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«Febbre e mal di testa, ma nessun tampone e ora temo per la mia famiglia»

La testimonianza di un'insegnante ischitana evidenzia quanto difficile sia in questo periodo il carico di lavoro degli operatori sanitari che fanno fatica a visitare tutte le persone che lamentano sintomi assimilabili a un’infezione da Covid-19. Ad ogni modo tutti i tamponi effettuati sull’isola, ad oggi, sono risultati negativi

«Buongiorno, non so cosa altro fare…» Corre veloce la richiesta di aiuto che un’insegnante ischitana, affida al flusso web dei social network. «Da tre giorni abbiamo richiesto un tampone per mia sorella. Ha febbre, mal di testa. Mi dicono che non ha i sintomi per effettuare il test per constatare se risulta essere positiva al Coronavirus, ma io sono ugualmente preoccupata. La situazione in famiglia è molto delicata. Mia madre ha la Sla, mia nonna, di 85 anni, e mio padre vivono nella stessa casa, eppure giorno dopo giorno sono costretta a pensare al peggio. Oggi anche mio figlio ha tosse e raffreddore e altre persone con cui mia sorella è venuta a contatto hanno la febbre. Cosa vogliamo aspettare?».

Questo il grido di aiuto di una persona che ora dopo ora viene stretta dall’angoscia e dalla paura che ciò che imperversa soprattutto al Nord, ovvero l’infezione da Covid-19 possa essere entrata anche nella casa dei propri familiari e che possa aver infettato i propri cari. L’iter seguito è lo stesso che hanno effettuato i tanti ammalati che in questi giorni sono alle prese con i sintomi che si confondono con la più innocua influenza stagionale. Raffreddore, tosse e poi febbre. Nei più sfortunati crisi respiratoria e poi polmonite. Fortunatamente i sintomi riscontrati dalla sorella, per quanto seri, non risultano essere ancora così seri da convincere qualcuno a effettuare il tampone, ma la paura rimane. La ragazza infatti è rientrata in Italia a inizio marzo dall’estero, non era presente in nessun luogo dove il coronavirus aveva già fatto scattare l’emergenza, ma di questi tempi il dubbio non scompare se non dopo un test che possa mettere il cuore in pace. Non tanto per il bambino febbricitante, come è ormai chiaro il nuovo virus che sta spaventando il mondo sembra risparmiare i più piccoli, ma a correre i maggiori rischi sono gli anziani e le persone con altre patologie.

«Abbiamo seguito tutto l’iter – ha specificato – abbiamo chiamato il numero verde, il medico curante, ma nulla, ho chiamato anche i carabinieri denunciando il tutto, ma mi faranno sapere. Non so che altro fare».

E d’altronde i protocolli del sistema sanitario, prossimo al collasso, sono in continuo mutamento. «Sono molto preoccupata per la situazione della mia famiglia che è così particolare, delicata, nel rispetto delle persone che assistono mia madre abbiamo dovuto sospendere anche fisioterapia e l’assistenza continuativa per mia madre. Credo che il rispetto per gli altri sia fondamentale ed evito che operatori sanitari che poi sono a contatto con altre persone vengano a contatto con un caso potenziale. Mia sorella è in quarantena preventiva nella sua stanza, mi auguro che non sia ciò che temo, ma intanto l’ansia rimane, finché non saremo sicuri non starò tranquilla. E mi chiedo: come mai persone come il segretario del Pd Zingaretti o altri, seppur asintomatici o con sintomi molto meno seri siano stati sottoposti a tampone con una velocità che non viene garantita a tutti».

A sedare qualche dubbio è un dottore dell’ospedale Rizzoli, che risponde: «se stanno veramente male (nel senso di fare fatica a respirare) possono venire al pronto soccorso con mezzi propri o tramite 118. in caso contrario la procedura per i paucisintomatici prevede autoisolamento in attesa di tampone. Anche se i protocolli specifica il dottore sono in continuo aggiornamento.

Ad ogni modo ci vorrà tanta pazienza perché il personale del dipartimento di prevenzione (che è quello che dovrebbe andare a visitare ed eventualmente Fare il tampone a casa) è oberato da migliaia di segnalazione e i mezzi di protezione già scarseggiano. in più il laboratorio del Cotugno (unico in Campania a poter effettuare le analisi sui tamponi) è ormai al.collasso. L’unica cosa da fare è mantenere la calma e seguire le direttive nazionali. la situazione è drammatica altrimenti nn si sarebbe arrivati a promulgare decreti cosi severi.

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