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Federalberghi Ischia in Senato: «Programmare a lungo termine»

ISCHIA – Nella giornata di ieri il neo-presidente di Federalberghi Ischia Luca D’Ambra si è recato in trasferta a Roma presso Palazzo Madama per un incontro ufficiale con la senatrice Sabrina Ricciardi del Movimento 5 Stelle. Un incontro che segue l’editoriale – pubblicato sulle colonne de “Il Golfo” – dove la senatrice ricordava quanto importante siano il turismo, la cultura e la sostenibilità, ma anche le nuove tecnologie, l’economia e il marketing per il futuro produttivo dell’isola e di quanto importante sia mettere tutte queste situazioni a sistema. «Il numero uno di Federalberghi parla di una necessaria progettazione a dieci anni. – Dichiarava qualche giorno fa la senatrice Riccardi – Bene, io rilancio. Anche a cinque anni, se necessario. Ma occorre bypassare l’ottica del breve periodo. Anzi, del brevissimo, che contraddistingue una certa visione imprenditoriale a mio avviso non vincente. E noi dobbiamo vincere, per il bene dei nostri figli».

Per discutere di programmazione, soprattutto a lungo termine, il presidente di Federalberghi ha incontrato la senatrice membro della  Commissione infrastrutture e trasporti al Senato. Ha le idee chiare la senatrice Ricciardi. Vede il futuro dell’isola già concreto immaginando ciò che può divenire l’isola, data l’altissima vocazione turistica. Aldilà degli schieramenti politici, delle associazioni di categoria, delle ideologie. Importante è muoversi per il bene dell’economia ischitana. Un incontro cordiale, ci racconta il presidente Luca D’Ambra di ritorno da Roma e sicuramente fruttuoso. «Durante le 2 ore e mezza dell’incontro a Palazzo Madama è stato stato consegnato un documento che intende manifestare la volontà della maggior parte degli attori protagonisti (amministrazioni, categorie, etc..) di promuovere un programma di sviluppo a lungo termine, per il nostro territorio. Il lungo termine, fissato idealmente in 10 anni, si rende necessario perché si suppone che molti degli interventi proposti richiedano un cambiamento di attitudini, quando non di mentalità, da parte degli Ischitani. Protagonisti di questo progetto dovrebbero essere singoli cittadini, professionisti, imprenditori, associazioni, consorzi che, per realizzare i loro intenti, dovranno però interagire con la classe politica locale, ma anche regionale nazionale e comunitaria, quando necessario.

Il primo passo consiste nello stabilire le basi d’intesa del gruppo, al fine di costituire regole condivise per poter procedere a un’azione comune. La proposta racchiude una cernita e un riassunto di tutte le idee registrate in anni di riunioni e discussioni tra le diverse parti interessate, che spesso, in questi incontri, hanno espresso identiche priorità.  Le priorità riportate in questo documento dovrebbero essere elaborate sotto forma di “progetti chiave”, da svilupparsi in un programma decennale, secondo precise procedure ufficiali, come già altre realtà, italiane ed europee, hanno fatto, beneficiando della tutela e dei finanziamenti della EU.

Gli interessati possono costituirsi in gruppi di lavoro, in base alle proprie competenze, agli ambiti professionali, ai luoghi di residenza, per definire i singoli progetti che dovranno confluire nel più ampio piano decennale di  sviluppo. La maggior parte di questi punti presuppone uno studio di settore a monte, per determinare la validità delle singole iniziative, i dettagli del progetto, nonché tempi e costi di sviluppo. Questo piano vorrebbe essere, prima ancora che un piano d’azione, un progetto di rifondazione civica e culturale che investa anche le generazioni future, partendo però dalla consapevolezza che tutto comincia da noi, dal nostro desiderio di migliorare e d’impegnarci nel cambiamento o nella conservazione dei pochi valori morali e materiali ancora rimasti nella nostra comunità.  A tale scopo, un buon punto di partenza potrebbe essere uno studio storico completo dell’isola d’Ischia, programmato in tutte le scuole ischitane di ogni ordine e grado e promosso dalle diverse istituzioni e associazioni culturali, in un progetto congiunto: vuoi per riscoprire un’identità locale che in seguito alle istanze della globalizzazione sembra smarrita, vuoi per tesaurizzare un patrimonio di esperienze passate che potrebbero fornire utili indicazioni sulle direzioni future da intraprendere. Seguiranno altri incontri con amministrazioni a breve».

Antonello De Rosa

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