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Festa a Forio, il capitano Castagliuolo va in pensione

Alla fine di questo mese, il 31 dicembre, dopo 40 anni di lavoro, andrà in pensione il capitano dei vigili urbani di Vito Castagliuolo del Corpo della Polizia Municipale di Forio. Castagliuolo, è l’ufficiale responsabile del settore della vigilanza edilizia, e ha  iniziato l’ attività lavorativa come vigile stagionale nel  1975, diventando  di ruolo nel  1977 a seguito di concorso.

Promosso con il grado di Maresciallo Maggiore nell’anno 1989 con un ulteriore concorso diventa ufficiale, prima con il grado di Sottotenente e poi Tenente ed infine Capitano.

Nelle festività natalizie la festa  con i colleghi di lavoro.

Il capitano Castagliuolo è uno dei quattro ufficiali con il grado di capitano in forza alla Polizia Municipale di Forio. Con il suo pensionamento resterà in servizio solo il capitano Nicolella.

 

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Il testo della lettera letta dai colleghi nella festa che si è tenuta il giorno della vigilia di Natale

Caro Vito,

già da qualche giorno nella mia mente si rincorrono pensieri, considerazioni, sipari di vita vissuta. Più si avvicina la data del tuo addio al Corpo dei Vigili Urbani e più la mia mente cavalca il carro dei ricordi che sono tanti e ci legano in modo particolare nell’arco del lunghissimo percorso lavorativo trascorso insieme. Il tempo però, è inesorabile , tiranno e, come vedi amico mio, è arrivato anche per te il momento della commozione, delle lacrime, dei ricordi, dei rimpianti. Insomma è giunto il momento di tirare le somme.

Conosco il tuo stato d’animo in questo momento per averlo vissuto in prima persona non molto tempo fa, e so benissimo che oggi non potrai trattenere le lacrime, non tanto perché lasci la quotidianità lavorativa, ma semplicemente perché forse ti mancheranno la bonomia di qualche collega e la semplicità di taluni rapporti interpersonali, mentre in te si farà sempre più strada l’idea che si può uscire dal servizio ma non certo dal cuore di chi ti ha voluto bene. Sono certo che il tuo cuore batterà ancora a lungo per questo “maledetto mestiere” che tanto abbiamo amato, e sono altrettanto sicuro che la tua mente rincorrerà molto spesso i tantissimi ricordi che ti legano per sempre all’ambiente lavorativo che ti ha visto protagonista attivo.

In questo momento c’è tanta frenesia attorno al pensionando, in un’atmosfera forzatamente chiassosa e allegra che copre qualche sentimento meno nobile  (…..)  il collega felice di togliersi di torno il rivale, le fantasie su chi occuperà ora il tuo posto vacante e ancor di più  e una vena di malinconia per la conclusione di una fase corposa di vita vissuta nel reparto di lavoro.

Come posso, caro Vito, non pensare agli esordi della nostra carriera ? Come posso dimenticare le ansie e le incertezze dei primi mesi di lavoro, l’entusiasmo e la voglia di fare che ci animava e ci proveniva dalla forza della nostra giovane età e, diciamolo pure, da un altro spirito di corpo e da un’altra realtà lavorativa ?

Con il pensionamento si chiude la parte produttiva della tua vita, ma se ne apre una grandissima che è quella degli affetti trascurati, del forte desiderio di vivere a lungo ed in buona salute nella tranquillità della vita quotidiana. Il pensionamento, caro Vito, diventi un’occasione preziosa da sfruttare per prenderti ulteriormente cura di te stesso, per mettere in atto progetti e di osare anche su ciò che il ruolo professionale non ti ha permesso. Trova un modo personale di rendere  soddisfacente anche questa fase nuova della vita. Continua a coltivare la ricerca del piacere e della gratificazione guardando con serenità ed un po’ di rimpianto ai momenti di spensierata goliardia trascorsi con quei colleghi che maggiormente hai sentito a te vicini.  Vedo già spuntare una lacrima nei tuoi occhi e so per certo che l’ambiente che lasci ti mancherà ed avrai anche nostalgia dei tuoi colleghi , paradossalmente pure di quelli che non sempre hanno soddisfatto le tue aspettative. Sono altrettanto sicuro che il tuo cuore sussulterà ancora quando incontrerai per strada la DIVISA che per tanti anni hai onorevolmente indossato.

il mio personale saluto, che forse non riuscirò a leggerlo pubblicamente per la commozione, non si ferma all’augurio di circostanza, voglio invece auspicare per te fraternamente, con affetto e con la sincerità di cuore, un lunghissimo percorso di vita pieno di soddisfazioni e di rivincite, tra gli affetti della tua bella famiglia : Brigida, Antonio, Gianluca e Imma, e tra le grida festanti dei nipotini che prima o poi arriveranno.

Ti abbraccio, amico mio, non senza commozione e con la certezza che ci incontreremo ancora spesso, a tavola o in altra occasione di sollazzo ! !

Fernando Calabrese

” Era già l’ora che volge il disio ai navicanti e ‘ntenerisce il core lo dì c’han detto ai dolci amici addio”

 

 

 

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