LE OPINIONI

Ex teleposto a Lacco Ameno, lettera aperta al sindaco

Nicola Lamonica scrive a Giacomo Pascale dopo che la struttura sembra destinata a passare nelle mani dei privati. Ma l’attivista non ci sta e spera ancora che il bene rimanga pubblico

Egregio signor sindaco, A seguito della nota dell’Agenzia del Demanio regionale del 04/10/2020, che Lei Sindaco si accinge ad impugnare, siamo alla fine di un sogno? No, non penso! Quello che fa rabbia in questa vicenda riguardante l’acquisizione al patrimonio comunale di Lacco Ameno dell’ex teleposto di Monte Vico è che la decisione conclusiva sta nelle mani della Magistratura e non dalla politica e mi riferisco a quella di ieri che si è dimostrata debole, se non complice e servile agli interessi di un privato. Il Teleposto non è un capriccio, né un dispetto a qualcuno; esso resta un punto di riferimento per qualcosa di più ambizioso!

Un faro per rilanciare l’economia del paese e dell’isola nella discontinuità dando senso e spazio alla cultura anche come ingrediente a sostegno dell’economia. La nobile azione amministrativa della sinistra lacchese di fine anni ‘80, capeggiata dal socialista Tommaso Patalano – intorno al quale è giusto qui richiamare alla memoria tra i primi un Suo fedele collaboratore comunista Francolino Taliercio che ebbe la sensibilità di accogliere l’istanza relativa al complesso militare di Monte Vico che veniva dalla Lega per l’Ambiente e quella del Dipartimento di Meteorologia ed Oceanografia dell’Ist. Tecnico Nautico “ Francesco Caracciolo” sede staccata di Forio – trova ancora una sua valenza culturale nella destinazione di ieri per accogliere e completarsi oggi nella istituzione di un “Centro di Ricerca e di formazione Ambientale”; una scelta oggi sostenuta da un mondo più ampio della cultura e della scienza, dal rinnovato e rafforzato ambientalismo culturale che qui si richiama e che ho l’onore di rappresentare1 in uno agli obiettivi scientifici dell’Area Marina Protetta e della Stazione Anton Dohrn che ha sull’isola un suo riferimento attivo ad Ischia Porto.

Una destinazione ed una struttura, quella dell’ex Teleposto di Monte Vico, che ha anche un valore di supplenza nella ricerca sulla geodinamica dell’isola in attesa del ripristino dell’Osservatorio di Casamicciola Terme. E il caso vuole che oggi sia Lei, Giacomo Pascale nelle vesti di Sindaco – un figlio di detta scuola di cui ero docente – a portare avanti con decisione e determinazioni la volontà amministrativa espressa con delibera nel 1988, sia pure potenziata e rapportata alle esigenze degli anni 2020. Un impegno pesante che ha bisogno di lealtà e lungimiranza che non Le mancano anche per far avanzare nuove dee di gestione del territorio, nel superamento di una politica vincolistica e l’avvio di una programmazione e gestione che sia aperta anche alle esigenze locali e dell’isola e che non trascuri il contesto ambientale circostante; e lasciami dire che dopo l’acquisizione dell’ex teleposto è giusto guardare avanti con la istituzione del Parco di Pithecusa che con il Suo impegno può diventare una bella realtà!

Ma oggi non si può sbagliare, come è accaduto con il Sindaco Carmine Monti che nel 2014 già aveva, e spero inconsciamente, un feeling con il padrone dell’area circostante all’ex teleposto, se è vero (come ho appreso in un incontro istituzionale) che ha rifiutato/ignorato/ o compiuti atti sbagliati (senza ricredersi poi ! ) perché l’ex teleposto non venisse assegnato a titolo gratuito al patrimonio comunale; non si può usare la superficialità, se non l’atteggiamento irriguardoso e padronale di un Commissario prefettizio (Ida Carbone) che sul caso specifico (in due occasioni: 13/07/’20 e 20/07/’20) rifiuta addirittura un incontro richiesto con pec con lo scrivente in rappresentanza de La Stanza/spazio sociale dell’isola d’Ischia ed altri, ignorando oltretutto, come è richiamato nelle lettere invito, un ruolo interlocutorio e propositivo che veniva affermato dal Sub Commissario Chianese di Simonetta Calcaterra ; non si può condividere un Ministero dei Beni Culturali che non solo rinuncia ad un suo ruolo promozionale dell’uso del bene, dopo avene riconosciuto il valore storico-culturale, ma ne autorizza la vendita e si lascia così coinvolgere ed infangare dall’iniziativa commerciale del bene; non si può accettare la freddezza dell’Agenzia del Demanio che con la sua nota del 4/11/2020 agli atti del Comune di lacco Ameno esprime insensibilità e sciocca burocratizzazione del proprio ruolo allorquando, di fronte ad un ragionevole giustificato e caloroso appello da parte Sua, caro Sindaco, nulla fa per venirLe incontro;

eppure la meritoria richiesta di procrastinare ogni iniziativa definitiva/ conclusiva della gara era ed è legata a dare un tempo istituzionale all’Ente Comune – rinnovato nella sua guida politico-amministrativa per effetto di sofferte recentissime elezioni – per poter onorare un proprio impegno elettorale, che ha la condivisione ed il sostegno del voto del popolo di Lacco Ameno; né, d’altra parte, è concepibile che una nota dell’Agenzia del 25/10/2019 rivolta alla Regione Campania, alla Città Metropolitana di Napoli ed al Comune di Lacco Ameno (precedente all’emissione del bando di vendita), venga ignorata a cuor leggero e non riesca a mettere in moto meccanismi virtuosi se non altro per l’acquisizione di una conoscenza specifica dell’evento prospettato; non si può concepire l’insensibilità, l’apatia, l’indifferenza dei Ministri dell’Economia, dell’Ambiente e Beni Culturali di fronte ad un’interrogazione parlamentare, del 29/01/2020 della Sen. Loredana De Pretis che ancora non ha avuto alcuna risposta istituzionale; né è concepibile che una segnalazione del 15 sett. 2020, inviata dallo scrivente tramite pec alla Soprintendenza ABAC dell’area metropolitana di Napoli da parte di VAS/ Circolo Metropolitano, trovi un’indegna indifferenza.

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Tutto ciò va superato con senso di responsabilità che ognuno ed ogni Ente deve assumere sempre, in ogni circostanza, privilegiando il vantaggio della collettività al beneficio del privato. Tanto premesso, è l’ora di dare un senso compiuto all’azione politica dei cittadini di Lacco Ameno! Ed è a loro, in particolare, che si deve rivolgere perché il loro voto non venga sciupato, poiché il loro voto sull’ex Teleposto pubblico, non ridotto ad una dependance di una struttura alberghiera, è un programma non dichiarato apportatore di vita e ricchezza per il territorio che non può essere messo in discussione né dall’intolleranza burocratica, né dagli interessi di parte. Caro Sindaco, vada pure avanti con la Sua Amm.ne e maggioranza e non trascuri di intercettare i tanti che nel paese e nel Consiglio sia pure nel silenzio Le sono vicino sulla tematica perché insieme a Lei sentono la grossa novità per la cittadina di Lacco Ameno; il dovere di sostenerLa per dare una svolta concreta al paese ben utilizzando le potenzialità e le idealità che esso dispone

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NICOLA LAMONICA

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