Per Feola visita ai luoghi colpiti da sisma e frana
Ieri il commissario alla ricostruzione, accompagnato dai tecnici della struttura, del sindaco Giosi Ferrandino e di una numerosa rappresentanza dell’amministrazione comunale, si è recato a Piazza Bagni, al Paradisiello e al Maio facendo uno screening accurato del lavoro fatto e di quello che resta ancora da fare. Le sue parole sono anche un messaggio e un indirizzo chiaro: «Non possiamo immaginare di mettere in sicurezza un territorio che poi si desertifica e perde la propria vitalità economica e sociale

Un primo accurato sopralluogo, accompagnato dalla struttura commissariale, naturalmente con il sindaco Giosi Ferrandino al suo fianco e poi una cospicua delegazione dell’amministrazione comunale composta dagli assessori Annalisa Iaccarino, Ignazio Barbieri e Ilaria Ferrandino, dal presidente del consiglio comunale Gianfranco Mattera e dal consigliere Antonio Pisani. Ieri pomeriggio Marcello Feola ha preso visione, e anche nel dettaglio vista la presenza del primo cittadino e dei tecnici, dello stato dell’arte in zone davvero ferite dal sisma del 2017 prima e dall’alluvione del 2022 poi. L’avvocato salernitano si è recato dapprima in Piazza Bagni, che ovviamente gli è stata descritta e illustrata anche storicamente visto che si tratta della prima stazione termale italiana e non solo. Qui un primo focus tra delocalizzazioni, strutture che sono tornate a nuova vita e immobili che ambiscono a farlo. Poi tappa anche al Paradisiello dove attenzioni e riflettori si sono concentrati particolarmente sull’ex plesso scolastico Manzoni. Poi ultimo step in località Maio, dove Feola è stato davvero attento e minuzioso al punto tale da voler conoscere la mappatura della zona immobile per immobile. Non sono mancati incontri e saluti con alcuni cittadini che hanno voluto stringere la mano e dare il benvenuto al neo commissario, che ha anche sorseggiato un caffè presso il Bar Monti, esempio di resilienza visto che è stata la prima attività commerciale a riaprire i battenti al Maio dopo il drammatico terremoto di quasi nove anni fa.
Al termine, intrattenendosi con il cronista, Feola è stato chiaro nelle sue impressioni e considerazioni esordendo così: «Non possiamo immaginare di mettere in sicurezza un territorio che poi si desertifica e perde la propria vitalità economica e sociale. Un territorio deve invece essere anche garanzia di sviluppo. Da osservatore devo dire che probabilmente molti anni fa – non mi riferisco a oggi – quando la sensibilità ambientale e l’attenzione alla sicurezza non erano quelle attuali, alcuni interventi edilizi non avrebbero dovuto essere consentiti. È evidente, anche all’occhio del cittadino comune, che si trattava di situazioni potenzialmente pericolose. Per molti anni, fortunatamente, non è accaduto nulla; poi purtroppo si è verificato l’evento del 2022. Tuttavia, per come è conformato il territorio, quel rischio era in qualche modo già presente. Oggi, anche alla luce della maggiore sensibilità ambientale e dell’attenzione alla sicurezza, dobbiamo porre rimedio. Dobbiamo farlo però senza pensare soltanto alla natura, ma considerando anche la dimensione antropica, cioè la presenza dell’uomo e le esigenze di sviluppo». Gli chiediamo come si può conciliare la necessità di evitare la desertificazione del territorio con quella di mettere in sicurezza luoghi colpiti ben due volte nel giro di cinque anni e Marcello Feola risponde senza esitazioni: «Attraverso un’idea di riassetto delle aree, del tessuto urbano e dell’impianto urbanistico che riesca a coniugare questi due obiettivi. Non è impossibile farlo: occorre avere idee chiare e linee guida solide, senza derogare ai principi fondamentali sotto la pressione di interessi particolari, mantenendo la rotta sui due obiettivi principali».


Dal canto suo, così si è espresso a margine della visita nei luoghi ammalorati dalle calamità naturali il sindaco Giosi Ferrandino: «Non possiamo certamente continuare a fare turismo senza prima mettere in sicurezza il territorio, completare la ricostruzione e fare in modo che tutte le persone che sono ancora fuori casa possano tornare al più presto nelle proprie abitazioni, ritrovando così la normalità. Questa resta la nostra priorità. Oggi il commissario è venuto per la prima volta sui luoghi, partendo da Valle fino ad arrivare a Monte, per visitare sia le aree interessate dalla ricostruzione sia quelle legate agli interventi di messa in sicurezza, in particolare la zona da cui si è originata la frana che purtroppo ha causato 12 vittime. Ha potuto vedere i lavori attualmente in corso ma, soprattutto, rendersi conto di tutto ciò che resta ancora da fare. È infatti necessario verificare di persona queste situazioni, perché non è possibile comprenderle fino in fondo soltanto attraverso carte e grafici. Bisogna vedere direttamente i luoghi, percepire i pericoli ancora presenti e capire concretamente quali interventi siano ancora necessari, perché il lavoro da fare è ancora enorme».





