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Ferrari: «Andrà tutto bene, uniti si può»

L’ex centrocampista gialloblù lancia il suo appello: «Più restiamo a casa oggi e più ci potremmo abbracciare domani»

Ancora un nuovo caso sull’isola e si cerca in qualche modo di non pensare o comunque provare a resistere a questi giorni e alla paura. Di questo e altro ne abbiamo parlato con l’ex centrocampista gialloblù Pietro Ferrari.

Parliamo di calcio, del tuo addio all’Ischia e per così dire al rettangolo verde almeno per ciò che concerne quello ufficiale, il mondo dilettantistico…

«All’inizio non è stato facile perché ho sempre giocato, è difficile lasciare i compagni e una società come l’Ischia però oggi posso dire e confermare dia ver fatto a scelta giusta. Mi sentivo accettato a livello umano, però tecnicamente ho dato ben poco e quindi direi che alla fine è stata la decisione migliore. Anche se non più in squadra ma la sento la mia squadra, sono il loro primo tifoso e sono sicuro e convinto che porteranno in porto ciò che hanno intrapreso ed io sarò sempre lì a sostenerli e a fare il tifo per lor, per noi, per l’isola».

Un’Ischia che almeno fino a dicembre periodo in cui poi anche tu hai abbandonato, non è riuscita sempre a esprimersi al meglio, ci sono dei passi falsi… Poi la ripresa fino alla polposition: cos’è mancato secondo te? In molti attribuiscono ciò a una sorta di assemblaggio della squadra…

«Indubbiamente siamo partiti, lo scorso agosto co una squadra completamente nuova, c’era qualche under dell’anno precedente, ma null’altro. C’era sicuramente da fare un po’ di lavoro, di assemblaggio, ma credo che le difficoltà soprattutto a livello di risultati, siano state anche condizionate da episodi sfortunati come dei gol o rigori giunti al 90’. Degli episodi negativi che non possono certo essere esclusi anche se poi la squadra ha trovato la sua quadratura e a dicembre ha fatto ancora mercato e tutto è andato per il meglio. Non va poi esclusa comunque la forte presenza della società che non ha fatto mai mancare nulla ai ragazzi e ciò significa tanto, si lavora sicuramente più sereni e più tranquilli e infatti i risultati sono arrivati».

Cosa ci dici del pareggio col Rione Terra?

«Io credo che sia stato poi solo un episodio, la squadra ha avuto comunque delle ottime occasioni per vincere e sinceramente non credo che un episodio può macchiare quanto di buono fatto fin qui».

Coronavirus, uno stop obbligato forse partito un po’ in ritardo?

«C’è stata un’incertezza iniziale che sicuramente forse non ha fatto bene. L’sos definitivo è la scelta migliore, prima di tutto prevale la salute. Vero è però che a livello professionistico se è difficile ricominciare per loro che hanno le possibilità di allenarsi, figuriamoci nei dilettanti, che già adesso sono fermi da un paio di settimane, ricominciare ad aprile è un bel danno, sempre se si riprenderà».

Che effetti potrà avere tutto ciò anche a livello economico per i giocatori e per le società?

«Io credo gli impegni vadano mantenuti. E’ una situazione comunque abbastanza difficile e complicata. Sicuramente le squadre che vanno per la maggiore non avranno poi tanti problemi, ma altre società magari saranno più in difficoltà».

Anche sull’isola i casi di Covid avanzano…

«Purtroppo per quanto stiamo cercando tutti di attenerci alle regole, la situazione resta critica. Tutto ciò che dobbiamo e possiamo fare è rispettare le regole, restare a casa per salvare prima noi stessi e poi gli altri, se salviamo noi stessi, salviamo anche gli altri. Le piazze dappertutto sono vuote e c’è tristezza, preoccupazione negli occhi delle persone. E’ un momento economico anche molto pesante, ma ripeto se rispettiamo le regolo #andràtuttobene perché uniti si può. Più restiamo a casa oggi e più ci potremmo abbracciarci domani e l’augurio è quello di riuscire a ripostare magari sui social belle foto di abbracci, sorrisi e baci veri».

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