizia di riferimenti tecnici, giuridici e amministrativi, che il depuratore non potrà mai essere realizzato in quel punto, e che il progetto definitivo non potrà superare le verifiche previste per legge, in quanto non è possibile che gli Enti Pubblici preposti alla tutela dei tanti vincoli che insistono sull’area prescelta approvino tale progetto, a meno che non si voglia ripetere lo stesso scenario del depuratore posto sulla collina di San Pietro a Ischia. Il riferimento è al depuratore progettato nel 1997 che risulta tutt’ora incompiuto: se venisse completato, per essere messo in funzione, si dovrebbe aspettare la realizzazione del completamento della rete fognaria e la separazione delle acque termali. Del resto la stessa cosa succederebbe ai depuratori da realizzare a Forio e Casamicciola.

Di conseguenza, come spiega Conte, sarebbe evidente il danno arrecato alle casse erariali dello Stato, la cui responsabilità patrimoniale potrebbe essere posta in capo a tutti i soggetti che hanno agito in nome e per conto della pubblica amministrazione che, pur essendo consapevoli delle innumerevoli criticità enunciate nello stesso progetto di fattibilità tecnica ed economica, avrebbero consentito il prosieguo delle attività progettuali.

L’ingegner Conte stigmatizza la decisione del Commissario straordinario alla depurazione, dottor Giugni, di prendere atto della necessità di “prevedere il completamento del sistema fognario depurativo dell’isola”, pur sapendo che non ha senso parlare di depurazione senza il completamento della rete fognaria dell’isola e la separazione delle acque termali. E visti i tempi di realizzazione, è lecito invece pensare che i depuratori sarebbero realizzati molto prima della rete fognaria. I depuratori, in via di progettazione o già con i lavori avviati (anno 2005), dovrebbero raccogliere in tre punti delle zone costiere di Ischia, Casamicciola Terme e Forio le acque reflue di tutta l’isola che giungerebbero al mare tra squarci e gallerie ramificati in un rocambolesco percorso lungo le alture, gli avvallamenti e le riviere, senza sapere se è possibile separare le acque termali da quelle reflue e come e dove smaltirle. Si ripeterebbe lo stesso scenario del progetto speciale per il disinquinamento del Golfo di Napoli, il famoso PS3, che prevedeva un complesso sistema fognario con un unico impianto di depurazione da realizzarsi nel Comune di Forio con la messa in opera di una galleria sotterranea in partenza dal porto di Ischia fino a Forio. I lavori iniziarono nel 1976 e furono interrotti nel 1978.

Senonché, il RUP ha chiesto al Commissario Straordinario Unico l’autorizzazione all’avvio della riprogettazione della scogliera esistente per la necessità di integrare il progetto definitivo per “fatti imprevisti ed imprevedibili”. Nonostante le perplessità espresse da Conte sulla fattibilità tecnica ed economica del progetto, la variante è stata approvata “in sanatoria”, non si sa fino a che punto legittima.

Ebbene, come sostiene l’ingegner Conte, tale variante del servizio di Ingegneria non può essere giustificata per “fatti imprevisti ed imprevedibili”. Infatti, era ben noto che l’area oggetto di intervento fosse soggetta a pericolosità con rischio tracimazione/inondazione in quanto previsto nel piano Piano Difesa Coste ed evidenziato nei calcoli di predimensionamento effettuati dalla Tecnosistem, per cui la progettazione delle scogliere doveva essere oggetto del progetto di fattibilità tecnica ed economica e non del progetto definitivo e quindi non poteva essere sottoscritto da parte del RUP il verbale di avvio alla redazione del Progetto Definitivo, come ben specificato nella relazione generale del progetto di fattibilità.

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Nella relazione di progetto infatti si legge che la RTP Tecnosistem S.p.A (società mandataria) ritiene, quindi, che non è possibile procedere alle successive fasi progettuali se prima non venga rimosso il vincolo del Piano Difesa Coste con la progettazione e la costruzione di un’opera a protezione del Depuratore e dell’area di parcheggio. Pertanto la riprogettazione delle scogliere non può essere inclusa nell’ambito di un progetto definitivo, ma sarebbe opportuno verificarlo mediante un progetto di fattibilità Tecnica ed Economica. Parliamo inoltre di una zona, come quella della Litoranea, interessata diffusamente da fenomeni di instabilità dei versanti, e bisognerebbe tener presente l’opportunità di opere di mitigazione del rischio idrogeologico.

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Conte elenca anche una serie di criticità, una di ordine economico: per la realizzazione di tutte le opere ricomprese nello scopo del lavoro occorrerebbe un finanziamento stimato in € 56.256.208,61. Invece, il finanziamento pubblico di € 43.034.911,00 assegnato dal CIPE non consente di realizzare tutte le opere necessarie per la piena copertura in termini di collettamento e depurazione dei due comuni. Per altro, tale finanziamento e il conseguente importo stimato dei lavori di € 31.373.260,00, secondo quanto riportato nella stessa relazione di progetto, non è sufficiente nemmeno al conseguimento delle condizioni di superamento dell’infrazione comunitaria. Inoltre, l’area di intervento è interessata da un’importante falda termominerale con temperature anche maggiori di 40°C. Infine, non sono disponibili e analizzati i dati che permettono una definizione dettagliata del modello geologico delle aree marine interessate dalla condotta di scarico a servizio del depuratore.

Alla luce di tali rilievi, l’ingegner Conte ritiene, senza ombra di dubbio, che il depuratore non potrà mai essere realizzato nella zona ex parcheggio Anas e che il progetto definitivo non potrà superare le verifiche previste per legge.

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