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“Famiglia Cristiana” e la vignetta choc: una cattiva lezione di giornalismo

Se ci fosse un riconoscimento per premiare il vignettista più mediocre della storia, siamo certi che quest’ultimo andrebbe senza alcun dubbio a Pier Aldo Vignazia, l’illustratore che collabora con la nota rivista cattolica “Famiglia Cristiana”. Per l’ultimo numero del settimanale, il vignettista genovese ha realizzato un’illustrazione riguardante il terremoto che nella serata del 21 agosto scorso ha messo in ginocchio Casamicciola e Lacco Ameno e che, purtroppo, ha spezzato le vite di Lina Balestrieri e Marilena Romanini. Fin qui nulla di strano, dal momento che sia i quotidiani sia i periodici, avvalendosi dell’estro dei propri illustratori, sono soliti pubblicare vignette che riassumono con uno schizzo e qualche battuta alcuni fatti di cronaca, di politica e di costume.

Peccato che Vignazia si sia reso autore di un’illustrazione in cui il buon senso ha lasciato spazio alla gratuita invettiva, che non solo non tiene conto del dolore delle famiglie di Lina e Marilena, ma anche di coloro che quella maledetta sera – in pochi secondi – hanno perso tutto. Una vignetta indecente, nella quale tra l’altro è contenuto un gioco di parole (“Casabusivamicciola”) talmente pessimo da rasentare il patetico. È evidente che sia Vignazia sia il direttore della testata Antonio Rizzolo sono annoverabili tra coloro che in assoluta malafede non hanno prestato ascolto alle parole del professor Giuseppe Luongo che, nel corso di una recente conferenza stampa svoltasi all’indomani dell’imbarazzante dietrofront dell’Ingv, ha ribadito ai giornalisti e ai presenti che i dati diffusi dall’Osservatorio vesuviano nei minuti immediatamente successivi alla scossa delle 20.57 non potevano essere attendibili.

Eppure, nonostante l’autorevole parere di Luongo c’è ancora chi, speculando su una tragedia, persevera nel divulgare messaggi che non hanno nulla a che vedere con la realtà dei fatti, alimentando così il pregiudizio di coloro che ritengono che gli isolani – e i meridionali in genere – siano tutti degli abusivi e dei criminali. Un’accusa gravissima quella lanciata da “Famiglia Cristiana”, che sulla falsariga tracciata da certa stampa faziosa non solo fa cattiva informazione, ma – contrariamente a quella che dovrebbe essere la sua linea editoriale – si fa beffe di quanti, in queste ore, non hanno più un tetto sopra la testa.

Caro Vignazia, la sua non è satira, ma mero e ingiustificabile sciacallaggio. Certe cadute di stile – se così vogliamo definirle – ce le saremmo aspettate da quello squallido settimanale che risponde al nome di “Charlie Hebdo”: speriamo vivamente che lei faccia ammenda dei propri errori chiedendo scusa alle famiglie di Lina e Marilena e, in generale, a tutto il popolo ischitano. Caro Rizzolo, ci conceda un suggerimento: prima di approvare la pubblicazione di una vignetta, stia attento ai contenuti della stessa. Il caso ha voluto che la sua rivista, nella specifica circostanza, si sia resa protagonista non solo di una vergognosa offesa, ma anche di un clamoroso autogoal. Infatti una delle donne decedute, la signora Lina Balestrieri, è morta a causa di un calcinaccio staccatosi dal cornicione di una chiesa, così come brillantemente sintetizzato dalla brava Marianna Di Meglio. Ma siamo sicuri che lei, caro direttore, non avrebbe il coraggio di mandare in stampa una vignetta che racconta la verità: è di gran lunga meglio spacciare rassicuranti menzogne. Cosa direbbe don Giacomo Alberione leggendo “Famiglia Cristiana”? La vostra mission editoriale non era quella di parlare “di tutto cristianamente”? A buon intenditor, poche parole…

Francesco Castaldi

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