IL COMMENTO Feola, i soggetti attuatori e le convenzioni

E’ ufficialmente partito, in settimana, il Commissariato Straordinario di Feola, con l’incontro con la stampa e con i Sindaci, che l’avvocato stesso ha definito una “non conferenza stampa”, in quanto in una conferenza il conferenziere dovrebbe portare dati, comunicazioni, resoconti, che lui non poteva dare. E’ opportuno fare alcune considerazioni su questo evento. Prima considerazione: era una riunione in cui non erano stati invitati cittadini, associazioni, categorie economiche, ordini professionali. E se la cittadinanza ha potuto conoscere i primi orientamenti del nuovo Commissario, lo si deve esclusivamente alla stampa locale e alle televisioni locali, che hanno descritto o trasmesso in diretta, l’andamento dell’incontro. Dunque, quando si denigrano gli organi locali di informazione , si compie un atto di superficialità e ingratitudine. Seconda considerazione: pur avendo espresso in questa e in altre sedi, tutte le mie perplessità sul modo e sul come il Governo ha voluto sostituire un ottimo Legnini, sono pronto a prendere atto di eventuali provvedimenti del nuovo Commissario che rappresentino continuità, se non miglioramento, dell’operato precedente. Con tutta la buona volontà e buona fede che ho applicato nell’assistere a questo incontro, confesso di aver visto un Feola piuttosto impacciato e volti dei Sindaci piuttosto rabbuiati e preoccupati. E, in ogni caso, l’immagine di Feola, con a destra Giosi Ferrandino e a sinistra Annalisa Iaccarino, è stata la rappresentazione plastica di chi ha voluto il cambio del commissario.
Ho ascoltato l’arrembante intervento del mio amico Peppino Mazzella, che rilanciava una sua idea sempre sostenuta: la necessità di creare un Ente Pubblico gestore sovracomunale stabile per la Ricostruzione e Rigenerazione economica, sociale e culturale, in particolare di Casamicciola. Ciò in quanto occorreranno molti anni per il completamento, ben al di là della durata di un Commissariato straordinario. Inoltre Mazzella sottolineava l’insignificanza e l’insufficienza della consulenza di Invitalia che non ha apportato finanziamenti ma, al contrario, si è fatta pagare per una consulenza che non ha inciso. In maniera sorprendente, il Commissario Feola si è detto d’accordo al 100% con quanto sostenuto da Peppino Mazzella, decano dei giornalisti locali. Non so se ha compreso del tutto l’invito di Mazzella ad adottare poteri straordinari in sostituzione di quelli ordinari dei Sindaci e se ha veramente compreso che l’Ente Pubblico sovracomunale di cui parla Mazzella (e che io personalmente incarno nell’Ente Parco Regionale del Monte Epomeo) sarebbe destinato a sostituire il Commissariato Straordinario temporaneo, che Feola rappresenta. Non so infine fino a che punto ha davvero condiviso la considerazione di Mazzella sulla molteplice pianificazione lasciata da Legnini: Piano di Ricostruzione dei tre Comuni disastrati, Piano Paesaggistico dell’isola d’Ischia, Piano degli investimenti urgenti art. 5-ter DL 186/2022, Piano stralcio dell’Autorità di Bacino, Piano di Riforestazione. Ha detto bene Mazzella, quello che manca sono i piani attuativi e a questo devono pensarci i Comuni. Su una sola cosa Feola si è detto non d’accordo: sul fatto che, a suo parere, non tutti i soggetti attuatori hanno fallito come ritenuto da Mazzella.
A chi si riferiva Feola nel difendere “qualche soggetto attuatore”? A Invitalia, visto che il giornalista l’aveva criticata? O si riferiva a qualche Comune in particolare, che il Commissario voleva difendere? E quando Feola ha affermato che intende, per un breve periodo (un mese?) confermare tutti, tranne poi a trarre un bilancio per ciascuno degli attuatori e soggetti convenzionati, perché fin dal primo giorno della sua nomina si è sbilanciato a dire che qualcosa non ha funzionato, che ci sono stati fattori che hanno rallentato gli iter? Chi glielo aveva suggerito e riguardo a chi? Ma vogliamo vedere chi sono questi soggetti attuatori e a quali convenzioni si fa riferimento? Bene, il Commissario Legnini, ai sensi dell’art. 1, comma 2 dell’ordinanza del Capo del Dipartimento della Protezione Civile n.948 del 30 novembre 2022, individuò i seguenti soggetti attuatori: i Comuni di Casamicciola, Lacco Ameno e Forio, per l’individuazione delle sistemazioni alloggiative ed assistenziali per la popolazione sfollata; la Regione Campania, la Città metropolitana di Napoli e i Comuni dell’intera isola d’Ischia per gli interventi di ripristino della funzionalità dei servizi pubblici e delle infrastrutture, di reti strategiche, l’AMCA, società in house del Comune di Casamicciola per i servizi di gestione di rifiuti; la SMA Campania Spa per le azioni di ripristino idraulico di alvei e cave e per la mitigazione dei rischi idrogeologici. Chi, tra questi, non ha funzionato e deve essere valutato per eventuale prosieguo? L’AMCA è stata già sostituita e messa in liquidazione dal Comune di Casamicciola, che ha assunto direttamente il ruolo. E quali convenzioni sono da valutare? L’UTA (Unità Tecnica Amministrativa) della Presidenza del Consiglio dei Ministri è strumento a disposizione del Commissariato che è subentrato direttamente come soggetto attuatore per il riassetto idrogeologico. Ci sono poi vari accordi di collaborazione tecnico-scientifica e protocolli di legalità con Enti e Università (Università del Sannio, Facoltà di Agraria di Portici, Dicea (Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Ambientale della Università Federico II), CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche), ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione), Dipartimento della Protezione Civile. E poi c’è il rapporto collaborativo con la BEI (Banca Europea degli Investimenti) finalizzato al finanziamento e consulenza tecnico finanziaria, nonché allo studio degli effetti sull’isola del cambiamento climatico. Quali accordi non hanno funzionato e sono da rivedere?
Insomma c’è una mole di lavoro pregresso che sarà piuttosto difficile, per il Commissario Feola, fare un’opera di taglia e cuci che risulti migliorativa. Per quanto riguarda le risorse economiche a disposizione, da un lato c’è naturalmente una contiguità politica di Feola con il Governo, che dovrebbe assicurare un flusso regolare di fondi, d’altro lato ci sono due incognite di non poco conto: l’emergenza di Niscemi e delle coste calabre e sicule, flagellate dal mare, nonché il legame tra effettiva realizzazione delle opere e ulteriore erogazione di fondi, che altrimenti non arrivano. Non si è parlato, per ora, di incontri con le Associazioni di cittadinanza attiva, Associazioni ambientaliste o culturali, Associazioni di categorie economiche, che è stata una costante democratica del Commissario Legnini. La speranza è che Feola non chiuda improvvisamente le porte del Palazzo Reale alla collettività e che mantenga un rapporto di collaborazione con le espressioni vive della società locale.






